El.En: dagli Usa al Far East scommessa sulla crescita nei laser per il medicale
Il comparto industriale è al centro delle strategie di sviluppo dell’azienda che produce laser per il settore medicale
di Vittorio Carlini
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Puntare sulla crescita, e sviluppo, del settore Medicale. In particolare, facendo leva sul Nord America (Usa), Medio Oriente e Far East. È tra le priorità di El.En, di cui la Lettera al Risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business. Certo: il comparto Industriale, come mostrano gli stessi investimenti sull’ampliamento della base produttiva, è centrale nello sviluppo aziendale. Anche perché, maggiormente nell’ipotesi in cui la ripresa della domanda in Cina non sia messa in dubbio dalle tensioni geopolitiche, la spinta di questo settore è rilevante. Ciò detto, però, il gruppo - che produce e vende sistemi e applicazioni laser - considera il mondo del Medicale una leva rilevante per la crescita.
America e medicale
Su questo fronte un mercato importante è il Nord America. Essenzialmente: gli Stati Uniti. Nel 2022 il fatturato generato negli Usa, di fatto riconducibile al Medicale, si aggira intorno agli 80 milioni. La volontà è di accelerare le vendite. In tal senso, proprio nel novembre scorso la Food and drug administration (Fda) ha dato l’ok per la commercializzazione in America di un nuovo sistema laser, progettato da El.En, per il trattamento dell’acne infiammatoria. Non solo. Il gruppo sta realizzando degli studi clinici legati ad una tecnologia a semiconduttori in abbinamento alla scansione di un fascio laser che emette luce rossa. Si tratta di un sistema alla base di una soluzione per il ringiovanimento cutaneo non invasivo. L’obiettivo è riuscite ad ottenere, presumibilmente in un biennio, il nulla osta da parte della Fda per potere lanciare il prodotto in America (negli altri mercati è già in vendita). Insomma: gli sforzi per espandere il Medicale negli Usa sono evidenti. Così come è certo che la società punti a fare crescere il settore anche in Far East (dal Giappone alla Corea del Sud fino a Singapore) e Medio Oriente (dall’Egitto all’Arabia Saudita fino agli Emirati Arabi Uniti). In quest’ultima area, a ben vedere, El.En è presente attraverso distributori locali. La condizione, attualmente, da soddisfazione al gruppo. In futuro tuttavia, e per quanto non ci sia alcuna mossa concreta, non è da escludersi l’ipotesi della creazione di una filiale. Ciò detto in generale, e con riferimento al 2022, i sistemi medicali ed estetici (57% dell’intero fatturato di gruppo) sono cresciuti più del 22% rispetto al 2021. L’Estetica, con un’incidenza nel comparto del 62,5%, ha generato ricavi per 239 milioni (+20%). La sotto divisione della Chirurgia, invece, è in rialzo di circa il 37% ed è tornata, analogamente alla Fisioterapia (+17%), su livelli superiori a quelli pre Covid.
Il mondo dell’industria
Ma non è solo il Medicale. Altro focus, per l’appunto, e sull’industria. Qui, sempre nel 2022, la divisione è cresciuta del 12%. La sotto divisione del Taglio, la quale recita il ruolo da protagonista, è aumentata del 12,9%. La Marcatura, invece, raggiungendo vendite per 25,4 milioni è salita di circa il 5%. In generale, riguardo all’area in oggetto nel suo complesso, il gruppo punta, tra le altre cose, a migliorare efficienza e tecnologia delle produzioni. Così, ad esempio, può ricordarsi lo sforzo per realizzare, da un lato, soluzioni adattabili a sorgenti laser sempre più potenti (il livello massimo è 40 KW, sebbene la potenza dei macchinari venduti è, in media, poco sopra 10 KW); e, dall’altro, prodotti maggiormente flessibili, contraddistinti anche da prezzi più accessibili. Sennonché il risparmiatore, pure conscio che il 2022 è stato contraddistinto da ricavi e redditività consolidati in aumento, segnala il tema della Cina. Questo è un Paese importante per il gruppo. Un mercato che, lo scorso esercizio, ha però segnato il passo. Il che induce preoccupazione. El.En, sul tema in questione, invita ad un’analisi articolata. Il gruppo, in primis, rimarca che la politica del Covid zero di Pechino, la quale è stata tra le cause principali dell’impasse logistico e produttivo, è alle spalle. Tanto che nella prima parte del 2023, nonostante ci sia ancora l’onda lunga di quanto accaduto nel 2022, l’azienda rileva la ripresa della domanda e molta vitalità nel settore. Certo: non va dimenticata la stagionalità del business. E, tuttavia, il gruppo esprime positività per il proseguo delle attività nell’Ex Regno di Mezzo. Ciò detto può ulteriormente obiettarsi che sale la tensione geopolitica tra Washington e Pechino. Un contesto il quale rischia di incidere negativamente sull’attività delle imprese Occidentali, compresa El.En. Il pericolo esiste, indica l’azienda la quale, però, dapprima ribatte che, allo stato attuale, non si vede alcun effetto negativo sul business in scia alla crisi internazionale. Inoltre il gruppo sottolinea che, come negli altri Paesi stranieri, la società è ben integrata con le realtà industriali, civili e politiche locali. L’azienda, visto anche che i suoi dipendenti sono cinesi, è percepita quale entità cinese a proprietà italiana. Inoltre: attorno al business di El.En, viene spiegato, si è creato un indotto locale. Insomma: il legame con il territorio è forte e questo, conclude il gruppo, consente, al netto di eventi eccezionali non auspicabili, di esprimere fiducia sul futuro.
Investimenti
Fin qui alcune indicazioni sulla dinamica delle divisioni Industriale, Medicale e il mondo della Cina. La società, però, è impegnata nell’ampliamento della base produttiva. I Capex, nel 2022, sono stati 22,5 milioni. Di questi 14,5 milioni sono stati appannaggio dei nuovi stabilimenti o per l’ampliamento di quelli esistenti. I rimanenti riguardano, invece, la gestione ordinaria. Nel 2023 il gruppo prevede, ad oggi, investimenti capitalizzati in misura inferiore, poco sotto a 20 milioni. Gli esborsi in attività di sviluppo sono previsti in calo di circa il 50%, intorno a 7 milioni. Ulteriori 10 milioni, invece, saranno indirizzati alla manteinance. Al di là dei singoli numeri, è chiaro come l’azienda compia degli sforzi sulla capacità produttiva. Tanto che, a giugno, sarà completato in Cina, a Wuhan, il nuovo impianto (in sostituzione di quello esistente), portando il numero delle strutture produttive in quel Paese a sei. In Italia, invece, da una parte, sono stati avviati i nuovi spazi di Quanta System (Medicale) a Varese; e, dall’altra, quelli di Lasit (Marcatura) a Torre Annunziata. In entrambi i casi, le strutture consentiranno, progressivamente, di aumentare i volumi fino al 50-60%.
Recessione e domanda
Ma non è solo questione di Capex. Il risparmiatore richiama l’attenzione su di un altro tema. Le strette di politiche monetarie, per contrastare l’inflazione, hanno indotto la frenata di diverse economie in Europa. Negli Stati Uniti, poi, si paventa la recessione. Si tratta di uno scenario che, soprattutto nel settore industriale, crea il pericolo della frenata della domanda delle imprese e, quindi, del business di El.En. La società, pure consapevole della questione, professa fiducia. In primis, viene spiegato, negli Usa, dove maggiormente si paventa una congiuntura negativa, il gruppo è focalizzato soprattutto sul Medicale. Vale dire: un settore che, di per sé, è resistente alle crisi. Ciò considerato, afferma sempre El.En, è ben vero che, da un lato, il maggiore costo del debito pesa su chi acquista macchinari; e che, dall’altro, il contesto può indurre maggiore prudenza alle imprese-clienti. E tuttavia, al netto di un eventuale rallentamento nel breve periodo, la domanda, nel medio-lungo, è impostata - secondo il gruppo - sulla crescita grazie a trend strutturali. Nel Medicale, ad esempio, c’è l’invecchiamento della popolazione in Occidente e la sempre maggiore attenzione a salute ed estetica. Nell’Industriale, invece, è costante la ricerca, da parte delle imprese, di maggiore produttività ed efficienza nell’equipment, condizione che il gruppo rivendica sui suoi prodotti. Prodotti, rispetto ai quali - al fine di contrastare la carenza di componenti in scia a colli di bottiglia sulle supply chain- il gruppo ha incrementato il magazzino. Una scelta la quale ha contribuito a fare aumentare il Capitale circolante netto: questo, a fine del 2022, era il 29,8% dei ricavi. Un trend che fa storcere il naso al risparmiatore. Il gruppo non condivide il disappunto. L’azienda, ricordando tra le altre cose l’impegno sul re-design dei prodotti per differenziare -pure mantenendo la qualità della soluzione - il procurement, indica che il circolante è sotto controllo. Inoltre, aggiunge la società, seppure non sia ancora stato raggiunta la fluidità nelle forniture del 2019, la situazione nell’approvvigionamento va migliorando. A fronte di ciò quali, allora, le prospettive sul 2023? Il gruppo stima ricavi in rialzo rispetto al 2022. L’Ebit, invece, è previsto in valore assoluto in linea con lo scorso esercizio. Il che implica che l’Ebit margin dovrebbe essere inferiore.



