Doppio investimento per Rodacciai
Il gruppo investe 23 milioni per un sito di stampaggio a freddo e un altro di lavorazione dell’alluminio.
3' min read
3' min read
«E’ l’insegnamento di mio padre: investire proprio quando i momenti sono critici, per poter poi raccogliere più avanti i risultati nel momento in cui riparte il mercato».
Scelta non frequente di questi tempi quella di Gianluca Roda, numero uno di Rodacciai e del gruppo Rodasteel, che avvia in Lombardia due nuovi stabilimenti produttivi, investendo nel complesso oltre 20 milioni di euro. Un primo sito, a Bosisio Parini, sede centrale lecchese del gruppo, riguarda lo stampaggio a freddo di rotoli di acciaio al carbonio e di acciai speciali.
«L’azienda è già molto diversificata - spiega - e operiamo in molti settori, con diverse famiglie di acciai e mercati di sbocco che vanno dall’auto alla meccanica, dal movimento terra alla difesa. Ora sviluppiamo ancora di più lo stampaggio a freddo, che in passato avevamo abbandonato per una questione di spazi. Attività che rilanciamo con uno stabilimento dedicato e impianti nuovi». Sito di 7mila metri, con una capacità produttiva annua di 40mila tonnellate, da cui si attendono ricavi nell’ordine dei 40 milioni, con una trentina di persone impegnate. Per una produzione già avviata che mese dopo mese scala i volumi verso l’alto. «Una scelta definita già tre anni fa - spiega l’imprenditore - per un mercato in cui già vediamo sbocchi importanti, abbiamo già in effetti i primi contratti con i clienti, con approvazioni e certificazioni».
In parallelo, sempre nella sede di Bosisio Parini, il gruppo avvia una diversificazione nel settore dell’alluminio, acquistando vergella e trasformandola fino a componenti da 1,2 millimetri destinati al mondo della meccanica. «Si tratta di un settore emergente - spiega - che in futuro avrà sempre più applicazioni, con le esigenze di alleggerire i pesi che diventano fondamentali ad esempio nel settore auto. Le prime approvazioni dei prodotti da parte dei clienti sono già arrivate e il business plan che abbiamo preparato è credibile». Sito che dovrebbe impiegare a regime una ventina di addetti, con ricavi previsti per 20 milioni di euro e 3mila tonnellate di capacità produttiva. Realizzato in Italia, pur avendo a disposizione a livello di gruppo anche la controllata spagnola.
«Elettricità e gas in Spagna costano dal 30 al 40% in meno - spiega - e questo è legato alle scelte che Madrid ha fatto, ad esempio investendo pesantemente nei rigassificatori e rilanciando le rinnovabili. Noi però siamo trasformatori, la produzione è meno energivora rispetto alla produzione diretta di alluminio. E in prospettiva la speranza è che in Italia la situazione possa andare ad assestarsi in termini di prezzo. Perché se il quadro non cambia, con questa continua erosione dei margini e della competitività nessuna azienda riuscirà a restare in piedi».


