Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: Xenia Hotellerie Solution vede un +13,9% di ricavi

Giro d’affari a 57,2 milioni nel 2024. Presentato il piano industriale 2025-2028 che punta a 70 milioni di fatturato

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Detto, fatto. Xenia Hotellerie Solution ha presentato a inizio anno un piano industriale 2025 – 2028 incentrato sull’ampliamento della rete Phi Hotels (che non è da considerare “catena alberghiera” in quanto ciascun albergo conserva la sua specificità e non vi sono arredi o servizi identici), soprattutto nelle province del Nord Italia ed in particolare a Bergamo (città che nell’ultimo quinquennio ha registrato il maggior tasso di crescita di presenze turistiche grazie anche al ruolo di Capitale della Cultura 2023 insieme a Brescia), e meno di una settimana dopo è stata annunciata la presa in gestione dell’Hotel Piajo Resort di Nembro (Bergamo).

D’altra parte il ritmo delle nuove acquisizioni di alberghi in gestione (non viene in genere rilevata la proprietà immobiliare) deve accelerare se Xenia Hotellerie intende giungere a fine 2028 con oltre 25 strutture alberghiere, tutte a 4 stelle o 4 stelle plus, rispetto alle 10 di cui la società disponeva a fine 2024. È già stato sottolineato che il target delle future nuove aggiunte alla rete Phi Hotels è rappresentato da alberghi in tutte le regioni del Nord oltre a Toscana e Marche, vicini a infrastrutture di collegamento (autostrade, ferrovie, aeroporti) ed in grado, per la loro caratteristica e posizione, di attrarre sia una clientela “leisure” sia una clientela “business”.

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I numeri

Per l’esercizio in corso Xenia Hotellerie ha indicato 70 milioni di ricavi (57,2 milioni nel 2024), trainato dai Phi Hotels il cui fatturato dovrebbe balzare da 13,4 a 34 milioni. In parallelo però la linea di business Accommodation (ospitalità per equipaggi, specie ferroviari) dovrebbe scendere da 42,8 a 35 milioni di ricavi e la linea di business Distribuzione turistica dovrebbe rimanere marginale con 1 milione di ricavi (che dovrebbe rimanere costante anche nel 2028, mentre i Phi Hotels dovrebbero giungere a un giro d’affari di oltre 75 milioni e l’Accommodation risalire a 44 milioni, ma con un peso sul fatturato complessivo in discesa dall’attuale 73% al 37%.

A fine 2025 la rete Phi Hotels dovrebbe giungere a 16 strutture con complessive 900 camere (570 al 31/12/2024; gli alberghi target dovrebbero contare 50 – 100 camere ciascuno e quello di Nembro appena acquisito ne ha 42), mentre a fine 2028 si dovrebbe giungere a 1.500 camere disponibili. La linea Accommodation dovrebbe evidenziare circa 50 contratti nel 2025 e 70 nel 2028 (42 nel 2025) e i collegamenti per la Distribuzione dovrebbero rimanere quasi invariati a 1.250 all’anno.

Predilezione per strutture di medie dimensioni nelle province del Nord Italia

Il che implica un completo cambio di strategia. Xenia Hotellerie vuole puntare sull’attuale trend che vede una forte richiesta, specie dall’estero, di destinazioni turistiche non (o non ancora!) caratterizzate da “overtourism” ma comunque appetibili in quanto in grado di offrire esperienze naturalistiche, artistiche ed enogastronomiche interessanti. L’attività di Accommodation è per sua natura più volatile di quella propriamente alberghiera ed inoltre le principali aziende di trasporti stanno cercando di limitare per quanto possibile il pernottamento degli equipaggi al di fuori della sede di residenza per contenere i costi.

Però tutto questo richiede investimenti e il Piano Industriale 2025 – 2028 ne prevede per 25 milioni già nel biennio 2025 - 2026, di cui 8 tramite mezzi propri e 17 mediante ricorso a finanziamenti bancari. Per il biennio successivo sono indicati investimenti di ammontare presumibilmente analogo, ma che verrà quantificato con precisione a fine 2026 in base all’avanzamento del Piano. Per supportare gli accessi alla rete Phi Hotels, Xenia Hotellerie intende anche sviluppare l’attività di “Incoming Operator” turistico focalizzato sulla provincia italiana.

Intanto il 2024 si è chiuso con ricavi in crescita del 13,9% a 57,2 milioni, trainato dai Phi Hotels con un +20,7% a 13,4 milioni, anche se la linea Accommodation rimane prevalente (+12% a 42,8 milioni) e quella della Distribuzione (XeniatoBook) ha visto un balzo del 42,9% ma su valori bassi (1 milione).

Solo che le acquisizioni del 2024 (Hotel Principe di Piemonte di Cuneo, Hotel Ambra di Pescara, Hotel Cavalieri di Bra, apertura del Phi Hotel Homy di Druento preso in locazione dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza- Cottolengo di Torino, con cui Xenia Hotellerie ha uno storico legame e a cui destina parte degli utili d’esercizio in qualità di società benefit), oltre all’aumento dei costi di struttura, hanno portato nel 2024 a un calo dell’ebitda pari al 45,7% a 4,6 milioni. E ricordiamo che lo scorso anno sono stati riconosciuti alla società circa 457.000 euro di credito d’imposta Ipo (voce di bilancio ovviamente non ripetibile).

L’ebitda margin dovrebbe salire fino all’8% nel 2025 e al 12% nel 2028

Nel 2025 Xenia Hotellerie punta a un ebitda margin del 7% - 8% (pari a un ebitda fra 4,9 e 5,6 milioni), che dovrebbe salire al 10% - 12% nel 2028 (indicativamente fra 12 e 14,4 milioni). Questi obiettivi appaiono relativamente realistici, almeno per il 2025 che dovrebbe beneficiare dell’intero contributo degli alberghi acquisiti nel 2024 più il Piajo Resort da febbraio 2025.

Ma per quanto riguarda la parte bassa del conto economico va ricordato che nel primo semestre 2024, con ricavi in crescita del 15,3% a 27,5 milioni, l’ebit si era ridotto dell’82,7% a soli 182.000 euro (con ammortamenti passati da 954.000 a 999.000 euro) e l’utile netto del 70,9% a 173.000 euro. Però nel primo semestre 2024 il saldo della gestione finanziaria è passato da un valore negativo per circa 170.000 euro a uno positivo per 180.000 euro, grazie a proventi finanziari per 369.000 euro da costo ammortizzato “rent to buy” riferiti agli immobili del Phi Hotel Milano e del Phi Hotel Cavalieri di Bra acquisito il 4 giugno 2024, entrambi con questa modalità contrattuale.

Poiché la strategia di Xenia Hotellerie predilige la presa in gestione delle strutture alberghiere piuttosto che l’acquisizione degli immobili (anche per l’hotel Piajo Resort si tratta di locazione), questa voce finanziaria dovrebbe gradualmente scemare. Ma nel contempo a seguito dei nuovi investimenti (quello in Piajo Resort è stato di 2,5 milioni) salirà l’indebitamento della società che, al 30/6/2024, ammontava a 11,9 milioni con un rapporto Debt/Equity già pari a 2,08 volte (0,86 volte se si considera il debito netto After Lease di 4,9 milioni).

Il Piano Industriale 2025 – 2028 di Xenia Hotellerie si pone nella scia delle nuove tendenze dell’hospitality in Italia che vedono l’allungamento della stagione turistica (maggio – ottobre) grazie soprattutto agli arrivi dall’estero; nella rimanente parte dell’anno le tipologie dei Phi Hotel sono interessanti per la clientela business e Xenia punta ad attrarre turisti e manager anche con l’offerta di colazioni premium che includono prodotti dello specifico territorio. Nel 2026 dovrebbe entrare in esercizio la struttura nel centro di Roma in locazione dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo, che non beneficerà quindi del traino del Giubileo ma si trova comunque in una delle location più note e ricercate d’Italia, mentre per la terza struttura in locazione dall’ente religioso, situata a Celle Ligure (Sv) e quindi maggiormente vocata al turismo leisure, i tempi sono più lunghi.

La società non dovrebbe avere particolari difficoltà nell’ottenimento di nuovo credito bancario (Crif Ratings ha elevato da “B Outlook Positivo” a “B+ Outlook Stabile” il rating di credito a lungo termine ed anche Cerved Rating Agency ha migliorato il rating Esg da “BB” a “BBB”: ricordiamo che Xenia Hotellerie redige bilanci di sostenibilità fin dal 2021 pur non avendone alcun obbligo giuridico). Tuttavia probabilmente in futuro per supportare il Piano 2025 – 2028 sarà necessaria anche un’iniezione di capitale, e tenendo conto che il flottante è attualmente del 16,59% l’ampliamento della base azionaria sarebbe anzi molto auspicabile, dato che il volume degli scambi del titolo è ridotto e discontinuo.

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