Economia dello spazio

Einstein Telescope, cordata italiana per lo studio di fattibilità

In campo Rocksoil assieme a Leonardo Consorzio Europeo per l’ingegneria e l’architettura, Ferro Ingegneria, Criteria, Inar, Gdp Geomin e Geotec

di Davide Madeddu

Un modello in scala del telescopio Einstein ancora da costruire. Il telescopio Einstein sarà uno strumento di misurazione di livello mondiale per rilevare le onde gravitazionali. (EPA/Marcel van Hoorn)

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Un altro passo avanti nella sfida per l’Einstein Telescope. Ossia, il progetto per studiare le onde gravitazionali nelle gallerie della miniera dismessa di Sos Enattos a Lula (in provincia di Nuoro) grazie all’interferometro più grande del mondo.

Alle aziende italiane lo studio di fattibilità

La novità riguarda lo studio di fattibilità che resta sempre in Italia. A prepararlo sarà il raggruppamento delle aziende italiane che hanno vinto il bando di gara del Progetto Pnrr Etic (Einstein Telescope Infrastructure Consortium). A guidarle sarà la Rocksoil spa che, guida una cordata cui partecipano Leonardo Consorzio Europeo per l’ingegneria e l’architettura, Ferro Ingegneria srl, Criteria srl, Inar srl, Gdp Geomin srl, Geotec spa.

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Italia in gara con il Limburgo

«Quello che la cordata si è aggiudicato con questa gara - sottolineano dall’Infn - è un incarico del valore di oltre 12 milioni di euro -, i cui risultati saranno fondamentali per la candidatura italiana a ospitare il futuro rivelatore sotterraneo di terza generazione per la ricerca sulle onde gravitazionali in Europa». Attualmente l’Italia è in competizione con un altro sito collocato nell’Euregio Mosa-Reno (al confine tra Olanda, Germania e Belgio) .

Il sito ideale

La miniera di Sos Enattos, è considerata dagli esperti, «sito migliore in Europa e uno dei migliori al mondo per il basso rumore sismico e ambientale e per la natura della roccia». Le sfide da affrontare con l’Einsten Telescope vanno dalla meccanica di precisione, alla metallurgia, continuando con la sensoristica sismica, l’ottica, le tecnologie quantistiche e «la gestione di imponenti quantità di dati con l’intelligenza artificiale».

Studi approfonditi per 18 mesi

«Data la complessità progettuale dell’infrastruttura di Einstein Telescope e i requisiti stringenti imposti dalla comunità scientifica - sottolinea Gaetano Schillaci, responsabile unico del procedimento -, lo studio ne dovrà indagare i molteplici e differenti aspetti; fra questi, la geologia dell’area prescelta, la localizzazione e profondità ottimali dei vertici dell’osservatorio». Non solo, il responsabile poi aggiunge: «In entrambe le configurazioni investigate, triangolo e doppia “L”, le tecniche di scavo e costruttive, la gestione dei materiali, l’impatto ambientale e infine i costi. Nei 18 mesi previsti per il completamento dello studio avremo anche una continua interazione con la comunità scientifica italiana e internazionale italiana e internazionale di Einstein Telescope».

Un elemento importante per la competizione

«Dal punto di vista degli investimenti che l’Italia sta facendo per sostenere la sua candidatura, l’aggiudicazione dello studio è un elemento importantissimo per la competizione internazionale, e - commenta Monique Bossi, Infrastructure manager di Etic -credo sia giusto evidenziare anche l’incredibile lavoro, tecnico e amministrativo, svolto dalla compagine che ha fatto sì che tutte le procedure formali della gara europea, bandita lo scorso aprile, siano state espletate con il massimo rigore e nei tempi previsti». La consegna dello studio di fattibilità, i prossimi mesi dovrebbero essere avviate le attività tecniche propedeutiche, è prevista per il 2025.

L’impatto

C’è poi un aspetto che viene considerato significativo: l’intervento prevede uno stanziamento iniziale di due miliardi per la realizzazione, 6,2 miliardi di volume d’affari, 36.000 unità di forza lavoro coinvolte per la costruzione, 160 ricercatori impegnati nel laboratorio, oltre 700 unità di forza lavoro coinvolte a regime nel funzionamento.

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