«Dividendi e cash flow per la messicana Asur»
«Caratteristiche analoghe anche per l’indiana Bajal Holding»
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I punti chiave
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Una strategia orientata sui dividendi con una particolare attenzione a Paesi come l’India e la Cina. Lo spiega nel dettaglio Matthew Williams, gestore del fondo abrdn Emerging Markets Equity Income.
Qual è il vostro outlook sui mercati emergenti oggi?
Storicamente, la performance dei Paesi emergenti è stata legata al ciclo degli investimenti globali, poiché molte aziende produttrici di beni materiali operano in queste regioni. Oggi, invece a guidare le performance sono alcuni trend microeconomici legati alla tecnologia, con investimenti nelle tlc e nei computer ad elevata potenza, alle infrastrutture green, spinte dagli investimenti per l’adeguamento delle reti elettriche a sostegno della crescente digitalizzazione e alla domanda di datacenter, e alla crescita dei consumi interni dovuta all’aumento dei livelli di reddito, che favorisce soprattutto i brand nazionali ben posizionati sui mercati locali. Per il 2025 vediamo anche alcuni rischi legati alle tensioni commerciali, ai nuovi dazi imposti dagli Usa e ai tassi d’interesse, oltre al possibile rafforzamento del dollaro. Tuttavia, nell’ambito della nostra strategia basata sui dividendi, è possibile selezionare società con bilanci solidi, un forte potenziale di generazione di flussi di cassa e valutazioni attraenti che sono meno esposte ai rischi provenienti dagli Stati Uniti.
Quindi i mercati emergenti offrono opportunità anche per gli investitori orientati al reddito da dividendi?
Il numero di società che pagano un dividendo nei Paesi emergenti è cresciuto molto dal 2001, grazie ai solidi fondamentali delle aziende. Attualmente la percentuale di società emergenti che pagano un dividendo è pari a quella dei mercati sviluppati e quasi il 40% delle società dei Paesi emergenti paga un dividendo superiore al 3%. Riteniamo che questo trend sia destinato a continuare. La forte solidità dei bilanci, inoltre, supporta la crescita del payout ratio (percentuale di utili distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi). Questo quadro offre agli investitori un’interessante opportunità di diversificazione del portafoglio.
Come bilanciate in portafoglio?
Con una strategia focalizzata su tutte le capitalizzazioni, puntiamo a ottenere un total return interessante, con un approccio bilanciato basato su due pilastri (50% in titoli ad alto dividendo e 50% in titoli a crescita di dividendi) che colga le opportunità di crescita nei mercati emergenti. Questo approccio ha consentito di generare performance coerenti in vari contesti di mercato, grazie a un processo che esclude le imprese che non sono ancora in grado di garantire un flusso di ricavi stabile e quelle che, in fase avanzata, non riescono a sostenere la propria crescita con investimenti adeguati. Preferiamo investire in aziende remunerative, caratterizzate da una crescita sostenibile, e in imprese mature che generano flussi di cassa, in grado, quindi, di pagare dividendi agli azionisti. In particolare investiamo laddove riteniamo che vi siano prospettive di flusso di cassa sottovalutate, mantenendo una forte attenzione ai rischi settoriali, regionali e nazionali.
Ci sono settori o regioni particolarmente promettenti?
A livello di Paesi, l’India si distingue per una crescita economica robusta, trainata dallo sviluppo delle infrastrutture, da un ciclo di investimenti privati in fase iniziale e da una graduale ripresa dei consumi rurali. Tutto ciò è sostenuto da politiche favorevoli alle imprese. Sul Paese, tuttavia, abbiamo un approccio selettivo, incentrato sugli utili, sull’allineamento degli azionisti di minoranza e sull’esistenza di catalizzatori positivi per la crescita naturale dei flussi di cassa. Nonostante le recenti sfide, per la Cina prevediamo un riorientamento dal settore immobiliare e infrastrutturale verso i servizi e i consumi, favorendo i ritorni per gli azionisti. Sarà inoltre sempre più importante considerare i rischi legati ai dazi, pertanto riteniamo che le aziende che si concentrano sui consumi interni saranno favorite.

