Dopo la fusione Fca-Psa, ecco le altre alleanze possibili
La situazione dei grandi gruppi automobilistici: la corsa all’innovazione riduce i margini dell’industria e spinge verso le fusioni
di Mario Cianflone
3' min read
3' min read
Il 2020 si annuncia un anno di grande evoluzione per l’automotive. Oggi più che, dopo il via libera alla fusione tra Fca e Psa, mai nel mondo nell’industria la parola d’ordine è integrazione. Il motivo è semplice: la trasformazione industriale e tecnologica in atto comprime i margini e innalza lo sforzo in investimenti: nessuna casa piò satre più da sola. E si parla di cifre miliardarie basti pensare a Hyundai che sta investendo 46 miliardi o al gruppo Vw che sulla rivoluzione dell’auto 4.0, elettrificata, connessa e a guida assistita ha investito in tutti i brand una sessantina di miliardi. In uno scenario simile la collaborazione tra costruttori o fusioni tra queste diventa indispensabile per garantire economie di scala e ripartizione degli investimenti.
Insomma la tettonica tecnologica dell’auto spinge verso una ancora
maggiore polarizzazione con la nascita di collaborazioni mai ipotizzate prima. Ad esempio Volkswagen e Ford si stanno allineando sulle elettriche, sui veicoli commerciali e sulle tecnologie per la guida autonoma. Non si parla di una fusione ma di certo il combinato tra le due realtà sarebbe stimolante anche perché con la prospettata fusione tra Fca e Psa si viene a costituire una nuova entità che altera gli equilibri attuali ponendosi di prepotenza, con 9 milioni di auto, al 3° o 4° posto al mondo (dipende dalla prospettiva) e potenzialmente anche più in alto e insidiare l’equilibrio dell’esclusivo club dei 10 milioni di autoveicoli prodotti, dove troviamo nelle prime due posizioni i gruppi Volkswagen e Toyota a contendersi il primo posto per meno di 100mila macchine. Con i tedeschi nel 2018 a quota 10.810.349 e i giapponesi a 10.435.420. Il terzo posto è di GM con 8.786.987 milioni mentre il gruppo Hyundai è poco sopra 7.5 milioni.
Con la fusione, Psa più Fca arriverebbero a insidiare anche la sempre più vacillante alleanza Renault Nissan Mitsubishi che si pone nel club 10 milioni in modo non ufficiale poiché non si tratta di un’unica azienda.
Obiettivo 15 milioni
Ma quale sarà la prossima quota da raggiungere visto che 10 milioni erano la soglia psicologica del passato? Ora si può immaginare una nuova sfida: arrivare a 15 milioni. Del resto questa era la potenzialità della fallita intesa Fca Renault che portando dentro anche Nissan e Mitsubishi avrebbe creato il megagruppo più grande di sempre, in grado di controllare praticamente il 10% del mercato mondiale. Ma anche Fca e Psa potrebbero, coinvolgendo una casa cinese, proiettarsi verso il livello più alto.

