Elezioni regionali

Sardegna, Todde: «La Regione ha risposto ai manganelli con le matite». Nota di Meloni, Salvini e Tajani: «Abbiamo fatto degli errori»

Esultano Schlein e Conte

di Davide Madeddu

Todde: Io prima presidente donna in Sardegna, sono felice e orgogliosa

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La prima volta di una donna. Alessandra Todde è la prima presidente della Regione Sardegna. E lo rimarca nella prima conferenza stampa ufficiale. «Sono orgogliosa di essere la prima donna presidente, dopo 75 anni siamo riusciti a rompere questo tetto di cristallo e avere un ruolo che nessuna di noi era riuscita ad avere».

Archiviata la lunga maratona dello spoglio - dovranno ancora essere proclamati gli eletti - la presidente in pectore guarda già a quello da fare. «La cosa che è importante è che oggi si deve iniziare a lavorare per la Sardegna e rendere pratico quello che e stato il nostro programma elettorale - sottolinea dopo aver ringraziato i presenti alla conferenza stampa e le donne che l’hanno sostenuta e votata- parliamo della sanità, dell’assalto eolico all’isola e dei giovani che emigrano e che non hanno opportunità». Quindi l’idea dell’isola pulita «che rinasca e cambi faccia».

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Nota di Meloni, Salvini e Tajani: «In Sardegna abbiamo fatto errori»

I leader del centrodestra Meloni, Salvini e Tajani, in una nota congiunta, hanno ammesso la sconfitta alle Regionali in Sardegna. «Ragioneremo insieme per valutare i possibili errori commessi», hanno affermato sottolineando tuttavia che il centrodestra «non è in calo» nell’Isola. La presidente del Consiglio ha telefonato alla neoeletta presidente della Regione per farle gli auguri di buon lavoro.

Todde: alleanza tra Pd e Cinque Stelle unica strada percorribile

Un passaggio dell’intervento di Todde in conferenza stampa è stato sulle elezioni e la Sardegna che «non è un laboratorio perché i sardi non sono cavie».«Ho fatto una scelta di campo totale, voglio lavorare per la mia isola, il mio popolo per cambiare in meglio la situazione della Sardegna». «Sono stata contentissima di condividere questo passaggio con Giuseppe Conte ed Elly Schlein che mi hanno supportato per tutta la campagna, sono molto contenta che questo progetto di unione possa avere trovato in Sardegna un progetto solido per dimostrare che la nostra alleanza può funzionare». Todde ha sottolineato che bisogna anche in altre realtà «creare un progetto solido che possa convincere un elettorato che vuole unità: credo che l’alleanza tra Pd e M5s sia l’unica strada percorribile».

«La Sardegna ha risposto ai manganelli con le matite»

Quindi il centro destra: «Abbiamo visto che anche loro non sono imbattibili, noi siamo un popolo che non accetta la strafottenza». E i fatti di Pisa dove ha studiato:«Conosco il vicolo dove sono successi quei fatti, noi ai manganelli abbiamo risposto con le matite».

I programmi per il futuro che passano per la sanità, i trasporti, le bonifiche con il polo internazionale nel Sulcis e l’Einstein Telescope. Ma anche le riforme, come quella della legge elettorale. Quanto alla nomina della nuova giunta, una volta proclamati gli eletti ci sarà la formazione dell’esecutivo composto da «figure competenti e riconoscibili». Risolvere problema sanità territoriale, questione energetica e «farò di tutto perché la Sardegna non ospiti il deposito delle scorie».

Todde: Io prima presidente donna in Sardegna, sono felice e orgogliosa

Mancano ancora 22 sezioni

Alle 5 del mattino la certificazione sul sito della Regione che all’appello manca ancora l’ufficialità di 22 sezioni. Delle 1844 distribuite nei 377 comuni dell’isola ne sono state scrutinate 1822. Alle 5.11 arriva arriva anche la nota ufficiale dalla Regione che annuncia:«Questi i voti riportati dai candidati presidente, sulla base dei dati caricati dai Comuni della Sardegna nel sistema Sier, il Sistema informativo elettorale regionale». Alessandra Todde è al primo posto con 330.619 voti e una percentuale del 45,3 %, segue Paolo Truzzu con 327.695 voti e una percentuale del 45 %. Poi, ma molto in basso Renato Soru con 63.021 e l’8,7 % dei voti e Lucia Chessa con 7.147 voti e una percentuale dell’1 %.

Le schede in tribunale

Alla fine il ricorso a quella che era stata definita la tagliola, ossia il trasferimento in tribunale dei plichi per il conteggio delle schede relative alle sezioni dove lo spoglio non è stato completato nei termini previsti dalla norma, si è concretizzato. «Il dato è aggiornato alle ore 5.00 ed è riferito a 1822 sezioni su un totale di 1844 - sottolinea la comunicazione -. Lo scrutinio delle rimanenti 22 sezioni elettorali (4 a Sassari, 2 a Sorso, 3 a Sestu, 2 a Bonarcado, 3 a Luras, 2 a Musei, 2 a Serdiana, 2 a Silius, 1 a San Gavino Monreale, 1 a Villasor), sarà completato, come previsto dalle norme vigenti, dagli uffici dei Tribunali dei rispettivi territori».

Truzzu: «Cagliari ha votato contro di me»

«Stamattina ho chiamato Alessandra Todde e le ho fatto i complimenti. Le ho detto che ci rivedremo in Consiglio regionale. Abbiamo perso davvero per uno “sputo”, circa duemila voti su 750mila sardi che sono andati a votare. La responsabilità della sconfitta è solo mia». Sono le prime parole di Truzzu, ieri in silenzio per tutta la giornata, in una conferenza stampa a Cagliari. «A Cagliari c’è stato più un voto contro il sottoscritto che per la Todde», ha aggiunto il sindaco e candidato del centrodestra sconfitto. «Ho mandato un messaggio a Giorgia Meloni - ha continuato -. Ma la lettura del voto è semplice: non sono state elezioni influenzate da fattori nazionali e il dato che lo prova è il risultato di Cagliari che, più che votare Todde, ha votato contro di me. Sarebbe bastato avere tre-quattro punti in più per vincere l’intera gara. Per questo dico che la responsabilità è mia. Ci sono diverse Sardegna. Abbiamo avuto un grande risultato fuori dai centri urbani. Le cause del voto di Cagliari? Ci sono tanti fattori: voto disgiunto, cantieri».

Le reazioni dei leader

Intanto, a cascata, le dichiarazioni per un risultato che ha un risvolto anche nazionale. Non a caso Conte, leader del M5S parla di una giornata «indimenticabile». «La Sardegna ha scelto la nostra Alessandra Todde - dice -. È la prima presidente di regione del M5s, la prima donna alla guida della Sardegna. I cittadini sardi hanno chiuso la porta a Meloni e soci e l’hanno aperta all’alternativa. L’aria è cambiata».Per la segretaria del Pd Schlein «è una vittoria di una coalizione che ha messo insieme un progetto convincente e credibile attorno a cose su cui ci siamo ritrovati e ci siamo riconosciuti attorno alla sua candidatura». Per Stefano Bonaccini governatore dell’Emilia Romagna «la destra si può battere» e adesso si deve «unire il centrosinistra e costruire l’alternativa nel paese».

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