Decreto pensioni in arrivo tra il 10 il 12 gennaio
di Nicola Barone
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Quota 100, blocco dell'aumento dell'aspettativa di vita per le pensioni anticipate, proroga dell'Ape sociale e opzione donna. Ruoterà attorno a queste misure il decreto sulla previdenza che il Governo sta mettendo a punto e che dovrebbe essere approvato - ha detto il sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Durigon - tra il 10 e il 12 gennaio. Il provvedimento segnerà anche il ritorno del consiglio di amministrazione per l'Inps e l'Inail, con l'abolizione dell'attuale disciplina sul presidente unico. Non sarà invece nel testo l'abbassamento dal 2,8 a 2 volte il trattamento minimo della soglia per l'accesso alla pensione anticipata nel regime contributivo.
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Il debutto di quota 100
La spesa in più per finanziare le nuove anzianità con requisiti minimi a 62 anni e 38 di contributi viene fissata dal disegno di legge sulla manovra a quota 4,7 miliardi, per poi salire a 8 nel 2020 e 7 nel 2021. Secondo le previsioni del Governo dovrebbero beneficiarne circa 315mila lavoratori, con un'adesione non superiore all'85% degli aventi diritto. E la crescita della spesa dovrebbe essere graduata da sistema di posticipi e disincentivi che accompagneranno la nuova misura, sperimentale per tre anni. I primi beneficiari di quota 100 potrebbero incassare l'assegno verso la primavera, visto che il meccanismo delle finestre prevede un posticipo di 3 mesi dalla maturazione del requisito per i privati e di 6 mesi per i dipendenti pubblici (3 mesi di preavviso di ritiro + 3 mesi di finestra) i quali potrebbero cominciare a uscire da giugno. Previsto il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro oltre i 5mila euro netti l'anno fino a un massimo di cinque anni.
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Ape sociale e opzione donna
Per Ape sociale e opzione donna, le due sperimentazioni che consentono uscite anticipate rispettivamente per una serie di categorie disagiate e per le lavoratrici con 35 anni di contributi, saranno prorogate di un anno. Per le donne la possibilità di ritiro anticipato con ricalcolo contributivo della pensione varrà per le nate fino al termine del 1959. L'Ape sociale, ovvero l'indennità-ponte fino a 1.500 euro per 12 mensilità per lavoratori con 63 anni in situazioni di difficoltà (disoccupazione, invalidità, carichi familiari) e con 30 o 36 anni di contributi, a seconda della loro situazione di bisogno, resterà valida fino alla fine del 2019. Nulla cambia per l'Ape volontaria o aziendale, sperimentali fino alla fine del 2019 già a legislazione vigente.
