Le sfilate di Milano

Dolce&Gabbana celebra le ragazze che vogliono libertà, anche nel vestire

Presentata come di consueto al cinema Metropol, la collezione dialoga con la città uscendo in strada. I creativi: «Ci piace stupire noi stessi e gli altri»

Un look della collezione Dolce&Gabbana AI 25-26

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Forse ci ha messo lo zampino il caso, ma Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono riusciti a trasformare i lavori in corso in viale Piave – quanto di più inopportuno durante una settimana della moda – in un set perfetto per le cool girls alle quali è dedicata la collezione che ha sfilato sabato nell’ex cinema Metropol, da molti anni teatro del pret-à-porter di Dolce&Gabbana. Per chi sedeva all’interno, al caldo e comodamente, è stata una sorpresa vedere sui maxi schermi le immagini delle ragazze che, dopo aver percorso la passerella, uscivano su quella allestita in viale Piave, vicina ai binari del tram in via di ristrutturazione e con tanto di dj set.

Dolce e Gabbana, la collezione per l’AI 25-26

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Lo hanno fatto sia vestite da giorno (la prima e più corposa parte della collezione, come era accaduto in gennaio con la sfilata uomo), ma anche con la seconda parte, dedicata alla sera, che inevitabilmente lascia più pelle scoperta. Ma le cool girls, viene da pensare, specie se giovani, non temono il freddo, che comunque va attenuandosi, con Milano che si prepara alla primavera e persino sugli spogli alberi tra i binari iniziano a spuntare fiori e foglie.

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«Non siamo più ragazzini ma siamo sempre stati affascinati, forse oggi ancora di più, dai più giovani», scherzano Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che nel 2024 hanno celebrato 40 anni del loro marchio e sono l’anima di un’azienda orgogliosamente indipendente vicina ai due miliardi di ricavi. «Ci piace stupire noi stessi e chi ci segue, facendo anche importanti cambiamenti da una stagione all’altra: è uno dei vantaggi di avere 40 anni di lavoro e sintonia personale alle spalle, siamo sufficientemente sicuri delle scelte stilistiche che di volta in volta facciamo, non abbiamo mai l’impressione di tradire noi stessi. Anzi, la moda deve sapere fare proprio questo: essere uno specchio del mondo, quello interiore di chi la fa e quello esterno».

Il DJ set di Victoria de Angelis per la sfilata della collezione Dolce & Gabbana AI 25-26 a Milano (ANSA/MATTEO CORNER)

Il risultato è uno strabiliante “patchwork” di streetwear e tocchi di sensualità (pizzo e microreggiseni); di praticità (parka e stivali che sanno di protezione dai pericoli della strada) e voglia di esprimersi con vestiti e accessori. «Le ragazze di oggi hanno secondo noi un atteggiamento molto bello verso la moda: si sentono libere di scegliere cosa indossare senza seguire per forza una tendenza o lo stile di un personaggio – aggiungono Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Amano prendersi cura di sé, lo si vede anche nella maggiore attenzione alla salute della pelle e dalla rinuncia a un trucco troppo pesante. Poi magari per una festa o un evento o “solo” perché una sera si sentono di farlo, pensano però a look più elaborati e scintillanti e per questo nella seconda parte sera abbiamo inserito tante decorazioni. È bellissimo pensare che le nostre clienti, di ogni età, si divertano con la moda quanto noi».

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