Design, in Lombardia il 32,7% del valore aggiunto nazionale
Tornano il Salone del Mobile e la settimana del Fuorisalone con oltre mille appuntamenti Un ecosistema specchio di un’industria che vale circa 7 miliardi di euro e di 12.300 imprese dei servizi
di Giovanna Mancini
4' min read
Nell’ultima parte dello scorso anno qualche preoccupazione c’era stata: le prenotazioni scarseggiavano e dal mercato arrivavano dati poco incoraggianti sull’andamento del comparto. Poi, dalla fine di gennaio in poi, la macchina si è rimessa in moto. «Siamo tornati al modello pre-Covid: tutto all’ultimo momento, tutto di corsa», scherza Paolo Casati, co-fondatore di Studiolabo, l’agenzia che gestisce il palinsesto di Brera Design District e la piattaforma Fuorisalone.it. «Il sistema si è ripreso completamente e da febbraio abbiamo registrato una forte accelerazione. Milano si conferma una meta è imprescindibile durante la Design Week», aggiunge Casati. Un migliaio gli eventi in programma quest’anno da lunedì prossimo al 21 aprile, come sempre in parallelo e a complemento del Salone del Mobile che inaugurerà invece martedì prossimo in Fiera Milano, a Rho.
Industria e progetto
Un connubio, quello tra Salone e Fuorisalone, ormai consolidato, che trae la propria forza e unicità nel panorama internazionale proprio dall’unione e dalla sinergia tra questi due momenti: quello “business” in senso stretto, legato alla manifestazione fieristica, e quello più “leisure”, sperimentale, culturale che si è diffuso negli anni in città fino a diventare un vero e proprio evento nell’evento, o accanto all’evento. Ne è nato un vero e proprio ecosistema, in cui ogni elemento è oggi parte integrante del successo anche degli altri, ma che non sarebbe possibile se alle spalle non vi fosse la più importante industria dell’arredamento a livello internazionale, quella italiana, e nello specifico il principale distretto del mobile del nostro Paese, la Brianza.
Economia del design
Un po’ di numeri per comprendere la portata di questo comparto produttivo, che a sua volta ha fatto da detonatore, negli anni, per la nascita di un sistema articolato di studi di progettazione e creatività, di scuole e università, di agenzie e liberi professionisti che oggi sono i protagonisti, assieme alle aziende manifatturiere, della Design Week. Secondo gli ultimi dati elaborati da FedelergnoArredo, l’industria del mobile in Italia ha raggiunto un valore di circa 28 miliardi di euro nel 2023, circa sette dei quali (il dato si riferisce al 2022) sono il fatturato generato dalle aziende del settore nella sola Lombardia.
La corrispondenza tra tessuto manifatturiero e servizi legati al design è messa in evidenza dal rapporto Design Economy redatto da Fondazione Symbola e giunto quest’anno alla settima edizione: la ricerca prende in considerazione le realtà produttive (aziende, agenzie, studi e liberi professionisti) che lavorano nell’ambito della progettazione e dei servizi di design, i cui clienti sono aziende di diversi settori (tra cui moda, alimentare, automotive ecc.), anche se il più importante è quello dell’arredamento. Non è dunque un caso che proprio in Lombardia, e in particolare a Milano, la Design Economy sia più forte, come spiega Domenico Sturabotti, direttore scientifico di Symbola. Con oltre 12.300 realtà tra imprese e professionisti, in Lombardia si concentra il 29,4% dei soggetti attivi, che generano il 32,7% del valore aggiunto nazionale, pari a 3,1 miliardi di euro nel 2022 (+7% sul 2020) e danno lavoro al 27,7% degli occupati italiani (oltre 63.400). «Milano è la provincia che pesa di più in assoluto e su tutti i fronti – aggiunge Sturabotti –: concentra il 14,4% delle imprese, il 18,8% del valore aggiunto e il 13,3% dell’occupazione». Anche per quanto riguarda l’offerta formativa si conferma lo stesso schema: la Lombardia è seconda in Italia per numero di istituti che hanno attivato corsi in discipline del design nell’anno accademico 2022/2023, ma prima per numero di iscritti: 6.137 contro i 2.272 del Lazio, seconda in classifica. Nella top ten italiana degli istituti con più studenti, quattro sono lombardi, anzi milanesi: il Politecnico di Milano (1.989), il Naba (1.661), lo Ied (1.091) e la Marangoni (413).
Cultura e impresa
Un altro elemento qualificante di questo ecosistema sono alcune istituzioni della città, come il Triennale Design Museum e l’Adi Design Museum, che sono una vetrina per le opere frutto dell’ingegno creativo delle aziende, dei designer e degli architetti. In particolare, l’Adi Design Museum (gestito dall’Associazione per il disegno industriale che dal 1954 promuove anche il premio Compasso d’Oro), rappresenta un anello di connessione tra il concetto di design come elemento funzionale alla produzione industriale di oggetti e servizi, e quello di design come fattore culturale. Inaugurato tre anni fa, in periodo di pandemia da Covid-19, il Museo è ormai pienamente integrato nell’ecosistema di cui parliamo, con 105.800 visitatori nel 2023, 24 mostre ospitate, 228 eventi dedicati non solo al design , ma anche alla letteratura, alla musica, al cinema e al dibattito. «Siamo un palcoscenico per presentare la complessità del design e renderla comprensibile al grande pubblico – spiega il presidente di Adi, Luciano Galimberti –. Non siamo un museo celebrativo, ma un luogo di ricerca e vorremmo spiegare e spiegare perché un oggetto ha senso all’interno di un museo: non perché è bello, ma perché svolge una funzione di relazioni, che hanno un impatto sulla società e sui suoi cambiamenti».
-kolF--1020x533@IlSole24Ore-Web.jpg?r=650x341)

