Stelle del Sud, eccellenze inaspettate che chiedono efficienza
Nella lista di Statista-Il Sole 24 Ore storie di imprese che alle ragioni del marketing hanno preferito quelle del fare, della cultura d’impresa sana e della scommessa in settori e mercati innovativi
di Nino Amadore
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La punta di un iceberg di un Sud che non ti aspetti. Se non ci vivi, se non lo conosci, se non lo pratichi per qualche motivo. Perché poi se ti ci avvicini, superando magari i pregiudizi, riesci a cogliere la dinamicità imprenditoriale di un’area che ormai da tempo ha smesso di essere zavorra.
Un Sud che ha trovato riscatto nelle iniziative di singoli, di imprenditori coraggiosi e audaci: perché, diciamoci pure la verità, ci vuole una certa dose di audacia a fare impresa in un contesto infrastrutturale come quello meridionale.
E siamo qui a raccontare le Stelle del Sud, che poi, se vogliamo, non sono solo del Sud visto che spesso brillano sui mercati internazionali e raccontano storie di grandi intuizioni nei vari settori di attività: l’automotive, l’hi-tech, il food, l’edilizia, il turismo, la farmaceutica, i servizi.
Non sono mosche bianche, sappiatelo, ma la rappresentazione plastica, si diceva, di un Sud che non ti aspetti e che da anni ha ormai smesso di chiedere assistenza e oggi propone una domanda di efficienza, di opportunità, di interventi a sostegno della competitività. Una rappresentazione plastica quanto mai necessaria per evitare che queste imprese finiscano nel mondo degli invisibili e pertanto assenti dal dibattito pubblico, dalle strategie, dai ragionamenti di politica economica delle singole regioni.
In ogni singola azienda ci sono storie di imprenditori che alle ragioni del marketing hanno preferito quelle del fare, per loro più pragmatiche, alla ricerca di mercati anche in capo al mondo. Ci aiutano certamente a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma ci aiutano anche a cogliere le dinamiche di cambiamento: non lo si vede ancora, forse, ma è un sistema che emerge e cerca un diritto di cittadinanza, alternativo e contrario alla cultura parassitaria e criminale che, ancora troppo e troppo spesso, condanna aree del Mezzogiorno all’arretratezza.


