diario di bordo dell’economia -

export, flessione record in friuli venezia giulia

di Centro studi istituto Tagliacarne

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Dopo un biennio di crescita, torna in area negativa l’export delle regioni del Nord-Est. Il 2023 segna, infatti, una riduzione del 2,5% del valore dei beni e servizi venduti oltre confine, a fronte di una situazione di stazionarietà rilevata a livello Paese, una forbice negativa rispetto al 2022 di quasi 3 miliardi di euro. Il Trentino-Alto Adige chiude l’anno registrando una crescita dell’export (+3,6%) e il Veneto una leggera perdita (-0,3%). La flessione dell’area è quindi da ricondurre principalmente al Friuli-Venezia Giulia, che mostra una delle contrazioni più significative tra le regioni italiane (-13,7%, una perdita in termini assoluti di oltre 3 miliardi). Solo cinque delle tredici province della macro-ripartizione conoscono una dinamica positiva delle esportazioni. Spiccano, in tal senso, Belluno (+6,6%) e Padova (+4,1%). Mentre sono molto severe le flessioni di Trieste (-21,8%) e Gorizia (-38%; la peggiore tra le province italiane). A determinare il calo in queste due province friulane è per lo più l’andamento delle vendite di navi e imbarcazioni, rispetto a cui segnano, insieme, un passivo di oltre 1,5 miliardi (-44,5%), che sale a quasi 1,7 miliardi se si considera il Nord-Est nel suo complesso (-45,3%). Incidono fortemente sul trend negativo dell’area anche i prodotti della siderurgia (-16,6%), con una perdita che supera i 721 milioni di euro (di cui quasi la metà da attribuire alla provincia di Udine). Dal punto di vista delle merci, è da rimarcare il contributo positivo delle “Altre macchine di impiego generale” e delle “Altre macchine per impieghi speciali”, che si confermano anche nel 2023 come i principali beni esportati (con un peso sul totale dell’export pari, rispettivamente, al 7,0% e 6,1%). La prima riporta un aumento del valore esportato di circa 770 milioni (+10,8%) e la seconda di quasi 750 milioni (+12,1%). Non solo, questi sono anche i prodotti che vedono aumentare maggiormente il proprio peso sulle esportazioni totali della macro-ripartizione (in entrambi i casi +0,8 p. p. rispetto al 2022). L’incremento più elevato in termini assoluti è, ad ogni modo, quello delle “Altre apparecchiature elettriche” (+794 milioni; +128,7%). Guardando ai mercati di sbocco, diminuiscono le vendite verso la Germania (-1,4%; -241 milioni) e soprattutto verso gli Stati Uniti (-10,4%; -1,3 miliardi) – andamento, quest’ultimo, strettamente connesso alla cantieristica -, che rappresentano i più importanti partner commerciali per le imprese del territorio insieme alla Francia (verso cui si registra all’opposto una crescita, +1,2%). Sono impattanti anche le contrazioni verso Qatar (-41,1%), Austria (-10,7%) e Svizzera (-12,6%), che comportano una perdita complessiva di quasi 1,8 miliardi. Tra le performance positive più significative, invece, vanno segnalati gli incrementi sperimentati da destinazioni quali Turchia (+16,5%; +307 milioni) e Paesi Bassi (+7%; +201 milioni).

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