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DeepSeek alza il velo sui numeri: margine di profitto oltre cinque volte i costi

La startup cinese e l’intelligenza artificiale «low cost»: ricavi giornalieri pari a 562mila dollari con 87mila dollari di costi operativi

The logo of Deepseek is seen during the Global Developer Conference, organised by the Shanghai AI Industry Association, in Shanghai on February 21, 2025. (Photo by Hector RETAMAL / AFP)

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Margini di profitto pari al 545% al giorno e ricavi giornalieri pari a 562mila dollari con 87mila dollari di costi operativi. Questi sono alcuni dei numeri resi noti in un post sul social media X dalla la startup cinese Deepseek sull’impatto sulle vendite della sua intelligenza artificiale “low cost”. In particolare, i dati sono relativi ai suoi maggiori modelli di successo, cioè V3 e R1.

La prima volta

È la prima volta che l’azienda di Hangzhou rivela informazioni sui propri margini, derivanti da attività di “inferenza” meno intensive dal punto di vista computazionale, la fase successiva all’addestramento che prevede che i modelli di AI addestrati facciano previsioni o eseguano compiti, ad esempio attraverso i chatbot.

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Come spiegato in un altro post su GitHub, i calcoli della startup cinese si basano sull’ipotesi che il noleggio di un chip H800 - prodotto da Nvidia e molto meno potente di quelli utilizzati da Open Ai - costi circa 2 dollari. Guardando al rapporto tra ricavi e spese, con un margine lordo dell’85%, in un anno Deepseek potrebbe arrivare così a sfiorare i 200 milioni di dollari di fatturato, anche se i “ricavi effettivi” potrebbero essere «sostanzialmente inferiori», a causa dell’accesso gratuito ad alcune app che usano i modelli prodotti dalla startup.

La sfida ai concorrenti

«La scalabilità e l’efficienza ottimizzate stanno lasciando già indietro i concorrenti - ha però scritto su X l’azienda - Con le stime di valutazione degli Usa che superano i 10 miliardi di dollari, DeepSeek sta stabilendo nuovi parametri di riferimento. La corsa all’AI - conclude il post - è appena diventata interessante».

La notizia potrebbe pesare sui titoli americani legati all’Ai, che già hanno perso terreno a causa della concorrenza “low cost” di Deepseek. L’inedito annuncio di DeepSeek è arrivato in un momento in cui la redditività delle startup di Ia e dei loro modelli è argomento di valutazione tra gli investitori hi-tech per stimare i potenziale ritorni. Aziende quali OpenAI e Anthropic PBC, stanno sperimentando modelli vari di ricavi, da quelli basati su abbonamento a quelli sull’uso e sulla riscossione di tariffe di licenza. Il nodo resta sempre quello della capacità di raggiungere la redditività. Secondo la società di ricerca dati QuestMobile, l’applicazione mobile di DeepSeek ha superato i 110 milioni di download dal suo lancio avvenuto a gennaio, raggiungendo 97 milioni di utenti attivi settimanali al 9 febbraio

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