Evasione record sulle tasse delle auto: multe e bolli non pagati per 4,4 miliardi l’anno
Ogni anno in Italia si accumulano 10,8 milioni di cartelle per multe stradali e bolli auto non pagati, per un valore di 4,4 miliardi di euro. L'evasione coinvolge tutti i contribuenti, non solo categorie specifiche.
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I punti chiave
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Per sfuggire alle casse del fisco l’evasione spesso sale in macchina e corre per le strade italiane: dove si generano ogni anno 10,8 milioni di cartelle per 4,4 miliardi, divise fra multe stradali (4 milioni abbondanti di iscrizioni a ruolo per 2,67 miliardi) e bolli auto non pagati alle Regioni: in quest’ultimo caso la mole di mancati pagamenti sale alla cifra stellare di 6,8 milioni all’anno, per un valore che ogni 12 mesi si attesta in media a 1,75 miliardi. Arrivano anche da qui rivoli importanti per alimentare il magazzino del Fisco, dove le riscossioni latitano e annullamenti e sospensioni dominano.
I numeri arrivano dalla memoria depositata giovedì scorso in commissione Finanze al Senato dall’agenzia delle Entrate-Riscossione.
Sono ciclopici, e scalfiscono l’immagine classica secondo la quale a evadere il fisco sono solo determinate categorie di contribuenti. Sulla strada, e non solo, sono tutti gli italiani a mostrarsi quanto meno poco puntuali con gli obblighi tributari, quando possono.
Evadono tutti
Lo conferma un altro censimento, presentato sempre a Palazzo Madama dall’agenzia. Il panorama italiano dei titolari delle cartelle fiscali è universale, e abbraccia 15,93 milioni di «persone fisiche senza attività economica» (etichetta che individua essenzialmente lavoratori dipendenti e pensionati) oltre a 2,86 milioni di «persone fisiche con attività economica», cioè professionisti e lavoratori autonomi, e 3,47 milioni di «persone giuridiche», le imprese. Certo, i volumi in gioco cambiano da categoria a categoria.
Ma restano alti ovunque. Nello smisurato magazzino della riscossione che cumula le cartelle con le somme chieste dal Fisco ma non onorate dai contribuenti ogni persona fisica «senza attività economica» ha un debito medio pro capite da 18.855 euro, mentre la cifra-tipo sale a 54.801 euro nel caso degli autonomi e arriva a 237.087 euro per le imprese.
A gonfiare i numeri è la mole dell’arretrato cumulato fra 2000 e 2024, e in larga parte reso nei fatti inesigibile dal passare del tempo e dalle tante controversie intorno alle richieste fiscali. Ma le cifre parlano.
Regioni in difficoltà
Quelle portate al Senato dall’agenzia della Riscossione calcolano in particolare le medie annue registrate fra 2019 e 2024 dai carichi affidati dai diversi enti creditori. In proporzione ai volumi di gettito, sono le Regioni a soffrire di più sulla strada. Il bollo auto riguarda i 45,4 milioni di veicoli circolanti, e ha generato nel 2024 un gettito spontaneo da 5,44 miliardi secondo il Siope, il sistema telematico del ministero dell’Economia che monitora i flussi di cassa in entrata e in uscita di tutti gli enti pubblici italiani. Un altro miliardo all’anno (1,15 miliardi nel 2024, 987 milioni l’anno prima) viene recuperato in seguito ai controlli. Su queste premesse, ogni anno a non presentarsi puntuali al pagamento sono il 15% dei contribuenti (6,8 milioni di cartelle su 45,4 milioni di veicoli), che però cumulano circa il 27% del gettito annuale.
I buchi dei Comuni
Ma anche la rete delle multe appare parecchio bucata dai mancati versamenti. La questione colpisce prima di tutto i Comuni, che nel censimento annuale realizzata dall’amministrazione finanziaria sono titolari di 3,09 milioni di cartelle per 1,08 miliardi di debiti cumulati ogni 12 mesi. Lì si incaglia dunque circa un terzo dei 3 miliardi di sanzioni all’anno affibbiate dalla Polizia municipale a chi parcheggia in divieto di sosta o sfora i limiti di velocità nelle strade urbane.
Con il risultato che le multe assorbono da sole il 58,6% dei 5,27 milioni di cartelle e il 37,4% dei 2,89 miliardi di crediti affidati ogni anno all’agente nazionale della riscossione (il resto si sparge fra tributi locali, canoni e tariffe). Ma anche la Polizia stradale ha i suoi problemi, lasciando ogni anno sul campo 1,59 miliardi distribuite in 920mila cartelle.



