Elettrodomestici, incentivi per l’acquisto di apparecchi più efficienti
A metà mese nuovo incontro al Mimit sulla Beko che ha annunciato quasi 2mila esuberi nel nostro Paese
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I punti chiave
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I primi 50 milioni di euro previsti dall’ultima Manovra per incentivare la sostituzione di vecchi frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, piani cottura, con nuovi a elevata efficienza energetica e prodotti in Europa potranno aiutare a tamponare la crisi del ramo “bianco” degli elettrodomestici. In un contesto in cui i bonus per la casa sono stati pesantemente ridotti, si tratta di una nuova agevolazione che si aggiunge a quella per i mobili destinata anche ai grandi elettrodomestici.
Si tratta di uno dei pochi bonus confermati sulla casa, una scelta, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, con cui «coniughiamo sviluppo industriale e transizione green».
Per risollevare il settore che passa da una crisi ciclica all’altra però ci vorrà ben altro. Soprattutto perché sullo sfondo c’è una crisi strutturale, dove le difficoltà vanno avanti ormai da molti anni. Dopo la fase pandemica e il picco di vendite e produzione del 2022, è ricominciato un calo molto forte. Certamente, però, per risollevare il settore che passa da una crisi ciclica all’altra ci vorrà ben altro. Soprattutto perché sullo sfondo c’è una crisi strutturale, dove le difficoltà vanno avanti ormai da vent’anni.
Il segretario nazionale della Fim Cisl, Massimiliano Nobis, cita un solo numero per capire: «A inizio 2000 in Italia nel bianco domestico venivano prodotti 30 milioni di pezzi, adesso siamo scesi a 10 milioni. Abbiamo perso i due terzi della produzione e la crisi di Beko che dovremo affrontare non è solo di marchio e azienda, fa parte di una crisi di sistema. E riguarda tutti». Cominciamo proprio da qui.
Nelle scorse settimane, Beko, la joint venture tra la turca Arcelik (75%) e Whirlpool Emea ( 25%), ha annunciato quasi 2mila esuberi su 4.200 addetti nel nostro Paese. Le prime discussioni al ministero del Made in Italy ci sono già state ma sarà nei prossimi giorni che comincerà la trattativa vera e propria sulla chiusura di alcuni stabilimenti, il ridimensionamento di altri e l’investimento sul solo settore cottura.
