Echoing, la residenza artistica che reimmagina la Costiera Amalfitana
Marea Art Project, nominato tra i migliori spazi indipendenti d’Italia ai Flash Art Italia Award, continua a esplorare l’area attraverso i linguaggi contemporanei con un focus sul suono
3' min read
I punti chiave
3' min read
La Costiera Amalfitana risuona con Echoing, il ciclo di residenze artistiche che invita quattro sound artist internazionali a immergersi nei suoni invernali di questo iconico territorio. Promosso da Marea Art Project e sostenuto dall’Unione Europea attraverso il programma Culture Moves Europe del Goethe-Institut, Echoing rappresenta un invito a riscoprire la complessità del un paesaggio sonoro di un luogo spesso ridotto a immagine da cartolina. Grazie alla ricerca di Alexi Shell, Alexis Paul, Hugo Mir-Valette e Lorenzo Setti (ATOMI), fino al 28 febbraio i suoni ancestrali della Costiera verranno riportati sulla soglia uditiva, intrecciando tecnologia e tradizioni locali con un approccio poetico alla creazione artistica. Alexi Shell, giovane producer pop-techno francese, esplorerà il legame tra le mitiche sirene della Costiera e le profondità del Mediterraneo, trasformando le immersioni acquatiche in esperienze sonore ispirate al mito e alla natura. Hugo Mir-Valette, musicista e ricercatore francese, usa l’arte per curare i suoi disturbi del sonno e una malattia degenerativa; con questo approccio egli concentrerà il suo lavoro sulla memoria elettronica del mare. Lorenzo Setti (ATOMI), produttore musicale e sound artist italiano con sede e fondatore dell’etichetta lichenica ATME records, collaborerà con il danzatore libanese Anthony Nakhlé. Insieme, daranno vita a una performance che intreccia tradizioni mediorientali ed europee in un’indagine su sessualità, identità e spiritualità. Alexis Paul, compositore e direttore artistico, ha portato il suo organo di strada ibrido nei più prestigiosi contesti internazionali, dal Bozar Institute (Belgio) alla Fondation Cartier pour l’Art Contemporain (Francia), dalla Triennale di Milano (Italia) al Dar El Nimer (Libano). Per Echoing, intraprenderà un viaggio sonoro e nomade, reinterpretando il mito di Eco: la ninfa della montagna respinta da Narciso, consumata dal dolore fino a dissolversi nella sua stessa voce.
Marea Art Project: la Costiera Amalfitana oltre il turismo di massa
Un laboratorio di creatività e ricerca artistica, che vuole sfidare la monocultura del turismo di massa e restituire alla Costiera Amalfitana la sua dimensione di crocevia culturale novecentesca. È questa la visione di Marea Art Project, il programma di residenze artistiche nato nel 2021 per iniziativa di Imma Tralli e Roberto Pontecorvo, con la collaborazione di Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dal 2022, e Carol LeWitt presidente del Consiglio Direttivo della Yale University Art Gallery e moglie dell’artista Sol LeWitt. Un progetto che negli anni è riuscito a costruire una rete di ospitalità diffusa e sperimentazione artistica che si radica in un territorio storicamente di ispirazione per intellettuali e artisti di tutto il mondo, ma oggi sempre più piegato a una logica di consumo estetico. Invitando artisti durante l’inverno e aprendo alla collettività case private solitamente chiuse nei mesi più freddi, Marea Art Project ricrea spazi di incontro e scambio, contrastando il progressivo isolamento culturale delle comunità locali dove la mancanza di politiche di sviluppo sostenibile ha reso la Costiera Amalfitana sempre più vulnerabile a fenomeni di turistificazione e sovraffollamento estivo, alternati a lunghi periodi di spopolamento e inattività.
Dalla memoria femminista alla sperimentazione artistica, i progetti curati
Fin dalla sua fondazione, Marea Art Project ha sviluppato una serie di progetti artistici che intrecciano ricerca storica, attivismo e sperimentazione contemporanea. Tra le iniziative più rilevanti in corso, spicca la riscoperta dell’esperienza del collettivo artistico e femminista “Le Nemesiache”, fondato negli anni ’70 dall’artista napoletana Lina Mangiacapre e attivo tra Napoli, Sorrento e la Costiera Amalfitana. Pioniere su tematiche di straordinaria attualità, il collettivo affrontava questioni come l’ecologia, denunciando l’inquinamento del Golfo di Napoli, promuovendo la salvaguardia dei mari, in una visione che coniugava arte e impegno politico. Oggi, grazie alla collaborazione con la ricercatrice Sonia D’Alto e al finanziamento di oltre 35mila euro ottenuto attraverso la XII edizione del programma ministeriale Italian Council, Marea Art Project pubblicherà entro maggio la prima monografia internazionale dedicata al collettivo. Il volume, edito da Mousse Magazine and Publishing, rappresenterà un contributo essenziale per la riscoperta di questa esperienza, ancora poco conosciuta al di fuori dei circuiti specialistici. Tra i progetti più recenti figura anche Rizomatica, una rassegna di arti e ambiente curata la scorsa estate per la Fondazione Matera Basilicata 2019. Svoltasi tra aprile e giugno 2024, Rizomatica ha attivato spazi non convenzionali a Matera e nelle aree interne della Basilicata, attraverso un programma articolato di residenze artistiche, performance, concerti, proiezioni e workshop per riflettere sul potere sovversivo della catastrofe e a ripensare nuove forme di coesistenza tra individui e natura.
Attraverso un approccio che intreccia memoria e innovazione, locale e globale, l’iniziativa dimostra come la cultura possa essere un motore di trasformazione e di riappropriazione identitaria, restituendo alla Costiera Amalfitana una dimensione di centralità culturale troppo spesso offuscata dalla logica del turismo mordi e fuggi.

