Draghi al Mipim: «La decarbonizzazione è sfida per indipendenza e unitarietà della Ue»
L’ex premier e presidente della Bce, nel suo speech a Cannes, ha invitato a scommetterci per coniugare le necessità di contenere i costi, energetici, e mantenere competitive le imprese
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I punti chiave
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«La decarbonizzazione è una grande occasione per l’Europa per diminuire la nostra storica dipendenza energetica da altri Continenti e avviare un percorso di indipendenza. Percorrere questa strada significa accettare una sfida di unitarietà. Sono ottimista e credo che i Governi possano trovare una strada per una nuova alleanza, nonostante le differenze su visioni specifiche, fondata sui valori che da sempre hanno guidato la nostra identità». L’analisi di Mario Draghi, economista, ex premier italiano e presidente per diversi anni della Bce, è risuonata chiara e forte durante il keynote speech di apertura nella grande sala plenaria del Mipim 2025 di Cannes. Un invito a scommettere sul futuro del Vecchio Continente, cercando nuove strade per rafforzare il nostro posizionamento, agendo compatti e superando le differenze, disegnando strategie capaci di coniugare le necessità di contenere i costi, in primis energetici, per mantenere competitive le imprese e per garantire condizioni eque ai cittadini, investendo però di più sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e sulla creazione di grid per l’utilizzo di quanto prodotto.
«Abbiamo attraversato un lungo periodo di austerità e compressione della domanda in Europa - ha spiegato ancora Draghi - e il mondo che ci aspetta presenta un orizzonte deciso di cambiamento rispetto al passato. I deficit pubblici sono elevati, l’occupazione è forte e ci sarà una continua tensione tra governi e banche centrali a causa dell’inflazione, alla iperregolamentazione e al fatto che queste ultime faticheranno a ridurre significativamente i tassi di interesse, rendendo improbabile un ritorno ai livelli pre-pandemia. Tuttavia, questo periodo di transizione sarà la nuova normalità con cui impareremo a confrontarci e in cui potrebbero emergere tante nuove opportunità anche a fronte di un nuovo impegno verso la sostenibilità. Proprio l’equilibrio tra crescita economica e politiche green e sociali sarà il vero banco di prova per il futuro del real estate globale».
La reazione Con questo invito, chiaro, che è risuonato a tutti i partecipanti e per tre giorni nelle orecchie, il mondo immobiliare internazionale ha affrontato la 4 giorni di incontri, conferenze, networking e dibattiti. Nell’era degli Stati Uniti di Trump e degli apparenti passi indietro comunitari con le decisioni di equilibrio economico contenute nel pacchetto Omnibus, la strada della sostenibilità resta un percorso tutt’altro che accantonato. Al contrario diventa il vero target cui puntare con maggiore trasparenza, coerenza e serietà (più che in passato). Una strada che rappresenta una strategia di rilancio per l’Europa. Non a caso, nei corridoi della storica manifestazione della Costa Azzurra abbiamo sentito in più casi risuonare pareri e parole che invitavano a un “cauto ottimismo”.
«Il clima è di attesa, verso una ripresa che potrebbe arrivare nella seconda metà dell’anno o forse l’anno prossimo - afferma Justin Young, ceo di RICS (The Royal Institution of Chartered Surveyors). La svolta verso la misurazione delle reali prestazioni degli immobili che saranno valutati per l’impronta incorporata durante l’intero ciclo di vita aiuterà il settore a compiere un passo in avanti significativo e supporterà la valutazione dei diversi stakeholder chiave nel comparto real estate, quella degli investitori che potranno quantificare il valore reale di un immobile considerando la sua sostenibilità oltre che quella degli sviluppatori e i costruttori, che disporranno di strumenti concreti per decidere se un edificio trentennale o quarantennale debba essere demolito o rinnovato. Certo, oltre alla sostenibilità fisica, occorre anche lavorare per l’accessibilità economica degli interventi. Per questo, lavoriamo a framework finanziari che rendano le abitazioni green competitive o addirittura più economiche rispetto a quelle tradizionali».
La sostenibilità conviene
«Oggi le aziende, in tutti i settori, devono svilupparsi in un’ottica sostenibile: non è solo una questione di responsabilità, ma una risposta concreta a una sfida globale – afferma nello stand di InvestItalia Laurent Sansoucy, direttore di OCO Global, azienda leader nella consulenza internazionale, che opera come tramite fra la domanda degli operatori di collocazione di investimenti e l’offerta di attrattivi sviluppata dai territori. «Non tutti gli operatori dimostrano la medesima sensibilità, ma proprio la presenza di tentennamenti da parte della politica rende l’azione di chi ci crede e continua a scommettere molto più affidabile e veritiera. Per contro, spetta comunque a chi governa disegnare strategie chiare per rispondere a una domanda che deve coinvolgere tutti, grandi e piccoli player, compreso chi ha meno risorse per permettersi politiche green e inclusive in autonomia».
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