Lavorare in vacanza: il 35% delle prenotazioni 2021 è a misura di smart working e Dad
Il boom dopo l’annuncio riapertura confini regionali dal 26 aprile. Tra i requisiti richiesti dagli holiday worker banda larga e barbecue. Soggiorni medi di tre settimane
di Andrea Carli
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I punti chiave
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Si chiama “holiday working”, ed è una formula che intercetta due elementi che fino a un anno e mezzo fa, prima della crisi Covid-19, sarebbero probabilmente apparsi poco conciliabili e che dopo la pandemia coronavirus hanno cominciato a dialogare: la sfera della vacanza, e quella del lavoro, rigorosamente in modalità agile. La soluzione, sospinta da un contesto con ancora non poche incognite, a cominciare da quello che accadrà sotto il profilo delle regole per lo smart working (è in arrivo dal governo una proroga, probabilmente a settembre, del termine in scadenza il 30 aprile per l’utilizzo del lavoro agile con modalità semplificate; la norma dovrebbe entrare nel decreto “Sostegni bis” o “Imprese” di fine mese), da quanto dicono i numeri, piace.
Balzo di prenotazioni dopo annuncio riaperture dal 26 aprile
Le riaperture dal 26 aprile e la fiducia nel green pass che dovrebbe consentire agli italiani a partire da quella data di tornare a spostarsi tra regioni che si trovano in fasce di rischio differenti hanno generato ottimismo che si è tradotto in un'impennata di prenotazioni a partire dalle anticipazioni che hanno preceduto la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Draghi venerdì scorso. Insomma gli italiani progettano fughe dalle grandi città da attuare non appena l'allentamento delle restrizioni lo permetterà, senza aspettare l'estate vera e propria. Cercano centri minori per trascorrere periodi tra lavoro ed outdoor, anche superiori a un mese (l'ultima media rilevata è di tre settimane) in un ambiente più sicuro perché meno affollato e in case con caratteristiche ben precise e adatte ad esempio ad accogliere famiglie con genitori che lavorano da remoto e figli o non ancora in età scolare o liceali-universitari, quindi anche loro studenti tramite didattica a distanza. Molto spesso con nonni al seguito, soprattutto se già vaccinati.
Il 35% delle notti prenotate all’insegna dell’holiday working
La fotografia scattata per Il Sole 24 Ore dal Centro Studi Italianway, azienda che opera sul mercato italiano degli affitti brevi (a partire da una notte fino a 12 mesi), racconta che ad oggi il 35% delle 43mila notti prenotate (rispetto alle 445mila notti attualmente prenotabili sul portale dell’azienda) dal primo gennaio di quest'anno al 15 aprile ha come finalità l'holiday working: la durata media dei soggiorni è di 19 notti con un budget medio messo in campo pari a 3.243 euro per l'intero soggiorno, corrispondente a una tariffa media di 170 euro a notte. L’anno scorso la percentuale era del 20 per cento.
Celani (Italianway): i più reattivi nella fascia 35-55 anni
«Il Covid-19 non ha inventato cose nuove - spiega Marco Celani, amministratore delegato di Italianway -. Ha accelerato dei trend che già c’erano. E l’holiday working è uno di questi. Si è rimosso il vincolo tecnologico e normativo. Ora si può andare in questa direzione, anche perché credo che la modalità di lavoro agile rimarrà anche dopo che avremo superato l’emergenza pandemica. Lo scorso anno - continua Celani - abbiamo scoperto questo fenomeno per caso: ci siamo resi conto che alcune persone chiedevano di lavorare in appartamento. A novembre abbiamo avuto un boom di clienti che hanno deciso di fare questa esperienza a Lampedusa». Qual è la platea, almeno potenziale? «Tutti quelli che per lavoro non hanno un contatto quotidiano con il pubblico puntano su questa soluzione - risponde Celani -. Nel 2020 abbiamo registrato una crescita anno su anno del 78% delle prenotazioni da parte di over 65. Nel 2021 invece sta venendo fuori la fascia 35-55 anni, mentre quella dai 65 in su ancora non decolla, probabilmente perché attendono di ottenere una copertura vaccinale».
Da Avola a Siracusa: le mete più richieste
La seconda fase o stagione di holiday working partirà da metà maggio in poi. Caratterizzerà l'estate ma anche l'autunno 2021. Ad esempio, la società già ricevendo prenotazioni su Lampedusa per ottobre da parte di viaggiatori del Nord Europa. Un altro elemento che contraddistingue questa soluzione è che le destinazioni più prenotate quest'anno esulano dalle principali rotte turistiche consolidate negli anni; sono quindi isolate (isolamento percepito come chiaro indice di sicurezza) e raggiungibili in auto o traghetto. Continuano a essere top performer destinazioni in cui è possibile prenotare case fuori dai centri storici ma con tutti i servizi facilmente raggiungibili come Termoli (Molise), Muravera (Sardegna), Monopoli, Castellana Grotte e Lecce in Puglia; Sirolo nelle Marche, Marone sul Lago di Iseo; il Bormiese e Valdisotto in Lombardia; Andora e Sanremo in Liguria. Benissimo Avola, in provincia di Siracusa e soprattutto Lampedusa. Si conferma top performer la Costa Smeralda. Insomma, tanto mare per gli italiani ma anche località di montagna. Nel complesso la Puglia, la Liguria e le isole sono già state identificate come mete per passare un periodo di relax, con la possibilità di lavorare negli alloggi scelti, mentre ci si attendono prenotazioni fino all'ultimo minuto in Toscana, Marche, Calabria e nelle località montane.

