Puglia

Droni e marketing con i giovani in cantina

Nuove generazioni

di Vincenzo Rutigliano

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Storie di nuove generazioni del vino ormai al vertice o vicine. I casi non mancano: sono fatti di innovazione gestionale, tecnologia applicata, più marketing e più comunicazione. A Guagnano, nel Salento, da due mesi la gestione delle Tenute Eméra -fondate da Claudio Quarta, un chimico poi convertitosi al vino - sono nella mani della figlia Alessandra, in azienda dal 2012, a quasi 30 anni. Dopo una laurea in Bocconi e una esperienza in una banca per lo sviluppo nel terzo mondo, la scintilla. «È stato un innamoramento folle come solo il vino sa fare», dice. Così Alessandra innova nei prodotti: inventa un vino “democratico”, il rosso “Qu.Ale.”, dai prezzi bassi (”Tutti hanno diritto ad un buon vino accessibile”) e destina il 5% delle vendite ad associazioni no profit per i bimbi guatemaltechi. Poi lancia una linea di vini “pop” con un Primitivo destinato ai giovani ed un altro, un rosato di Primitivo, insieme ad una singer inglese molto nota, e presto sul mercato. L’altra innovazione è nell’ingresso sui social media. Selezionata da Fortune Italia fra i 40 giovani under forty protagonisti del vino italiano, Alessandra è dentro un gruppo che conta 51 ettari di vigneti in agro di Lizzano e 3 cantine, a Lizzano, a Guagnano, nel leccese, (chiamata Moros con sole 6000 bottiglie prodotte, forse la più piccola d’Italia), e a San Paolo di Tufo, nel cuore dell’Irpinia.

Competenze multiformi, anche spaziali, per Angelo Varvaglione, 33 anni, in azienda da 7, quarta generazione di un gruppo fondato nel 1921 a Leporano, nel tarantino (130 ettari di vigneti e fatturato 2023 a 27 milioni). Laurea in Bocconi e master in food & beverage, Angelo ne sta completando uno in economia spaziale perché «è un mondo connesso al monitoraggio agronomico, all’agricoltura di precisione». In azienda usano infatti anche i droni e grazie alla tecnologia hanno evitato, l’anno scorso, gli attacchi di peronospera. Guidato dal padre Cosimo,«che non ha fatto resistenza alle novità», Angelo si è ritagliato un ruolo di sustainability manager con tanto di dipartimento dedicato e si occupa anche di parte agricola e commerciale.

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Innovazione che sa di tradizione per Gabriele Garofano, 42 anni, da 20 in azienda, alla guida, con la sorella biologa, della cantina “Antico Palmento” di Manduria, fondata dal padre, Bruno, un noto enologo. Un’ azienda mignon, solo 3,2 ettari e uve – questa la particolarità – poste in vecchi “fermentini” in cemento usati da 120 anni e in cisterne pure di cemento, interrate. «Lavorazione manuale, quasi artigianale quella delle uve di Primitivo ad Alberello»,con 16.000 bottiglie della campagna 2023 esportate anche in Francia, Germania, Belgio. L’altra novità è nel marketing e nel packaging, con la vendita delle 5 etichette anche in cassette dipinte con acquerello dal fratello Paolo sul tema vino e motori.

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