Death Stranding, l’anima nera del videogioco e la solitudine del giocatore
Sei un postino in un mondo post apocalittico dove l'umanità è sull'orlo dell'estinzione. La nuova opera di Hideo Kojima è un testo poetico nel suo volere a tutti i costi alludere ad altro.
di Luca Tremolada
6' min read
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“Fuori piove tempo. Controllo la mappa, davanti a me ancora sole rocce, potrei girare intorno alla montagna ma allungherei la strada e la pioggia è sempre più fitta. Ascolto il mio respiro. Ho esagerato. Il carico di pacchi sulla mia schiena mi fa perdere l’equilibrio. Le pietre scivolose, le discese ripide, le voragini, i fiumi. Cammino da solo da troppo tempo. Sono settimane che parlo con ologrammi. Un cartello con una faccina felice lasciato da un corriere mi indica la direzione. Dico mi piace e proseguo. Finalmente dietro una nebbia fitta intravedo il centro logistico dove devo consegnare tre casse di medicinali. L’aria si ferma. Un trillo mi avverte che è zona infestata dalle Ca. B.B. piange, è spaventato. Mi fermo, trattengo il respiro, lo cullo e lentamente mi allontano. Arriverò a destinazione, prima o poi, per avere le risposte che mi servono. Per sapere come andrà a finire.
Mettetevi seduti comodi perché non sarà breve. Quello che accade dentro Death Stranding il nuovo titolo di Hideo Kojima in uscita l’8 novembre per Ps4 è una esperienza unica nel suo genere. Ci sono videogiochi che alzano l’asticella di un genere come è avvenuto per gli open world con Red Dead Redemption 2 di Rockstar. Altri che soddisfano le esigenze di una tipologia precisa di gamer come Fifa o Fortnite. Death Stranding è un testo poetico nel suo volere a tutti i costi alludere ad altro. Una poesia nera sulla morte e la rinascita dove c’è tutto e niente. Dove ci puoi trovare il mito della frontiera americana e lo spirito nerd dell’orienteering; l’accudimento della paternità e il senso dei legami familiari; l’esistenzialismo e la mistica orientale; Amazon e l’incubo della logistica governata dall’intelligenza artificiale, la guerra e una riflessione cupa sull’isolamento indotto dai social network. Prima del suo essere un videogioco sicuramente innovativo nel suo genere è un ipertesto contemporaneo evocativo e profondo.
Il titolo del maestro-Kojima, per la prima volta a capo di un progetto completamente suo, ha il grande merito di avere inventato un universo di gioco metaforico potentissimo in grado di parlare a tutti coloro che cercando nel gaming un luogo capace di alludere ad altro.
Cosa c’è dentro. Death Stranding ti porta in luoghi ostili e desolati, in un tempo disperato e spettrale mai esplorato nella recente storia narrativa del videogioco. C’è la desolazione di alcune distese dell’islanda, le rocce nere delle isole vulcaniche, le cime innevate delle Alpi e alcuni sentieri dei Pirenei. C’è un mondo vuoto, lunare e stravolto dal Death Stranding un evento che sta portando all’estinzione il genere umano. Vivi e morti convergono verso lo stesso piano di realtà, il multiuniverso collassa, nella cosmologia di Kojima la chiralità, intesa come la proprietà di un oggetto di essere non sovrapponibile alla sua immagine speculare diventa lo prospettiva all’interno del quale prende vita il viaggio, un passo alla volta, per riconnettere persone, rillacciare relazioni e ricostruire una comunità. L’impatto immaginifico è adulto, l’estetica è ispirata e le storie acquisiscono un registro lontano dagli archetipi adottati finora di questa industria. In Death Standing vivi una solitudine familiare per chi frequenta i videogiochi. Come ha scritto lo stesso Kojima «Death Stranding è un gioco dedicato alla creazione di legami con gli altri » che è forse uno delle eredità migliori dell’ultima generazione dei videogiochi, di quelli, per intenderci nati nell’era del multiplayer.
Cosa c’è di innovativo. L'obiettivo del protagonista Sam Porter Bridges è quello di riconnettere città isolate e ricostruire una società frammentata. Ci sono pacchi da consegnare: ogni viaggio va pianificato, occorre decidere quanti oggetti caricare sulla schiena, di quali armi avremo bisogno e quale percorso intraprendere. Ci sono ponti e autostrade da costruire che restano a disposizione di altri giocatori.





