Decreto legge

Dimensionamento scolastico, premi alle Regioni in regola

Valditara: “Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti”

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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A meno di una settimana dall'avvio delle iscrizioni online il dimensionamento della rete scolastica - e cioè il taglio di presidi e capi segreteria con conseguente accorpamento presso un altro istituto - resta il principale ostacolo sull'avvio del prossimo anno. Soprattutto nelle sei regioni (Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Toscana e Umbria) che non hanno rispettato l'obiettivo fissato dal decreto 127/2023. Alla data del 30 dicembre scorso, infatti, risultavano essere state disposte 69 decurtazioni in meno rispetto alle previsioni. Da qui la scelta di posticipare (dal 21 gennaio al 10 febbraio anziché dall'8 al 31 gennaio) la finestra per gli alunni che nel 2025/26 andranno in prima classe e da qui il decreto legge emanato dal Consiglio dei ministri di ieri per correre ai ripari. «Con queste misure offriamo alle Regioni che dimensionano condizioni di maggior favore nella realizzazione del servizio. Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti», ha detto il titolare del Mim, Giuseppe Valditara.

Il provvedimento

Il provvedimento prevede sostanzialmente due misure. Da un lato, consente alle autonomie regionali che non hanno ancora adottato i piani di dimensionamento di farlo entro dieci giorni dall'entrata in vigore del Dl (quindi, presumibilmente, entro il 25 gennaio). Dall'altro, introduce una serie di agevolazioni per le Regioni che lo hanno fatto (o faranno), come la possibilità di istituire classi anche senza il requisito del numero minimo di studenti (una disposizione che potrà aiutare le realtà più isolate e disagiate, quali le aree interne, montane, isolane), la salvaguardia del contingente Ata per il 2025/26, la nomina di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole oggetto di dimensionamento. Si avrà cioè la possibilità di avvalersi di ulteriori posizioni di esonero o di semi esonero dall'insegnamento nel limite di spesa di 2.783.680 euro per il 2025 e di 5.567.360 euro per il 2026.

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L'incremento

Il Dl dispone poi, per il solo anno scolastico 2025/26, un incremento del numero di autonomie scolastiche, attivabili in misura non superiore al 2,99% del contingente definito per il medesimo anno scolastico dal decreto 127/2023. Il parametro del 2,99%, sottolinea la relazione illustrativa al Dl, è stato individuato sulla base dei rapporti pervenuti dalle regioni in maggiore difficoltà al fine di poter garantire il raggiungimento del contingente organico per l'a.s. 2025/2026. Già lo scorso anno era stato consentito, solo per il 2024/25, di attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura non superiore al 2,5 per cento. L'attuazione della riorganizzazione del sistema scolastico resta impregiudicata; questo significa che l'incremento temporaneo per il 2025/26 dovrà essere riassorbito, dalle Regioni che vorranno avvalersi della deroga, nell'annualità successiva.

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