Fed, l’enigma Warsh (e l’ombra di Trump)
dal nostro corrispondente Marco Valsania
di Isabella Della Valle
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Il mercato ha bisogno di certezze e finché la crisi russa non sarà risolta ci sarà ancora volatilità. In questo momento comunque tra le aree geografiche l’Europa è da preferire rispetto agli Stati Uniti, mentre a livello settoriale sono i finanziari ad avere il maggior potenziale. I dividendi, inoltre, in una fase in cui l’inflazione è elevata come quella attuale sono l’investimento adatto. Ecco in sintesi l’opinione espressa da Aditya Shivram, responsabile della strategia Global Equity Income e gestore del fondo Sustainable Global Equity di Fidelity International, società che offre soluzioni e servizi per gli investimenti e la previdenza a oltre 2,5 milioni di clienti nel mondo con con asset totali per 812,8 miliardi .
La Bce si trova ad affrontare un significativo dilemma politico. Dal punto di vista della crescita, la guerra in Ucraina, le sanzioni, lo shock energetico e l’inasprimento delle condizioni finanziarie potrebbero spingere l’Europa in recessione. Dal punto di vista dell’inflazione, il già elevato aumento dei prezzi sembra destinato ad accelerare a causa delle interruzioni delle catene di approvvigionamento e dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Poiché l’entità del danno causato alla crescita emergerà dai dati delle prossime settimane, la BCE potrebbe spostare l’attenzione dall’elevata inflazione al contenimento dei danni economici della crisi.
I prezzi di mercato rivelano aspettative per un aumento dei tassi nella seconda metà dell’anno, ma permane l'incertezza dovuta all'impatto della crisi russa. Osservando la performance di gennaio dei settori europei, si nota una forte correlazione tra performance e valutazioni. Quei settori di mercato con multipli prezzo/utile più elevati, come software e semiconduttori, sono scesi di più, mentre i settori più economici del mercato, come le assicurazioni, hanno sovraperformato. Le valutazioni potrebbero rimanere al centro dell'attenzione, con i settori con valutazioni più elevate più suscettibili a ulteriori ribassi.
Le preoccupazioni per un contesto economico stagflazionistico erano al centro dell'attenzione già verso fine febbraio. Le sfide che i mercati azionari dovranno affrontare in tema di aumento dei tassi di inflazione rimarranno, anche nel caso si dovesse raggiungere a una risoluzione. Però il mercato cresce quando c'è certezza, quindi ci aspetteremmo un impulso se il conflitto dovesse finire. Noi preferiamo rimanere concentrati sul nostro approccio a lungo termine bottom-up, focalizzandoci su società in grado di offrire rendimenti interessanti indipendentemente dal contesto macro o dall’andamento dei tassi.
Non abbiamo apportato modifiche significative in risposta al suo aumento. Rimaniamo concentrati su società che offrono flussi di utili resilienti, bilanci solidi e valutazioni ragionevoli. La nostra attenzione alla protezione dai ribassi e alla gestione del rischio è una caratteristica permanente. La scelta dei titoli deriva dalla gestione di tre rischi chiave: rischio fondamentale, rischio finanziario e rischio di valutazione. Questo ci ha consentito ribassi inferiori rispetto al mercato su base storica e dovrebbe rivelarsi vantaggiosa se la volatilità dovesse continuare.