Del Fante: Poste, piano a 10 anni per essere leader nella logistica
L’ad: «Dobbiamo lavorare per quando la posta non ci sarà più. Nel nuovo contratto serve flessibilità per competere sui pacchi»
di Laura Serafini
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Matteo Del Fante accelera la metamorfosi del gruppo Poste Italiane per fronteggiare una sempre più marcata riduzione dei volumi della corrispondenza. L’ad del gruppo punta in alternativa a consolidare Poste come principale operatore nazionale nella logistica per la consegna dei pacchi, anche attraverso l’espansione in nuovi ambiti. Come la gestione, oltre alle consegne, anche del magazzino dei clienti business: i primi accordi sono stati siglati con Tim e la catena Acqua e Sapone. Oppure la consegna del cibo freddo. Intanto è partita la gara per conferire in una sgr il patrimonio immobiliare per la logistica e cedere una quota (700 milioni il valore): in corsa, tra gli altri Generali, DeaCapital e Coima. In autunno Poste Italiane presenterà un piano industriale con una prospettiva decennale. La base per il futuro sarà il rinnovo di un contratto di lavoro, in scadenza a fine anno, che richiederà più flessibilità ai 25 mila postini.
Lei è stato appena riconfermato. Quali sono le sfide per il prossimo triennio?
Nel primo semestre si assiste a una ripresa del settore dei pacchi. Il secondo trimestre è in miglioramento rispetto al primo e continuiamo a tenere sulla posta, nonostante ci sia un ineluttabile calo dei volumi. Queste due cose assieme per noi rappresentano la sfida più importante dei prossimi tre anni, perché siamo consci che il trend consolidato di flessione della posta non si fermerà. Tra dieci anni chi ci sostituirà dovrà gestire una situazione molto più complicata di quella che viviamo noi oggi, sentiamo la responsabilità di lavorare ora per fare in modo che ci sia una situazione più gestibile. Dobbiamo consolidare la nostra leadership: siamo numeri uno in Italia sulle consegne al retail (B2C). Questo vuol dire gestire una relazione con Amazon, che è il nostro primo cliente, ma anche primo concorrente. Siamo primi tra gli operatori della logistica, ma per volumi nel B2C il primo è Amazon che consegna da solo i propri pacchi e decide con chi fare le consegne. È una relazione da gestire passo passo.
Come sarà impostato quindi il nuovo piano industriale?
Avrà una prospettiva di lungo periodo per gettare le basi di uno sviluppo oltre il mandato. Il nuovo contratto di lavoro, che dovrà essere rinnovato a settembre, dovrà andare proprio in questa direzione. Dovremo chiedere più flessibilità ai nostri lavoratori nel settore dei recapiti, sia rispetto all’orario, sia nei giorni dell’anno, perché i pacchi a differenza della posta hanno ciclicità e picchi nei quali i volumi raddoppiano. Su corrispondenza e pacchi sono impiegati 25 mila postini e 15 mila nei centri di smistamento (sia pacchi che posta). Abbiamo già iniziato a chiedere ai postini di consegnare anche i pacchi e il livello di qualità è elevato. Ora serve un secondo passaggio. I nostri clienti sono grandi piattaforme e-commerce come Amazon, Zalando, Vinted, che hanno standard di qualità altissimi e pretendono consegne anche il fine settimana.

