Ecomafia, Legambiente: business da 14 miliardi, nel 2017 arresti e inchieste record
di Alessia Tripodi
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Anno dopo anno, i numeri dei reati contro l’ambiente crescono a dismisura, così come il fatturato dell’ecomafia, che nel 2017 è cresciuto del 9,4%, raggiungendo quota 14,1 miliardi. Ma aumentano anche gli arresti, registrando un +139,5% di ordinanze di custodia cautelare rispetto al 2017. La gran parte degli illeciti si concentra nel settore dei rifiuti e in Campania, mentre su tutto il territorio si contano 17mila nuove costruzioni abusive.
Sono i dati del Rapporto Ecomafia 2018 presentato oggi a Montecitorio da Legambiente, che chiede di «completare la rivoluzione avviata con la legge sugli ecoreati e affidare allo Stato la competenza sulle demolizioni degli abusi edilizi». In un messaggio al presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ribadito la necessità di «affermare la legalità contro le ecomafie» e ricordato che «lo sfruttamento dell’ambiente è una violenza che comprime i diritti delle persone».
Record di arresti e inchieste
Legambiente spiega che mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l'ambiente come nel 2017, mai tante inchieste sui traffici illeciti di rifiuti. Dal Rapporto Ecomafia 2018 spiccano infatti le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). Un risultato importante sul fronte repressivo - dicono gli ambientalisti - frutto sia di una più ampia applicazione della legge 68, come emerge dai dati forniti dal ministero della Giustizia, (158 arresti, per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, con ben 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell'anno precedente). Ma dovuta anche al «vero e proprio balzo in avanti» dell’attività delle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti: 76 inchieste per traffico organizzato (erano 32 nel 2016), 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati (otto volte di più rispetto alle 556 mila tonnellate del 2016). Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%.
Ecomafia, censiti oltre 330 clan
I clan censiti da Legambiente finora e attivi nelle varie forme di crimine ambientale sono 331. Il 2018 è anno da record per lo scioglimento delle amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose. Sedici i Comuni sciolti da gennaio, 20 nel 2017. Mentre i comuni attualmente commissariati dopo lo scioglimento sono 44 (ci sono anche alcuni sciolti nel 2016 e prorogati). Sono soprattutto i clan a minacciare gli amministratori pubblici che difendono lo stato di diritto e la salvaguardia dell'ambiente. Secondo i dati, sono state 537 le intimidazioni nel 2017, se si considerano invece gli ultimi cinque anni il numero sale a 2.182.
Più 75% di contestazioni su ecoreati
Complessivamente, cioè considerando sia la parte sui delitti previsti dal codice penale che quella sulle prescrizioni ex Parte VI bis del Codice dell'Ambiente, secondo i dati la legge 68 è stata applicata dalle forze dell'ordine 484 volte, portando alla denuncia di 31 persone giuridiche e 913 persone fisiche, arrestandone 25, chiudendo il cerchio con 106 sequestri per un valore complessivo di oltre 11,5 milioni di euro. A livello regionale, la Sardegna registra il numero più alto di contestazioni, 77, seguita dalla Sicilia, (48), dal Lazio (47), dall'Umbria (47), dalla Calabria (44) e dalla Puglia (41).
Nel 2017 – secondo i dati forniti in esclusiva a Legambiente da Snpa – le forze dell’ordine hanno impartito 1.692 prescrizioni, quasi 5 al giorno, la maggioranza delle quali, circa 1.000, già ottemperate (e ammesse al pagamento), incassando più di 3 milioni di euro. Il balzo in avanti nell'applicazione della legge 68 è certificato anche considerando l'attività di tutte le forze dell'ordine, dove gli ecoreati contestati passano da 173 (anno 2016) a 303, con una impennata netta del 75 per cento.



