L’intervista

Evasione fiscale degli influencer: «Determinante l’incrocio tra follower e dichiarazioni»

Il colonnello Selvaggio Sarri, comandante del 2° Gruppo Bologna della Gdf, spiega a Radio24 l’operazione che ha portato agli accertamenti di redditi non dichiarati, tra gli altri, dagli influencer Gianluca Vacchi e Luis Sal

di Alessandro Arona

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«Confrontare le dichiarazioni dei redditi con gli indicatori del reale giro d’affari degli influencer. È quello che la Guardia di finanza ha sempre fatto, ma in questo caso adattato alle nuove tecnologie». Il colonnello Selvaggio Sarri, comandante del 2° Gruppo Bologna della Gdf, spiega a Radio24 l’operazione che ha portato agli accertamenti di redditi non dichiarati, tra gli altri, dagli influencer Gianluca Vacchi e Luis Sal.

«Abbiamo individuato 11 milioni di euro di redditi non dichiarati e già recuperato 2,8 milioni tra imposte non pagate e sanzioni, grazie alla collaborazione degli influencer verificati».

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Colonnello, quando avete cominciato e su chi?

Le attività sono cominciate a fine 2022, abbiamo visto una forte crescita di questa attività online durante il Covid e il post Covid. Abbiamo cercato gli influencer bolognesi con maggiori follower e maggiore capacità di coinvolgimento dei follower stessi. E abbiamo messo a confronto queste attività con i redditi dichiarati. Si tratta di un metodo da sempre usato dalla Guardia di finanza. E in questo caso i marescialli con più esperienza si sono fatti aiutare dai finanzieri ventenni, appena arrivati, più esperti di social.

Che cosa avete scoperto?

In due casi (Gianluca Vacchi e Luis Sal, ndr) si trattava di influencer ben strutturati, con società alle spalle, quindi l’approfondimento è stato abbastanza tecnico e complesso. Poi ci sono i casi di due giovani influencer, attivi su Onlyfans (Eleonora Bertoli e Giulia Ottorini, ndr) che invece non presentavano la dichiarazione dei redditi, e lì è stato anche più semplice. Tramite l’analisi di OnlyFans abbiamo poi messo sotto indagine anche l’attività di sex workers che avevano anche un profilo su questa piattaforma a pagamento per adulti.

Ma come possono gli influencer pensare di sfuggire al fisco? La loro attività è tutta alla luce del sole…

Il problema è che lavorando su piattaforme, tutto online e con sede all’estero, può capitare che non ci sia alcuna possibilità da parte dell’amministrazione fiscale di riscontrare la loro attività. Dal 1° gennaio di quest’anno è operativa una norma che impone alle piattaforme digitali di trasmettere all’agenzia delle Entrate queste informazioni, ma sono norme che poi necessitano di tempi tecnici di attuazione e di effettivo recepimento.

Comunque, colonnello, com’è andata con gli influencer?

C’è stato un dialogo molto collaborativo, in gran parte hanno ammesso. Su 11 milioni di euro di redditi non dichiarati hanno già pagato (tra imposte e sanzioni) 2,8 milioni, la gran parte del dovuto. Anche grazie all’accordo (annunciato ieri, si veda l’articolo a sinistra) con l’agenzia delle Entrate, l’attività di contrasto contro l’evasione fiscale sul web sta diventando sempre più efficace.

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