Energia

Elettricità, quali sono le regioni con maggiore produzione e fabbisogno

Gli effetti della fine del Pun (prezzo unico nazionale) dal 1° gennaio 2025: il sistema premia le regioni più green

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Dal primo gennaio il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica non esiste più. In base a quanto previsto dal decreto Energia del 2024 anche in Italia, come già accade in altri paesi europei, la formazione del prezzo dell’energia non è più uniforme su base nazionale, ma viene calcolata sulla base dell’orario in cui l’elettricità prodotta viene messa in rete e in base all’area geografica nella quale è stata prodotta. Questo nuovo sistema è stato adottato soprattutto per spingere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile che, come è noto, producono energia a prezzi molto più bassi rispetto a quella prodotta con il gas. Dunque, il sistema premia le regioni più efficienti che hanno consentito l’istallazione di una maggiore quota di impianti green.

Il fatto che tutto questo accada mentre le regioni sono impegnate a recepire il decreto sulle Aree idonee e a definire dove gli impianti rinnovabili possono essere realizzati con procedure autorizzative accelerate non è ovviamente casuale. Al momento, in ogni caso, il prezzo zonale non produrrà effetti significativi sulle bollette perché siamo in una sorta di periodo transitorio in cui alcuni meccanismi perequativi servono a evitare che si creino discrepanze nel paese. Questa fase, però, terminerà e un’implementazione graduale delle differenze di prezzo sarà introdotta: dovrà essere deciso con una nuova norma, ma non dovrebbe accadere prima del prossimo anno.

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Al momento l’Italia è stata divisa in sette macroaree: Nord, Centro Nord; Centro Sud; Sud; Calabria; Sicilia e Sardegna. L’effetto che si potrebbe avere, una volta in cui il prezzo dell’energia elettrica fosse stabilito in base a come questa viene prodotta nelle varie zone, si può ricostruire scorrendo le statistiche pubblicate da Terna. I numeri, relativi al 2023, evidenziano che ci sono alcune regioni che producono più energia del fabbisogno locale e, in alcuni casi, in particolare nelle regioni del Nord, è prevalentemente green grazie agli impianti idroelettrici. Queste regioni sono esportatrici di energia elettrica verso le altre. A fine 2023 il fabbisogno di energia elettrica in Italia è stato pari 305 terawattora. È stata prodotta energia per 264 Twh e importata per 51. Circa un terzo della produzione, pari a 94 Twh, è stata generata con fonti rinnovabili.

La Valle d’Aosta ha avuto una produzione di 3,17 Twh, generata in modo green dagli impianti idroelettrici; il fabbisogno locale di energia è stato pari a 1 Twh. Sono stati importati dall’estero 0,76 Twh; sono stati invece esportati in regioni italiane 2,9 Twh. Il Trentino Alto Adige è andato oltre: ha avuto una produzione di 11,5 Twh, di cui 9,4 attraverso impianti idroelettrici. Il proprio fabbisogno è stato pari a 7 Twh: ne ha ceduti ad altre regioni 4,24. In Piemonte il fabbisogno è stato di 23 Twh: il prodotto 25 (di cui 8 green). Sono stati importati dall’estero 18,7 Twh dall’estero estero e venduti 19,5 ad altre regioni. Un’altra regione la cui produzione supera il fabbisogno locale (17 Twh contro una produzione di 29, di cui 10 green) è la Puglia. Nel 2023 ha importato 1,3 Twh e ne ha esportati 11,5 ad altre regioni.

REGIONI, CHI POTRÀ PAGARE MENO

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Il motivo per il quale regioni con un surplus di energia rispetto ai fabbisogni locali importano è legato anche al fatto che i prezzi all’estero sono più bassi che in Italia: basta pensare all’energia nucleare francese. Regioni come la Lombardia e l’Emilia-Romagna sono quelle messe peggio in termini di autosufficienza: sono territori popolati da imprese, spesso energivore, non hanno l’idroelettrico delle montagne o il sole e il vento delle regioni del Sud. La Lombardia nel 2023 ha avuto un fabbisogno di 65 Twh, una produzione di 47 (di cui 12 green), ha importato 18,3 Twh dall’estero e 1,6 da altre regioni. L’Emilia-Romagna, fanalino di cosa per l’incidenza delle rinnovabili, ha avuto un fabbisogno di 28 Twh, una produzione di 23, di cui 3,8 green. Ha importato 6 Twh da altre regioni. Il Lazio ha avuto un fabbisogno di 22 Twh, ne ha prodotti 10 (di cui 3,2 green) ha importato 12 Twh da altre regioni.

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