Extra profitti e concessioni, l’idroelettrico è sotto pressione
De Girolamo (Cva): «Settore strategico penalizzato da incertezze che bloccano gli investimenti». Caveri (Regione): «Rischiamo ricadute negative sui bilanci. Potremmo valutare il ricorso alla Consulta»
di Carlo Andrea Finotto
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Il comparto energetico e la Regione Valle d’Aosta si sentono sotto attacco. Ingiustamente. La questione degli extra profitti sollevata dal governo, con la prospettiva di un esborso per i produttori di energia da fonte rinnovabile rischia di avere ripercussioni non solo sui conti di un gruppo come Compagnia Valdostana delle acque (Cva) – tra i principali produttori di energia idroelettrica e rinnovabile in Italia –, ma anche su quelli del suo azionista, la Regione autonoma.
«Grazie all’attività di Cva e alla nostra partecipazione costruiamo una parte importante dei nostri bilanci», sottolinea Luciano Caveri, assessore regionale all’Istruzione, Università e Aziende partecipate. «Parliamo – continua Caveri – di circa 25 milioni di euro sul bilancio 2022 e di circa 38 milioni sul bilancio 2023-24». Sono risorse, spiega l’assessore, con le quali l’amministrazione regionale programmava di intervenire a sostegno, per esempio, delle attività colpite dal lockdown causato dalla pandemia, nei mesi scorsi.
Il governo, come sappiamo, è intervenuto in molti ambiti – dice l’amministratore – ma non è arrivato dappertutto. «La Regione deve integrare, soprattutto a sostegno di quelle attività che hanno subito molti contraccolpi legati alla perdita quasi totale della stagione invernale 2020-2021».
All’origine c’è il decreto Sostegni ter, che prevede per i produttori di energia da fonte rinnovabile di effettuare un conguaglio tra i prezzi che si determinano nel mercato spot e la media dei prezzi negli anni precedenti. Si tratterebbe di un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili. Le relative modalità attuative sono demandate all’Arera. Nel recente Consiglio dei ministri per intervenire sul rincaro dei prezzi dei carburanti il governo ha anche previsto un prelievo straordinario per tutti i componenti della filiera energetica, con l’eccezione dei soggetti regolati che si occupano solo del trasporto e della distribuzione di energia elettrica e di gas.
«Risulta poco comprensibile come siano stati presi in considerazione gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili» afferma il direttore generale di Cva, Enrico De Girolamo.


