Addio a Oliviero Toscani, il fotografo che ha scosso le coscienze con le sue campagne choc
Lo ha annunciato la famiglia in un breve comunicato stampa. Il maestro della fotografia Oliviero Toscani è scomparso lasciando un’eredità di immagini che hanno segnato la storia
3' min read
3' min read
È morto Oliviero Toscani: lo ha annunciato la famiglia in un breve comunicato stampa. «Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, 13 gennaio 2025, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia. Kirsti Toscani con Rocco, Lola e Ali», si legge nella nota firmata dalla moglie Kirsti e dai figli. Il fotografo milanese da decenni viveva con la famiglia in una tenuta a Casale Marittimo, borgo a cavallo delle province di Pisa e Livorno in Val di Cecina.
La malattia
Toscani, 82 anni (era nato a Milano nel 1942), era ricoverato nell’ospedale di Cecina dove era arrivato il 10 gennaio per l’aggravarsi delle sue condizioni. Da due anni - come aveva rivelato in un’intervista al Corriere della sera il 28 agosto scorso - soffriva di amiloidosi, malattia rara: «In un anno ho perso 40 chili. Neppure il vino riesco più a bere: il sapore è alterato dai medicinali» raccontava, spiegando di sottoporsi a una cura sperimentale e di non temere la morte. «Basta che non faccia male. E poi ho vissuto troppo e troppo bene, sono viziatissimo. Non ho mai avuto un padrone, uno stipendio, sono sempre stato libero».
L’amiloidosi è una condizione rara ma grave causata da depositi di proteine anomale (chiamate amiloidi) nei tessuti e negli organi di tutto il corpo. Ne esistono di diversi tipi e in Italia colpisce circa 800 persone l’anno.
La carriera
Fino alla fine Toscani ha portato avanti la forza delle idee, quella di un uomo che ha rivoluzionato il mondo della fotografia, scandalizzando e suscitando dibattito con le sue campagne, molte delle quali per il gruppo Benetton basate sull’impegno sociale grazie al lungo sodalizio con Luciano Benetton. Dai jeans di “Chi mi ama mi segua” al bacio tra un prete e una suora, dai volti dei condannati a morte al corpo di una donna consumata dall’anoressia, tutte le sue campagne hanno lasciato il segno. In sessant’anni di carriera ha lavorato in ogni luogo del mondo e per tutte le riviste più importanti. Migliaia di ritratti, milioni di immagini. Non voleva essere ricordato per nessuna in particolare ma «per l’insieme, per l’impegno. Non è un’immagine che ti fa la storia, è una scelta etica, estetica, politica da fare con il proprio lavoro».
Benetton: «Continua a sognare»
«Per spiegare certe cose, le parole non bastano». Tu ce lo hai insegnato. E per questo vogliamo renderti omaggio con una foto che hai scattato per noi molti anni fa, nel 1989. Addio Oliviero. Continua a sognare». Così Benetton su Instagram saluta Oliviero Toscani.
