El.En., più ricavi nel medicale. Avanti con l’Ipo di Elesta
Settore industriale essenziale ma accelerano estetica e chirurgia. In Cina dal coronavirus i rischi per produzione e business: l’azienda dice che, se la situazione non diventa drammatica, nel medio periodo c’è spazio per crescere
di Vittorio Carlini
5' min read
Le ultime da Radiocor
Tim: nel I trim. ricavi a 3,3 mld (+1,4%), ebitda -1,7%, conferma guidance (RCO)
Campari: -3,4% a 643 mln vendite I trim, conferma guidance 2026
***Sky: chiede danni fino a 1,9 mld a Tim e Dazn per diritti sulla serie A
5' min read
Una singola rilevazione contabile racconta sempre parte della storia. Seppure, alle volte, coglie alcune dinamiche di fondo. Così è per El.En. La multinazionale italiana, alla fine dei primi nove mesi del 2019 (ultimo dato disponibile), è contraddistinta da ricavi divisi, nelle due tradizionali aree di business, nel seguente modo: l’“industriale” pesa per il 39,65%, mentre il “medicale” incide per il 60,35%.
Insomma, il secondo segmento recita un ruolo primario. Certo: lo stesso “industriale” è importante ed essenziale. Prova ne sia l’andamento storico della ripartizione del giro d’affari. Nel 2014, ad esempio, le applicazioni per il mondo dell’ “industry” generavano il 32,05% di tutto il fatturato. La percentuale è progressivamente salita fino ad arrivare, nel 2017, al 43,09%. Poi, di lì, l’incidenza è via via scesa. La dinamica, cioè, mostra che sulla ripartizione delle vendite pesano annualmente molteplici variabili: dalle contingenze di mercato alle operazioni straordinarie fino alle particolari strategie aziendali. Ciò detto però, come sottolinea la stessa società, nonostante si scommetta sulle potenzialità dell’ “industriale”, il “medicale” è destinato a restare preponderante.
Oggetto sociale
Già, il “medicale”. Ma di cosa si tratta? Per rispondere è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. L’azienda è attiva nella produzione, distribuzione e vendita di sistemi laser. Questi sono usati in diversi ambiti delle due aree citate. L’ “industrial”, infatti, comprende: il taglio, la marcatura, le sorgenti laser, il restauro e i servizi post-vendita. Il medicale invece, è diviso in: estetica, chirurgia, fisioterapia. Inoltre, anche qui, ci sono i servizi post-vendita.
Proprio quest’ultimi al 30/9/2019, data in cui il gruppo ha raggiunto ricavi consolidati per 283 milioni (+16,2%) e un Ebit di 26,4 milioni (+32,2%), hanno contribuito a spingere la crescita del settore medicale le cui vendite sono arrivare a 170,8 milioni (+23%). A ben vedere El.En, nel “medicale” non punta maggiormente su di un particolare segmento. La strategia è sfruttare i megatrend che caratterizzano il settore: dall’invecchiamento della popolazione alla crescita delle persone affette da obesità fino al generale desiderio di migliorare la propria estetica. A fronte di un simile contesto l’obiettivo, grazie soprattutto all’innovazione tecnologica, è cogliere le opportunità che si presentano sui diversi fronti. Così, ad esempio, il sistema estetico Onda per il “body contouring” (riduzione grasso in eccesso, rassodamento e miglioramento cellulite) si avvia ad essere uno dei prodotti del gruppo più venduti nello scorso esercizio. Senza dimenticare, poi, le applicazioni in urologia finalizzate alla rimozione dei calcoli (segmento chirurgia).
Monna Lisa Touch
Sennonché il risparmiatore volge lo sguardo verso l’importante prodotto chiamato Monna Lisa Touch. Vale a dire: il sistema laser di El.En per la cura dell’atrofia vaginale. La Fda statunitense, va ricordato, nel luglio del 2018 ha pubblicato un report in cui, tra le altre cose, ha indicato che i trattamenti di “ringiovanimento vaginale” possono essere rischiosi per la salute dei pazienti. Il documento ha creato incertezze tra medici e potenziali utenti di simili tecnologie. Tanto che le vendite di Monna Lisa Touch sono state impattate negativamente. Si tratta di una situazione che, vista la fin qui mancata risoluzione del problema, fa storcere il naso.



