Donnafugata, consolida la strategia di sostenibilità
Vino
di Nino Amadore
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Un ragionamento tailor made per ognuna delle tenute per massimizzare l’uso dell’acqua laddove è necessario per razionalizzare la produzione in quelle aree in cui da sempre l’irrigazione è affidata alla pioggia. È un pezzo della strategia di sostenibilità ambientale di Donnafugata che nei suoi 488 ettari di vigneti si trova ad affrontare le diverse condizioni del continente Sicilia: a Contessa Entellina nel palermitano e a Vittoria nel ragusano l’azienda ha bacini di raccolta dell’acqua piovana, risorsa che viene impiegata solo per le irrigazioni di soccorso con impianti a goccia lungo i filari; a Pantelleria non c’è irrigazione per il fabbisogno idrico delle piante, è di aiuto l’umidità della rugiada che si forma nelle ore notturne e del primo mattino, fungendo come utilissima pioggia occulta: la natura sabbiosa dei suoli e gli apparati radicali profondi delle viti, riescono ad intercettare gli accumuli delle piogge; sull’Etna non c’è irrigazione. Le piogge sull’Etna sono importanti e riescono a garantire in pieno il fabbisogno idrico dei vigneti.
Una strategia consolidata negli anni che fa dell’azienda che fa capo alla famiglia Rallo un esempio di resilienza anche in momenti difficili come quello che la Sicilia sta affrontando sotto l’aspetto delle risorse idriche. L’impegno per la sostenibilità fa parte del Dna dell’azienda : dalle buone pratiche in vigna alla biodiversità, dal risparmio energetico alla produzione di energia pulita, dalla tutela del paesaggio al sostegno del territorio «Un impegno – spiega Josè Rallo – che si traduce ora anche nell’adozione di packaging più sostenibili. La scelta del tappo e della bottiglia è essenziale per preservare la qualità del vino e salvaguardare l’ambiente. Lo scorso anno, per il vino “Damarino”, Donnafugata è stata la prima al mondo ad adottare il tappo Nomacorc Ocean, ottenuto riciclando plastica raccolta nelle zone costiere per proteggere l’ecosistema marino. Un tappo che sarà utilizzato anche su altri vini della gamma Donnafugata».
La novità di quest’anno è rappresentata da una svolta che riguarda le bottiglie: alcuni vini dell’azienda sono infatti confezionati in bottiglie “Cento per Cento Sicilia”, così denominate perché unicamente prodotte sull’isola, da vetro riciclato in Sicilia, secondo un virtuoso modello di economia circolare promosso dalla Fondazione SOStain e messo in pratica dalla vetreria O-I (nello stabilimento di Marsala). Le bottiglie Cento per Cento Sicilia, inoltre, hanno il vantaggio di essere più leggere, pesando solo 410 grammi e contribuendo così nel tempo a ridurre le emissioni di CO2 e l’impatto sull’ambiente, derivante dalla produzione così come dai trasporti. «Grazie ad una strategia sempre orientata alla qualità e all’innovazione – spiega Antonio Rallo –, Donnafugata ha raggiunto positivi risultati economici, chiudendo il 2022 con un fatturato di 34,9 milioni di euro. I prodotti (vini e olio) dell’azienda - ottenuti dai 488 ettari delle Tenute di Pantelleria, Contessa Entellina, Vittoria ed Etna - sono distribuiti in Italia e in 70 mercati stranieri».

