Effetto Covid sugli esami di abilitazione: nel 2020 boom di candidati e promossi
Con l’eliminazione delle prove scritte in presenza accessi alle professioni in crescita: i numeri di avvocati, commercialisti e professioni tecniche
di Antonello Cherchi e Valeria Uva
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Gli esami di Stato a distanza, a cui si è stati obbligati dalla pandemia, hanno fatto registrare un significativo aumento degli abilitati. Secondo i dati (gli ultimi disponibili) del ministero dell’Università i “promossi” alle sessioni del 2020, le prime da remoto, sono stati oltre il 54% in più rispetto all’anno precedente. Da un totale di più di 30mila abilitati si è arrivati a sfiorare quota 47mila.
La crescita degli abilitati riguarda tutte le professioni, con i soli veterinari che nel 2020 fanno registrare il segno meno. Anche i risultati degli esami di avvocati e consulenti del lavoro - i primi vigilati dal ministero della Giustizia, mentre i secondi svolgono gli esami di abilitazione presso gli ispettorati del lavoro - confermano questo quadro.
È presto per individuare con certezza i motivi del boom. Potrebbero concorrere diversi fattori che per ora si possono presumere: dalla maggiore semplicità delle prove all’indulgenza delle commissioni. Ma una cosa è certa: il forte aumento anche dei candidati. Indotti da una presunta facilità dell’esame o almeno dall’assenza dello scoglio degli scritti, molti più giovani hanno deciso di tentare la carta che permette l’accesso all’Albo. Lo dice con chiarezza per ingegneri e architetti il Rapporto del centro studi del Consiglio nazionale ingegneri sull’accesso alla professione nel 2020. Ma è una tendenza che si intravvede anche altrove.
Architetti e ingegneri
Aspiranti architetti quasi raddoppiati: dai 5.941, record negativo del 2019, agli oltre 10mila del 2020. A raddoppiare è pure il numero degli abilitati all’esame di ingegnere e ingegnere junior: dagli 8.512 del 2019 ai 16.146 del 2020 (sommando le varie specializzazioni). Anche se il risultato - sottolinea il rapporto - sembra un effetto “psicologico” più che reale, legato alla convinzione di prove più abbordabili, che ha moltiplicato il numero di candidati. Per gli ingegneri, infatti, il tasso di successo nel 2020 non è cresciuto di molto: 91,3% contro l’87,9 del 2019. L’aumento degli idonei riguarda soprattutto gli ingegneri industriali e informatici, che in passato hanno disertato l’esame di Stato, e comunque «corrisponde solo in parte a un incremento delle iscrizioni all’Ordine. Degli oltre 14mila abilitati alla professione di ingegnere del 2020, solo 5mila circa risultano iscritti all’Albo a fine 2021».
Gli avvocati
Non ci sono ancora dati strutturati, anche perché nel 2020 la sessione d’esame è saltata e quella del 2021 è appena terminata. L’impressione è, però, che questi esami di Stato siano stati più favorevoli. «La media degli abilitati - spiega Carlo Rossa, avvocato e presidente della prima sottocommissione nel distretto di Torino - è stata più alta (41,3%) rispetto al 2019 (39,4%) e comunque alla media delle sessioni scorse (37%). D’altra parte, il solo esame orale consente una valutazione più positiva rispetto allo scritto». Così è stato anche nel distretto di Salerno. «Su più di 800 candidati - sottolinea l’avvocato Michele Sarno, presidente della prima sottocommissione - il 60% ha ottenuto l’abilitazione. Una percentuale più elevata rispetto al passato».



