Draghi: l’Ue rischia isolamento, agire come fossimo un unico Stato
Lo ha detto Mario Draghi, ex presidente della Bce e autore del rapporto sulla Competitività Ue, intervenendo a una seduta del Parlamento europeo a Bruxelles
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I punti chiave
- Draghi: potremmo essere lasciati soli a difendere l’Ucraina
- Draghi: risposta Ue sia rapida, intensa, su vasta scala
- Rimuovere barriere interne aumenta i moltiplicatori
- Se unita l’Ue potrà essere all’altezza delle sfide
- Ridurre prezzi energia, anticipare benefici transizione
- Strategico sostenere settori chimica e siderurgia
- Servono 800 miliardi l’anno per la Commisione, necessario debito comune Ue
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Il rapporto Draghi «è stato pubblicato in settembre» oggi «cinque mesi dopo» emerge che «ciò che è nel rapporto è ancora più urgente di quanto fosse cinque mesi fa». «C’è una situazione molto difficile. Ora abbiamo i nostri valori. Abbiamo differenze di opinioni. Ma non è il momento di sottolineare queste le differenze ora, è il momento di sottolineare il fatto che dobbiamo lavorare insieme, sottolineare ciò che ci accomuna e ciò che credo ci accomuna sono i valori fondanti dell’Unione Europea. E dobbiamo sperare e dobbiamo lavorare per questo»Lo ha detto Mario Draghi, ex presidente della Bce e autore del rapporto sulla Competitività Ue, intervenendo a una seduta del Parlamento europeo a Bruxelles.
L’Unione europea deve attrezzarsi a far fronte a novità nei cambiamenti economici e politici globali. Ed «è sempre più chiaro che dobbiamo agire sempre di più come se fossimo un unico stato. La complessità della risposta politica che coinvolge ricerca, industria, commercio e finanza richiederà un livello di coordinamento senza precedenti tra tutti gli attori: governi e parlamenti nazionali, Commissione e Parlamento europeo» ha spiegato Draghi
Draghi: potremmo essere lasciati soli a difendere l’Ucraina
«Quando è stato scritto il rapporto sulla competitività il tema geopolitico principale era l’ascesa della Cina. Ora - ha aggiunto - la Ue dovrà affrontare i dazi imposti dalla nuova amministrazione statunitense nei prossimi mesi, ostacolando il nostro accesso al nostro più grande mercato di esportazione». Non solo : «In futuro potremmo anche affrontare politiche ideate per attrarre le aziende europee a produrre di più negli Stati Uniti, basate su tasse più basse, energia più economica e deregolamentazione. E, se le recenti dichiarazioni delineano il nostro futuro, possiamo aspettarci di essere lasciati in gran parte soli a garantire la sicurezza in Ucraina e nella stessa Europa».
Non si può dire no a tutto, si faccia qualcosa
«L’Ue è stata creata per garantire pace, indipendenza, sicurezza, sovranità e poi sostenibilità, prosperità, democrazia, equità. Di base siamo riusciti a garantire tutto questo. Ora il mondo confortevole è finito, e dobbiamo chiederci, vogliamo difendere questi valori o dovremmo andarcene, e andarcene dove?» ha incalzato l’ex presidente della Bce, replicando in Aula alla European Parliamentary Week. «Non si può dire no a tutto, altrimenti bisogna ammettere che non siamo in grado di mantenere i valori fondamentali dell’Ue. Quindi quando mi chiedete ’cosa è meglio fare ora’ dico che non ne ho idea, ma fate qualcosa!», ha rimarcato.
Risposta Ue sia rapida, intensa, su vasta scala
Al nuovo contesto attorno all’Ue «la risposta deve essere rapida, perché il tempo non è dalla nostra parte, con l’economia europea che ristagna mentre gran parte del mondo cresce. Deve essere commisurata all’entità delle sfide. E deve essere focalizzata sui settori che guideranno l’ulteriore crescita. Velocità, scala e intensità saranno essenziale». E ancora: «Dobbiamo abbattere le barriere interne, standardizzare, armonizzare e semplificare le normative nazionali e spingere per un mercato dei capitali più basato sull’equity», ha sottolineato Draghi.
