Dieci startup in pista per creare un’economia del mare più sostenibile
In tre edizioni, l’acceleratore Faros ha investito complessivamente 3,2 milioni di euro e sono stati raccolti oltre 10 milioni
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Aver messo a punto progetti promettenti, per costruire un’economia del mare più innovativa, resiliente e all’insegna della sostenibilità. È il fil rouge che ha guidato la terza edizione di Faros nell’individuare 10 startup tra le 200 che si sono candidate ad essere supportate dai partner dell’iniziativa.
Faros (realtà della Rete nazionale acceleratori di Cdp venture capital, ideata per promuovere, in Italia, un’economia del mare a sostegno dello sviluppo sostenibile) è nato nel 2021, da una collaborazione tra Cdp con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio – porto di Taranto ed è gestito da a|cube, acceleratore di imprese a impatto sociale e ambientale, nonché dal local manager Wylab, incubatore certificato con sede in Liguria (a Chiavari).
Le startup arrivate in fondo al percorso sono state selezionate attingendo da un database composto da oltre 2mila società e da 16 eventi di settore. Delle 200 candidature ricevute, 36 hanno avuto l’opportunità di presentarsi ai partner, e 23 sono arrivate al Selection day. Tra queste, le dieci scelte.
La lombarda Aeffe Keelcrab, propone un drone sottomarino, interamente progettato e realizzato in Italia, per svolgere attività robotizzate di manutenzione, ispezione e pulizia dello scafo di imbarcazioni: mantenendo le carene pulite migliorano le prestazioni nautiche e sono ridotti i costi operativi. Algae Scope (veneta), invece ha puntato sullo sviluppo di materiali bio-based provenienti da alghe coltivate, combinando ricerca accademica e tecniche giapponesi. Tra i prodotti innovativi, un biorivestimento ignifugo e idrorepellente che sostituisce le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas).
La romana Better Sea Power ha proposto una soluzione modulare per banchine, caratterizzata da pannelli solari calpestabili, parabordi con skimmer (sistemi di filtraggio) e colonnine di ricarica rapida con sensori per il monitoraggio dell’acqua. La Blue Gold (lombarda) ha, invece, presentato una soluzione Internet of things per il monitoraggio e la gestione sostenibile delle reti idriche, attraverso soluzioni digitali. Sfruttando dispositivi Iot, intelligenza artificiale (Ai) e piattaforme cloud la startup punta a ridurre le perdite d’acqua, a ottimizzare i consumi energetici e a contenere le emissioni di CO2 nelle reti idriche.


