Esami, l’intelligenza artificiale governa la risonanza magnetica
Il nuovo software del gruppo Cidimu aumenta la qualità delle immagini e riduce i tempi
Anche nella refertazione delle immagini diagnostiche l’algoritmo è allenato a individuare anomalie
di Maria Chiara Voci
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Qualità delle immagini più elevata, dettagli nitidi e una importante riduzione sulle tempistiche di esecuzione degli esami: il gruppo Cidimu (Centro italiano di diagnostica medica ultrasonica) scommette - primo in Piemonte - sull’integrazione di software di intelligenza artificiale per i sistemi di risonanza magnetica. Una novità che, a partire dall’Istituto Riba di Torino, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, riguarda le 7 strutture della regione sabauda e sarà via via diffusa negli altri 7 presidi di Lombardia e Veneto.
«Il vantaggio è tangibile sia per il medico che per il paziente - spiega Ugo Riba, fondatore e amministratore unico di Gruppo Cidimu -. La risonanza magnetica, insieme all’ecografia, rappresenta una delle indagini diagnostiche più importanti. Il software AI, integrato su un sistema di risonanza ad alto campo di ultima generazione, fornito dalla General Electric, nostro partner stabile, agisce sull’elaborazione di ogni singolo pixel che il campo magnetico riesce ad elaborare e produce come risultato immagini molto più nitide e definite. In questo modo si raggiunge un livello diagnostico mai ottenuto con le precedenti strumentazioni». L’esame, silenzioso e a basso impatto energetico, può essere eseguito in tempi molto più rapidi. «Un vantaggio non secondario - prosegue Riva -, specie per chi soffre di claustrofobia». L’AI oggi trova inoltre applicazione anche nella refertazione degli esami diagnostici, con un algoritmo di apprendimento “addestrato” che grazie al confronto fra immagini e alla valutazione dei parametri di centinaia di migliaia di esami riesce a leggere le immagini diagnostiche e a individuare ed evidenziare eventuali anomalie. Anche in questo campo, il Cidimu sta conducendo alcune prime sperimentazioni in vista di futuri ed eventuali sviluppi.
«Dal 1982, anno della fondazione, abbiamo sempre dimostrato grande spirito pionieristico - prosegue Riba -. Ad esempio, nel passato, siamo stati i primi in Italia a introdurre la diagnostica a ultrasuoni. L’evoluzione scientifica apre nuove strade e abbiamo l’obbligo di indagarle e padroneggiarle». Tutto, sempre, senza mettere in secondo piano la competenza del medico, fondamentale per la corretta interpretazione dei dati forniti dal software.
Con più di 100 tipologie di prestazioni diverse, il Gruppo Cidimu ha superato la soglia del milione di prestazioni all’anno con un rapporto medico - paziente di 1 ad 1. Il ventaglio di prestazioni spazia in tutti gli ambiti, con un’eccellenza nei settori degli ultrasuoni, della diagnostica per immagini, della diagnostica elettrofisiologica ed endoscopica.
Di recente, in alcuni Istituti piemontesi e lombardi, è stata implementata l’offerta sanitaria con la chirurgia ambulatoriale complessa, la chirurgia dentale e l’odontostomatologia. L’Istituto delle Riabilitazioni IRR di Torino, accreditato dalla Federazione Internazionale di Medicina dello Sport, ha ricevuto la prestigiosa certificazione internazionale di “Collaborating Center” conferita a soli 5 Istituti in Italia e 23 nel mondo.

