Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: per Edil San Felice boom di commesse nel 2024

L’ammontare complessivo delle aggiudicazioni è di 107,1 milioni di euro. Fra le più importanti quella con il Politecnico di Milano per l’area Goccia di Bovisa

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Siamo ormai abituati alle emissioni dei “sustainability-linked bond” da parte delle big del Ftse Mib, soprattutto quelle legate alla transizione energetica come Snam e Terna. Per la prima volta però questo strumento finanziario sta per essere impiegato anche da un emittente dell’Euronext Growth Milan apparentemente non molto connesso alle tematiche green: la società napoletana di manutenzioni di infrastrutture critiche Edil San Felice.

In realtà Edil San Felice non è affatto nuova a queste tematiche, dato che è una società benefit e redige dal 2022 il bilancio di sostenibilità. Il “sustainability-linked bond” sarà emesso entro il prossimo 31 marzo, avrà durata quinquennale e un ammontare massimo di 4 milioni. Come di consueto per questi strumenti finanziari sarà riservato a investitori qualificati, ma la caratteristica principale di questi bond è che il loro tasso variabile è legato in parte al conseguimento di specifici obiettivi Esg.

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Edil San Felice impiegherà i fondi ottenuti per iniziative legate alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica, alla gestione sostenibile delle risorse idriche e all’acquisto di automezzi “green” e attrezzature tecnologicamente avanzate per i cantieri su tutto il territorio italiano.

I numeri

Intanto la società ha chiuso il primo semestre 2024 con ricavi in aumento del 15,4% a 21,2 milioni (il valore della produzione è salito del 14,6% a 24,7 milioni). L’ebitda è salito del 5,3% a 5,7 milioni, l’ebit dell’1,1% a 5,1 milioni e l’utile netto del 2,6% a 4,3 milioni essenzialmente per una riduzione dell’incidenza fiscale dal 16,8% al 15,1%. La crescita dei margini reddituali risulta inferiore a quella dei ricavi in quanto i costi operativi hanno evidenziato una forte crescita dovuta al maggior numero di cantieri avviati dalla società (in particolare i costi per servizi sono balzati del 48,6% a 6,2 milioni ed il costo del personale del 27,8% a 5,9 milioni, con un numero medio di dipendenti pari a 291 unità a fronte di 225 nello stesso periodo del 2023).

La società dispone di liquidità netta dopo investimenti per 6 milioni

Qui occorre in primo luogo sottolineare che Edil San Felice non fa ricorso in alcun modo a subappalti ma svolge tutti i lavori direttamente. Dal 2024 le attività vengono suddivise fra le due business unit “Operations” (commesse relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture stradali, aeroportuali, civili e industriali) che nel primo semestre 2024 ha generato un valore della produzione di 10,2 milioni, e “Ingegneria e Realizzazione” (gestione e realizzazione di progetti legati all’implementazione di nuove infrastrutture e all’ammodernamento di quelle esistenti), con un valore della produzione di 14,2 milioni.

Al 30/6/2024 Edil San Felice disponeva di una liquidità netta di 6,5 milioni, in aumento rispetto ai 5,1 milioni di fine 2023 nonostante investimenti per 6 milioni relativi all’apertura della nuova sede di Bologna e del nuovo stabilimento industriale adiacente alla sede di Nola (Napoli) che sarà destinato alla produzione di carpenteria metallica e segnaletica stradale e aeroportuale che dovrebbe essere operativo entro il primo semestre 2025. Per tale stabilimento, con un investimento complessivo previsto di 10,6 milioni, la società ha ottenuto a maggio 2024 dalla Regione Campania un finanziamento a fondo perduto di 5,3 milioni (50% del totale, il massimo ammissibile). Per l’esercizio 2023 l’utile netto di 8,5 milioni è stato interamente destinato a riserve.

Dall’Ipo (il debutto all’Euronext Growth Milan è avvenuto il 27 settembre 2023), Edil San Felice ha ricavato circa 10,2 milioni, destinati essenzialmente alla crescita organica (il già citato nuovo stabilimento di Nola e la creazione di nuove unità produttive in ambito nazionale, perché Edil San Felice è piccolina: infatti secondo la classifica redatta annualmente dallo specialista di settore Guamari Srl sulle Top 200 imprese di costruzioni in Italia, si classificava al 196.mo posto sulla base dei ricavi 2023, ben distante non solo dai colossi italiani di questo comparto, ma anche da Reway Group, Renovalo e Palingeo, anch’esse all’Euronext Growth Milan e che si collocavano rispettivamente al 46.mo, al 59.mo e al 136.mo posto.

Questo però non impedisce all’azienda campana di continuare ad aggiudicarsi contratti anche di ammontare rilevante. Al 30/6/2024 il backlog ammontava a 114,8 milioni (di cui 89,9 riferiti a manutenzioni straordinarie e 24,9 a manutenzioni ordinarie e ricorrenti, e in particolare 42 di competenza della business unit “Operations” e 72,8 dell’”Ingegneria e Realizzazione”). Edil San Felice sottolinea che particolarmente rilevante è stata la commessa quadriennale di manutenzione ferroviaria da 12,2 milioni ottenuta da Rfi (54 stazioni in Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta) che le ha consentito di entrare nel settore ferroviario, come dichiarato in sede di Ipo (peraltro non è esclusa anche l’acquisizione di un’impresa del settore).

Questa commessa è stata ottenuta in Raggruppamento Temporaneo d’Impresa con la big del settore Manelli Impresa, al ventiduesimo posto assoluto in Italia secondo la classifica Guamari.

Intanto a fine 2023, sempre in relazione con quanto dichiarato in sede di Ipo, è stata acquisita per 410.000 euro Sogem Srl, società napoletana attiva nel settore del restauro e della manutenzione di beni tutelati.

Acquisite significative commesse da Aspi, Anas e il Politecnico di Milano

Per quanto riguarda le commesse acquisite dopo il primo semestre 2024, forse la più significativa a livello simbolico è quella, anch’essa di durata quadriennale, relativa all’ampliamento del Politecnico di Milano nell’area “Goccia di Bovisa”. La quota di Edil San Felice è di 13,6 milioni (7,6 per strade e 6 per edifici civili), ed è importante sia per quanto concerne la diversificazione geografica sia per il fatto che si tratta di realizzare 7 edifici ex novo, un food court e la strada perimetrale nell’area “Bosco della Goccia”.

Però dal punto di vista dimensionale sono molto più consistenti le commesse acquisite da Aspi (complessivi 36,4 milioni di cui 24,3 per manutenzione straordinaria sull’Autostrada A14 Bologna – Taranto e 12,1 per manutenzione ordinaria della Direzione Tronco di Cassino) e da Anas (commessa triennale da 12,9 milioni per lavori di manutenzione programmata su opere e componenti autostradali in Campania). Con quest’ultima commessa l’ammontare complessivo delle aggiudicazioni di Edil San Felice è di 107,1 milioni.

Non male. E sebbene la società non evidenzi attualmente problemi di liquidità (anzi), la significativa mole dei cantieri previsti rende plausibile anche il ricorso a uno strumento finanziario quale il “sustainability-linked bond”. L’esercizio 2024 ha beneficiato anche dell’assegnazione del credito d’imposta Ipo per circa 467.000 euro, nonché del risparmio di costi ottenuto con l’incorporazione nella capogruppo della controllata Wesigns Srl che svolgeva attività di produzione e vendita di segnaletica stradale e cartellonistica per cantieri stradali (prossimamente incentrate nel nuovo stabilimento di Nola).

Ma ora siamo nel 2025 e Edil San Felice deve dimostrare di poter fare un ulteriore salto dimensionale. Certo, le prospettive teoricamente sono brillanti: un recente studio di Nomisma ipotizza fabbisogni di investimento non procrastinabili per la rete autostradale italiana nell’ordine di 40 – 50 miliardi a partire dal 2024, di cui 9 per ponti e gallerie, altrettanti per reti e barriere e 7,5 per viadotti, ponti e cavalcavia. Di tale ammontare però solo una minima parte è coperta da finanziamenti pubblici e, inoltre, l’89% delle concessioni autostradali andrà a scadenza entro 15 anni, arco temporale inferiore a quello necessario per la realizzazione delle opere principali e comunque alla remunerazione dell’investimento in relazione alla vita utile delle opere previste.

Cosa accadrà effettivamente ai concessionari autostradali (e di conseguenza alla decisione di indire nuove gare di appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria) dipenderà da scelte politiche, ma intanto Edil San Felice cerca di smarcarsi il più possibile dalla forzatamente poco numerosa committenza legata alle opere autostradali. Il mercato ha dato fiducia alla società e attualmente i corsi del titolo viaggiano intorno a 5 euro, quasi il doppio rispetto ai 2,53 euro del prezzo di offerta dell’Ipo. Ma almeno per ora è un investimento per gli “happy few”, dato il flottante veramente ridottissimo e pari all’11,55% del capitale sociale (il 7,2% fa capo a Invitalia e il 4,5% al fondo Indépendance et Expansion Europe Small).

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