SERVIZI FINANZIARI

doValue: contro la crisi investe in tecnologia per migliorare la produttività. Confermati i target al 2022

Previsti 25 milioni per integrare e rendere più efficienti piattaforme informatiche e banche dati. Il rischio Covid sull’immobiliare: la società dice che sugli asset in gestione, in larga parte residenziali, l’impatto è limitato

di Vittorio Carlini

6' min read

6' min read

Da un lato investire nello sviluppo tecnologico delle piattaforme (soprattutto di dati) e nell’integrazione dei sistemi informatici; dall’altro spingere la crescita degli asset in gestione. Sono tra gli obiettivi di Dovalue, anche nell’ottica di contrastare l’attuale recessione.

L’attività aziendale

Loading...

La strategia, per meglio essere compresa, richiede dapprima di ricordare l’oggetto sociale dell’azienda.

In linea di massima l’attività principale della società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, consiste nella gestione e recupero (stragiudiziale o giudiziale), per conto terzi, di crediti in sofferenza (Npl) e (seppure in misura più contenuta) d’inadempienze probabili (Utp).

Inoltre il gruppo, oltre all’amministrazione (sempre per conto di terzi) di prestiti “performing” (o in arretrato minore di 90 giorni), valorizza e mette in vendita immobili legati (direttamente o indirettamente) ad un credito.

Infine l’azienda svolge delle attività cosiddette ancillari. Queste possono andare: dalla raccolta dati per, ad esempio, prezzare un portafogli di crediti fino alla definizione del merito di credito di un determinato soggetto.

SEMESTRI A CONFRONTO

Dati in milioni

Loading...

Gli investimenti tecnologici

A fronte di un simile cocktail d’attività le banche dati, il loro ampiamento, integrazione ed efficientamento tecnologico sono una priorità. I motivi? Diversi. In primis c’è la crescita, anche e soprattutto, per linee esterne. Il gruppo, in pochi esercizi, si è espanso in 5 Paesi dell’Europa mediterranea. Una strategia che richiede l’ampliamento, standardizzazione ed integrazione di dati e sistemi informatici. Inoltre c’è l’obiettivo, da una parte, di ricercare maggiori sinergie (ad esempio attraverso il cross selling); e, dall’altro, d’incrementare la produttività. Infine doValue punta allo sviluppo delle piattaforme tecnologiche come supporto delle attività ancillari.

In tal senso nel 2020 Dovalue, che di recente ha peraltro siglato una parternship con Ibm per la digitalizzazione e gestione dei sistemi It, prevede investimenti tecnologici in conto capitale intorno ai 25 milioni (lo scorso anno si erano assestati a circa 13 milioni). L’esborso, per un terzo, è indirizzato proprio all’integrazione dei sistemi tra le nuove realtà acquisite (in particolare Altamira e Eurobank Fps, ora doValueGreece). I rimanenti due terzi, invece, sono dedicati alla vera e propria crescita sul fronte dei dati.

ASSET IN GESTIONE PER AREA GEOGRAFICA

Dati % sul valore lordo del portafoglio al 30/6/2020

Loading...

Il portafoglio di asset

Già, la crescita. A ben vedere doValue ha tra le sue priorità anche quella di incrementare, per l’appunto, gli asset in gestione. Al 30 giugno 2020 il Gross book value (valore lordo nominale) del portafoglio di Asset under Management (AuM) si è assestato a 161,8 miliardi. A fine del 2020 l’obiettivo è arrivare intorno ai 160 miliardi. Il risultato è la conseguenza di una duplice dinamica: da una parte il venire meno in portafoglio dei crediti correttamente gestiti e valorizzati; dall’altra l’acquisizione di nuovi mandati di AuM. Nel piano d’impresa al 2022 la società, su quest’ultimo fronte, ha indicato l’incremento medio annuo di circa 10 miliardi. Al 30/6/2020 la cifra raggiunta sui nuovi mandati è di 7,9 miliardi. Il dato consente a doValue di potere affermare, nonostante il fattore Covid-19 e guardando ai trend di luglio e agosto, di essere in linea con il target fissato. Ciò detto quali le possibili dinamiche, di medio periodo, tra le diverse asset class? In generale la diversificazione dovrebbe aumentare. Le sofferenze resteranno prevalenti, ma è presumibile che le inadempienze probabili, unitamente agli asset legati all’immobiliare, aumentino il loro peso in portafoglio.

ASSET PER TIPOLOGIA DI BUSINESS

Dati in % sul valore lordo del portafoglio al 30/6/2020

Loading...

La crisi immobiliare

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il Covid-19 ha provocato i lockdown in diversi Paesi che, unitamente alle regole di distanziamento sociale, hanno inferto un duro colpo all’economia globale. Tra i settori più colpiti c’è anche quello immobiliare dove il calo di domanda ha indotto la contrazione dei prezzi di mercato. In un simile contesto il risparmiatore ipotizza che il business legato al real estate di doValue subisca un impatto negativo. La società, pure consapevole della situazione, rigetta la preoccupazione. In primis, viene ricordato, il valore medio dei crediti gestititi da doValue è limitato. In Italia, ad esempio, è intorno a 140.000 euro. Di conseguenza, afferma il gruppo, la garanzia immobiliare, oltre ad essere in larga parte di dimensioni ridotte, ha soprattutto natura residenziale. Cioè appartiene a quel settore che, a differenza del commerciale, è impattato limitatamente dalla crisi. Inoltre, aggiunge sempre l’azienda, nell’ipotesi in cui il valore della garanzia immobiliare, a causa del calo dei prezzi, si allontana da quello del credito accade spesso che il creditore, al fine di valorizzare il collaterale, dà in gestione a doValue proprio l’asset fisico. Il che è fonte di nuovi ricavi per il gruppo. In conclusione la società, allo stato attuale, non vede particolari problemi sul tema in oggetto.

LA DINAMICA DEL DEBITO NETTO

Dati in milioni

Loading...

La concentrazione dei clienti

Di là da ciò, il risparmiatore sottolinea un altro aspetto: il rischio di concentrazione dei clienti. Alla fine del semestre scorso i primi tre valevano circa il 40% del Gross book value degli asset. Una percentuale che, seppure in calo rispetto al passato, resta elevata.

doValue non condivide il timore. Dapprima perchè, afferma il gruppo, sul fronte della diversificazione della clientela, già è stato fatto molto (solamente al 31/12/2019 i primi tre clienti pesavano per circa il 54%). E poi perché, dice doValue, da una parte, anche grazie all’acquisizione di Eurobank Fps, lo stesso peso delle tre realtà in oggetto è ulteriormente diminuito; e, dall’altra, il programma di articolare maggiormente la clientela prosegue.

La diversificazione geografica

Fin qui alcune indicazioni sulle priorità, le dinamiche del Book value e i possibili rischi. Quali, però, le strategie di espansione del gruppo? La società, in linea con quanto indicato nel piano d’impresa al 2022, ha ampliato (sia organicamente che attraverso l’M&A) la sua presenza geografica. Attualmente è attiva in 5 Paesi: Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Grecia. La volontà è quella di consolidare la posizione. Vale a dire: non sono, allo stato attuale, previste mosse in altri Stati. In particolare le maggiori opportunità di crescita dovrebbero concretizzarsi in Grecia, Italia e Cipro. Più cauta, invece, la visione riguardo alla Spagna. Qui il comparto è, infatti, maggiormente consolidato e più concentrato su operazioni, realizzate nel mercato secondario, di minore entità.

Mercato domestico...

Ciò detto viene da effettuare una considerazione: in Italia, area molto competitiva sugli Npl e primo singolo mercato per doValue, le commissioni fisse (in media 5 punti base sul valore nominale lordo della sofferenza) sono inferiori a quelle degli altri Paesi (10-15 basis point).

A fronte di un simile contesto la valutazione, da un lato, è che l’alta esposizione al mercato domestico non sia così positiva; e, dall’altro, che l’incremento della competizione (ad esempio con la prospettata creazione una bad bank europea) possa schiacciare la marginalità del gruppo.

La società non condivide i timori. Rispetto al tema dell’Italia, e sottolineando comunque la forte diversificazione geografica in atto, doValue ricorda in primis che quello domestico è il più grande mercato degli Npl. Quindi è fondamentale esserci. Inoltre, aggiunge sempre il gruppo, le commissioni variabili sono maggiori che in altri Stati. Di conseguenza l’Ebitda margin del business italiano della società risulta sostanzialmente in linea rispetto quello degli altri Paesi.

...e competizione

Riguardo, invece, al più generale tema della concorrenza doValue rimarca due aspetti. Il primo è che, unitamente ad essere un player rilevante nell’Europa mediterranea, le raggiunte dimensioni consentono le giuste economie di scala e il corretto power pricing per fronteggiare la competizione. Il secondo è che l’eventuale consolidamento non è un aspetto negativo. Anzi! Ridurrà, dice doValue, la pressione sui prezzi.

In un simile contesto quali allora le prospettive future? Su questo fronte il gruppo ribadisce la stima dell’Ebitda margin maggiore del 40% nel 2022. Rispetto al 2020 è invece probabile che il rapporto tra Mol e ricavi, a causa della compressione temporanea degli incassi dovuta alla pandemia, sarà inferiore a quello del 2019. E riguardo alla Posizione finanziaria netta? Qui doValue prevede da un lato che il rosso, sempre a fine esercizio, in scia all’attività di M&A sarà maggiore rispetto a quello del 2019; e, dall’altro, che il rapporto tra Debito netto ed Ebitda dovrebbe assestarsi intorno alle 3 volte. Per poi, nel medio periodo, tendere verso il livello di 2 volte.

DOMANDE & RISPOSTE

Quali sono i dati del primo semestre?

Nel primo semestre i ricavi lordi sono stati 164,8 milioni (+47% rispetto allo stesso periodo del 2019). I ricavi netti sono saliti del 39%. Il Mol prima degli oneri non ricorrenti cala a 39,1 milioni (-10%). Sull’ultima riga di bilancio, infine, si registra una perdita. Questa è riconducibile all'aumento degli ammortamenti delle attività materiali e immateriali, in particolare a seguito dell’acquisizione di Altamira Asset Management

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti