Lavoro

Donna, sei su dieci tra i nuovi imprenditori di “Mip-Mettersi in proprio”

Cresce in Piemonte la voglia di imprenditoria al femminile, vincono anche per imprese create coi fondi europei. Mai così tanti negli ultimi cinque anni i contratti a tempo indeterminato per le donne. L’8 marzo all’insegna del lavoro e fondi in arrivo per conciliare casa e figli

di Anna Migliorati

(Daxiao Productions - stock.adobe.com)

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I punti chiave

  • Il Piemonte sopra la media italiana per donne che lavorano in proprio
  • Coi fondi Fesr 2014-2020 finanziate 284 imprese in rosa
  • Nel 2023 al top da cinque anni i contratti a tempi indeterminato al femminile
  • Le politiche per la famiglia per ridurre il gap occupazionale

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(IlSole24Ore - Radiocor Plus) - È sempre più l’indipendenza economica a segnare la svolta quando si tratta di parità da raggiungere tra uomini e donne. E la fotografia alla vigilia dell’8 marzo fa ben sperare in una svolta a cui credono le donne piemontesi, prime artefici del proprio destino. Prova lo è che ben oltre la metà, 6 su dieci, di chi ha partecipato al programma Mip-Mettersi in proprio è donna. Delle 226 imprese costituite tra il 2022 e il 2023, ben 136 sono in rosa, il 61% del totale.

Donne imprenditrici una su tre in Piemonte

Rilanciare l’occupazione femminile, d’altra parte, è ormai un imperativo. Il tasso di occupazione delle donne in Italia rilevato da Eurostat è ancora più basso della media europea, il 55% a fronte del 69,3% dell’Ue, e l’occupazione femminile nel segmento del lavoro indipendente pesa per il 32%. Ma il Piemonte in questo fa meglio con il 33,7% di donne che hanno che hanno scelto di lavorare in proprio, secondo i dati DonneImpresa.Donne imprenditrici, green e pronte ad innovare premiate anche dai fondi europei. Nell’ambito della programmazione Fesr 2014-2020, sono state finanziate 284 imprese con legale rappresentante femminile in Piemonte, che hanno realizzato 406 progetti per un investimento ammesso pari a 114 milioni di euro. Il contributo concesso si è attestato a 41,2 milioni di euro, 22,98 milioni dei quali hanno sostenuto interventi nell’ambito di ricerca, sviluppo e innovazione, 11,43 progetti per la competitività dei sistemi produttivi e 6,78 iniziative legate all’energia sostenibile. Tanto che, nell’ambito della programmazione dei fondi Fesr, l’amministrazione regionale ha previsto di premiare le aziende beneficiarie di contributo che presentano una compagine sociale a maggioranza femminile, così come per quelle a maggioranza di giovani, riconoscendo uno stanziamento aggiuntivo pari all’uno per cento rispetto alla quota già assegnata nei settori “digitalizzazione ed efficientamento produttivo” e “attrazione”.

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Nel 2023 contratti a tempo indeterminato per 28mila lavoratrici

Piemonte che premia le donne anche quando si tratta di lavoro dipendente. Sono 28.496 quelle che nel 2023 hanno visto trasformare il proprio contratto in tempo indeterminato: si tratta della cifra più alta toccata negli ultimi cinque anni. Un dato superiore rispetto anche al pre-Covid, visto che nel 2019 le stabilizzazioni in rosa si erano fermate a 25.489 (43,9%).Un trend in crescita: nel 2022 erano state 26.831 (43,5%), 17.791 (40,6%) nel 2021, 20.438 (42,2%) nel 2020. «I dati elaborati dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro ci confortano, perché premiano gli sforzi per garantire una parità di genere vera e propria, concreta, e non meramente ideologica. Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga, ma ogni stabilizzazione ottenuta è un passo verso la giusta direzione: quella del diritto di una donna di poter scegliere se dedicarsi alla carriera, se diventare madre o se perseguire entrambe le vie. Anche con ambizione», osserva l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino.«La parità di genere è ricchezza sociale, culturale, economica e la Regione Piemonte è impegnata a raggiungere traguardi sempre più importanti; il loro successo nell’economia contribuisce alla crescita e allo sviluppo del sistema produttivo piemontese», osserva anche l’assessore allo Sviluppo delle attività produttive, Andrea Tronzano, alla vigilia dell’8 marzo.

Le politiche per la famiglia per l’occupazione femminile

Quando si parla di lavoro, per le donne pesa ancora il carico familiare se è vero che per otto lavoratrici su dieci nella giornata pesa anche la cura di casa e figli, contro due uomini su dieci. «Per agire su questo obiettivo abbiamo messo in campo una serie di azioni per favorire la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro, con bandi per agevolare l’acquisto di servizi di conciliazione, abbiamo stimolato l’adozione di piani di welfare da parte delle aziende piemontesi con bandi rivolti alle piccole e medie imprese, abbiamo favorito l’attivazione di servizi per l’infanzia. Proprio di queste settimane, sono le nuove misure che stanno per partire sul “buono conciliazione” e sulla certificazione di genere, in accompagnamento agli interventi nazionali» dice l’assessore alle Pari opportunità della Regione Piemonte, Chiara Caucino. Che assicura: «interventi che poggiano principalmente sulle risorse della programmazione regionale dei fondi europei e che troveranno sicuramente continuità con il prossimo mandato amministrativo grazie ad una consapevolezza su queste tematiche che costituisce ormai patrimonio condiviso tra le forze politiche».

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