Innovazione

Dieci startup in pista per creare un’economia del mare più sostenibile

In tre edizioni, l’acceleratore Faros ha investito complessivamente 3,2 milioni di euro e sono stati raccolti oltre 10 milioni

di Raoul de Forcade

3' min read

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Aver messo a punto progetti promettenti, per costruire un’economia del mare più innovativa, resiliente e all’insegna della sostenibilità. È il fil rouge che ha guidato la terza edizione di Faros nell’individuare 10 startup tra le 200 che si sono candidate ad essere supportate dai partner dell’iniziativa.

Faros (realtà della Rete nazionale acceleratori di Cdp venture capital, ideata per promuovere, in Italia, un’economia del mare a sostegno dello sviluppo sostenibile) è nato nel 2021, da una collaborazione tra Cdp con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio – porto di Taranto ed è gestito da a|cube, acceleratore di imprese a impatto sociale e ambientale, nonché dal local manager Wylab, incubatore certificato con sede in Liguria (a Chiavari).

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Le startup arrivate in fondo al percorso sono state selezionate attingendo da un database composto da oltre 2mila società e da 16 eventi di settore. Delle 200 candidature ricevute, 36 hanno avuto l’opportunità di presentarsi ai partner, e 23 sono arrivate al Selection day. Tra queste, le dieci scelte.

La lombarda Aeffe Keelcrab, propone un drone sottomarino, interamente progettato e realizzato in Italia, per svolgere attività robotizzate di manutenzione, ispezione e pulizia dello scafo di imbarcazioni: mantenendo le carene pulite migliorano le prestazioni nautiche e sono ridotti i costi operativi. Algae Scope (veneta), invece ha puntato sullo sviluppo di materiali bio-based provenienti da alghe coltivate, combinando ricerca accademica e tecniche giapponesi. Tra i prodotti innovativi, un biorivestimento ignifugo e idrorepellente che sostituisce le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas).

La romana Better Sea Power ha proposto una soluzione modulare per banchine, caratterizzata da pannelli solari calpestabili, parabordi con skimmer (sistemi di filtraggio) e colonnine di ricarica rapida con sensori per il monitoraggio dell’acqua. La Blue Gold (lombarda) ha, invece, presentato una soluzione Internet of things per il monitoraggio e la gestione sostenibile delle reti idriche, attraverso soluzioni digitali. Sfruttando dispositivi Iot, intelligenza artificiale (Ai) e piattaforme cloud la startup punta a ridurre le perdite d’acqua, a ottimizzare i consumi energetici e a contenere le emissioni di CO2 nelle reti idriche.

Deepvision 3D, altra impresa della Lombardia, intende rivoluzionare il monitoraggio delle infrastrutture marittime con gemelli digitali 3D, approfondimenti basati sull’Ai e precisione Lidar (i sistemi che sovrintendono alla guida autonoma).

L’emiliana E-ssence ha sviluppato un sistema per rendere il settore del noleggio nautico più efficiente e sostenibile, con la diffusione di tool digitali per il controllo, la gestione e l’ottimizzazione delle attività. Altra sua peculiarità è la promozione di imbarcazioni a zero emissioni.

La ligure Ecodrone ha ideato un drone marino, a guida autonoma, che offre servizi di raccolta ed elaborazione di dati oceanici in tempo reale, in modo autonomo, ripetibile, e continuo. Grazie a questi strumenti sono possibili monitoraggi ambientali, batimetrie (misure delle profondità), pattugliamento costiero e salvaguardia dei bagnanti.

ElectriFly, spin-off del Morenergy Lab del Politecnico di Torino, sta sviluppando Aqualev, un sistema di propulsione marina, a zero emissioni, che utilizza la levitazione magnetica per un trasporto che definisce «efficiente, sostenibile e senza manutenzione». Navia, da parte sua, è un produttore, con sedi in Lazio, di imbarcazioni elettriche e punta sull’Ai avanzata per rivoluzionare la nautica da diporto con natanti smart, per una navigazione più ecologica e tecnologicamente avanzata.

Infine S-cube, costituita in Sardegna, ma da liguri, intende sviluppare un reefer automation equipment, per lo shipping di container refrigerati, aumentando efficienza e sicurezza. L’azienda, infatti, ha l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione e la sicurezza nelle infrastrutture portuali. Tutte le startup hanno preso parte al percorso di accelerazione presso gli hub territoriali di Taranto e La Spezia.

Fino a oggi, nelle tre edizioni di “accelerazione” sono stati investiti da Faros, complessivamente, 3,2 milioni di euro sulle aziende (di questi, 750mila euro sono andati alle imprese dell’edizione in corso) e, in totale, sono stati raccolti più di 10 milioni d’investimenti; altri 4 milioni, poi, sono stati ottenuti dalle startup come finanziamenti. Il prossimo investor day, per la raccolta fondi delle 10 prescelte in questa tornata, si svolgerà il 3 aprile, a Milano.

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