Export, Usa primo mercato. Ma incombe il rischio dazi
Nei primi nove mesi del 2024 vendite su del 14,3% in controtendenza alla media italiana. Il traino di farmaci e macchinari
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Lunedì prossimo, 20 gennaio, inizierà ufficialmente la presidenza Usa di Donald Trump. Le imprese del Centro Italia sono con il fiato sospeso per capire se avrà seguito (e in che misura) la minaccia del nuovo inquilino della Casa Bianca di alzare dazi contro le merci europee. Le aziende del Centro Italia rischiano di essere tra le più colpite: con oltre 21 miliardi di export, gli Stati Uniti si sono confermati il primo mercato si sbocco delle regioni del Centro (Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) nei primi nove mesi del 2024 (ultimo dato disponibile), con la possibilità di arrivare a sfiorare il record assoluto di 30 miliardi in tutto il 2024. Una cifra, a gennaio-settembre 2024, cresciuta del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2023 (mentre le vendite all’estero complessive si sono fermate a +1%). Un trend in controtendenza rispetto alla media italiana, dove la Germania (seppur in calo del 5,5%) resta il primo mercato di sbocco, seguita dagli Usa (-1,5%).
A pesare è stata indubbiamente la difficoltà economica che da due anni sta attraversando la Germania, storicamente il primo mercato per l’export delle regioni del Centro. Sta di fatto che gli Usa sono diventati il primo sbocco per i prodotti dell’Emilia-Romagna (quasi 8 miliardi di euro a gennaio-settembre 2024, con una crescita del 4,9%), Toscana (7,6 miliardi, +18,6%) e Abruzzo (quasi 1,4 miliardi, +23,2%). Sono al secondo posto per l’Umbria (537 milioni, +7,6%), al terzo per le Marche (939 milioni, +2,4%) e il Lazio (2,6 miliardi, +39,9%).
A livello di prodotto, in valore assoluto, l’export del Centro negli Usa vede al primo posto gli articoli farmaceutici (oltre 6 miliardi a gennaio-settembre 2024, +33,9 rispetto allo stesso periodo del 2023), seguiti da macchinari (+12,2%), mezzi di trasporto (+7,4%) e prodotti alimentari (+24%). Se si scende nel dettaglio delle singole regioni, i medicinali venduti sono al primo posto in Abruzzo, Marche, Lazio e Toscana. Mentre in Emilia-Romagna al top ci sono gli autoveicoli e in Umbria le altre macchine di impiego generale.
Se si scende ancora di più nel dettaglio provinciale, è Firenze il territorio che nel primi nove mesi del 2024 ha esportato di più negli Stati Uniti (4,4 miliardi, +48,2%). A fare la parte del leone sono i medicinali (2,4 miliardi), seguiti dalle altre macchine d’impiego generale (387 milioni) e dagli articoli da pelletteria (360 milioni). Dopo Firenze vengono Modena (2,4 miliardi, +7,8%) e Bologna (1,9 miliardi, +0,9%), trainate dagli autoveicoli. Ma tra le prime province per export verso gli Usa, quella che ha la quota maggiore sul totale delle vendite all’estero del territorio è L’Aquila, con il 71,6%, soprattutto per l’impatto dei medicinali acquistati oltreoceano.


