Giorgetti, zero tasse per chi fa due figli. Leo: risorse da trovare nella Nadef
«L’idea clamorosa» del governo contenuta in un dossier del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stata anticipata dal Foglio
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«Niente tasse per chi fa figli». Sarebbe questa, secondo quanto riporta il Foglio, l’idea clamorosa» del governo contenuta in un dossier del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La proposta «che a nome dell’esecutivo il ministro formalizzerà nei prossimi giorni - scrive ancora il quotidiano - è proprio questa: i nuclei familiari composti da almeno due figli non pagheranno le tasse. Tutte le tasse? Probabilmente no, ma il meccanismo è già chiaro e a suo modo è dirompente».
Sul breve termine come ha scritto lo stesso Giorgetti nel Def, prosegue il Foglio, «il modo migliore per ridurre il rapporto debito/pil non può che essere quello di aumentare il flusso di immigrati che arrivano e restano». Sul lungo termine, invece, «per incentivare la natalità, sostiene ancora Giorgetti, la leva più forte non può che essere un’altra: proporre non semplici sgravi alle famiglie ma riduzioni del numero di tasse da pagare».
Bitonci: detrazione da 10.000 euro per i figli a carico
«La proposta del ministro dell’Economia è assolutamente condivisibile. Per incentivare la natalità diventa necessario ridurre la tassazione per le famiglie con uno o più figli a carico. Questo non significa abbandonare l’assegno unico ma, oltre a questo, si dovrebbe reintrodurre una detrazione di 10.000 euro l’anno per ogni figlio a carico (ora 950 euro fino ai 21 anni) fino al termine degli studi anche universitari, per tutti i nuclei senza limiti di redditi».Così Massimo Bitonci, sottosegretario al ministero delle Imprese in quota Lega, commenta le indiscrezioni sull’idea di Giancarlo Giorgetti di ridurre le tasse su chi fa figli.
Stessa posizione in casa Lega per Massimo Garavaglia, senatore e presidente della commissione Finanze e Tesoro: «Ridurre le tasse a chi fa più figli: ci sembra la scelta migliore per tutelare la natalità e le famiglie. Una misura che si sommerebbe all’assegno unico, favorendo però i nuclei più numerosi».

