Expo, al via residenze per 500 studenti
di Paola Dezza
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Un building tecnologico, o forse più di uno, con servizi innovativi, aree comuni flessibili che favoriscano le relazioni, con una attenzione sempre più pressante sul tema della sostenibilità.
È il concept che Camplus sta ideando per uno studentato per l’area Expo a Milano, dove il colosso australiano Lendlease sta progettando Mind (Milano Innovation District), lo sviluppo di tutta l’area che ha ospitato l’esposizione universale del 2015 e che accoglierà tra le altre grandi funzioni l’Ospedale Galeazzi e l’Università Statale. Una struttura nella quale sono previsti circa 500 posti per studenti, ricercatori e “young professional” che piano piano arriveranno a vivere qui, molti in maniera temporanea.
Lendlease ha appena presentato il Masterplan e potrebbe arrivare a un accordo con Camplus entro l’estate.
«Stiamo disegnando la struttura - dice Maurizio Carvelli, fondatore e ceo di Camplus -, puntando su una innovazione a 360 gradi. Nulla nei nostri progetti è standardizzato. L’idea di base è concepire spazi nuovi, sull’onda di quanto accade all’estero, che siano fortemente innovativi. Spazi comuni da rimodulare a seconda delle esigenze della clientela, fruibili da studenti e professori, da ricercatori e giovani lavoratori che possano condividere il tempo».
Camplus è oggi presente in 11 città italiane (Bologna, Torino, Milano, Venezia, Ferrara, Cesena, Parma, Roma, Perugia, Palermo, Catania) e una spagnola (Pamplona) per un totale di 7mila posti letto. Oggi la rete Camplus gestisce 38 residenze universitarie, 13 di proprietà. Da poco il gruppo ha inaugurato il campus dell’Humanitas alle porte di Milano e una residenza universitaria di appartamenti a Torino (Camplus Palestro), insieme a Reale Immobili. E soprattutto punta ad avere altri 2.600 posti a Torino, Firenze, Padova, Venezia, Bologna e Roma entro il 2021.

