Occhialeria

De Rigo, i ricavi salgono del 7% trainati dai marchi del lusso

L’ad Maurizio Dessolis guarda con fiducia al 2025, grazie a una crescia bilanciata anche geograficamente

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Se non un gigante, viste le dimensioni del leader globale, Essilor-Luxottica e del numero due, Safilo, sicuramente una grande azienda del settore. Se non propriamente silenziosa, visto che negli ultimi anni ha aumentato le iniziative di marketing e comunicazione, un’azienda cauta, che non ama annunciare senza prima concretizzare. Parliamo del gruppo De Rigo, tra i protagonisti principali dell’occhialeria italiana, accanto ai citati Essilux e Safilo e a Marcolin, Thelios (gruppo Lvmh) e Kering Eyewear.

Un piccolo gruppo di grandi e grandissime aziende, parzialmente o totalmente integrate verticalmente, che hanno fatto dell’occhialeria italiana un’eccellenza globale, con un export che supera il 90% e che rappresenta un volano economico e di immagine per l’intero sistema moda, visti i legami strettissimi con la maggior parte dei marchi di media e alta gamma italiani e non solo. Il know how necessario per disegnare e produrre occhiali è talmente specifico che tutte le aziende stringono accordi di licenza con gli specialisti e chi non lo fa, in primis Lvmh e Kering, crea divisioni interne, con sede rigorosamente in Veneto, perché l’altra particolarità del settore, oltre all’export record, è la concentrazione, di fatto, in un unico distretto, quello del Bellunese. Maurizio Dessolis, ad del gruppo De Rigo, conferma le peculiarità dell’occhialeria e la sua resilienza, pur in un anno molto difficile per l’intero sistema moda.

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Maurizio Dessolis, ad del gruppo De Rigo

Come è andato il 2024 per il vostro gruppo?
«Abbiamo chiuso l’anno con un fatturato consolidato in crescita del 6,8% a 536,8 milioni. Le forti variazioni dei cambi in alcune aree in cui operiamo hanno assorbito una parte della crescita: a cambi costanti l’incremento rispetto al fatturato 2023 sarebbe stato del 10,4%. E c’è di più: fino a maggio avremmo potuto ipotizzare un aumento a due cifre per l’intero esercizio, poi ha prevalso il clima economico e geopolitico incerto, che ha sicuramente inciso sulla fiducia e le scelte dei consumatori, in Italia e all’estero, nonostante il calo dell’inflazione, almeno in Europa».

De Rigo è un gruppo diversificato: avete marchi di proprietà, in licenza e catene di ottici. L’andamento è stato omogeneo?

«Uno dei fattori che ci porta a essere cautamente ottimisti per il 2025 è proprio la crescita ben bilanciata, anche geograficamente: la rete wholesale e le catene di proprietà General Optica (Spagna), Mais Optica (Portogallo), Opmar Optik (Turchia) e quella britannica Boots Opticians, in cui abbiamo una partecipazione, ci permettono di distribuire i nostri prodotti in 1oo Paesi, soprattutto in Europa, Asia e nelle Americhe, attraverso 24 società e un network globale di distributori indipendenti».

La sede di Longarone, nel distretto bellunese dell’eyewear

Le divisioni wholesale e retail sono cresciute di pari passo?

«Il fatturato della prima è aumentato del 5,9% a 292 milioni e a cambi costanti la crescita sarebbe stata dell’8,1%. I mercati che hanno contribuito maggiormente sono Turchia, Stati Uniti, Spagna, Brasile e Germania e a correre in assoluto di più sono stati i marchi di fascia alta, Chopard e Porsche Design in primis. L’incremento della divisione retail è stato del 7,2% a 260,2 milioni, una crescita prevalentemente organica, non essendoci state significative aperture di punti vendita nel corso dell’esercizio».

Avete oltre venti licenze, tra le quali, per la fascia media, spiccano Roberto Cavalli e Philipp Plein. Il 2024 è stato positivo?

«Come ho detto, a mostrare l’andamento migliore sono state le montature, da vista e da sole dei marchi in licenza con il posizionamento più alto, Chopard e Porsche Design, anche Roberto Cavalli e Philipp Plein però stanno crescendo, accanto a quelle di brand americani ed europei, da Zadig&Voltaire a Tous, ma non vorrei dimenticare nessuno».

Luis Figo per Lozza

Novità per i marchi di proprietà Lozza e Police?

«Proprio in vista del Mido abbiamo presentato due nuovi testimonial importanti: Luis Figo per Lozza e Zach Ephron per Police. Siamo un gruppo fieramente indipendente, con un indebitamento molto basso, una buona redditività e non abbiamo mai fatto mosse azzardate: anche se il 2025 presenta molte incognite, vogliamo continuare a investire in tutte le divisioni, concentrandoci più sui fattori interni che esterni».

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