Formula 1

Gran Premio di Shanghai, 50esima doppietta nella storia McLaren. Ferrari squalificate

Piastri esulta: «Tutto super, vittoria che merito»

Il pilota australiano della McLaren, Oscar Piastri, festeggia la sua vittoria durante il Gran Premio di Formula 1 della Cina sullo Shanghai International Circuit di Shanghai, il 23 marzo 2025. (Photo by HECTOR RETAMAL / AFP)

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Il gran premio di Cina del 2025 è vinto da Oscar Piastri, secondo Lando Norris e George Russell terzo. Vittoria numero tre in carriera per l’ancora ventitreenne australiano, che segue la prima pole in carriera di ieri. Era dal 2012 che McLaren non conquistava tre gare consecutive (contando anche Abu Dhabi al termine della stagione 2024).

Prestazione maiuscola e memorabile, anche se ‘tranquilla’: la McLaren ha controllato la gara in scioltezza, senza apparenti fatiche o minacce di sorta. In casa Mercedes, molto buona anche la prova di Russell, Antonelli più indietro ma di gran lunga migliore fra i giovanissimi con un buon ottavo posto, nuovamente a punti come domenica scorsa. Ma è una stagione di grandi novità e non tarderà molto ad arrivare il giorno in cui si vedrà qualche volto nuovo sul podio, magari già a partire da Suzuka: in programma fra due settimane, pista molto adatta a piloti con abilità e coraggio, non sempre appannaggio dei rookie di nuova generazione, ma anche di tempestività all’adattamento alle variabili meteo, fattore che talvolta mette in difficoltà anche i top team.

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L’edizione di quest’anno per Shanghai è la numero diciotto, la seconda della nuova era dopo il Covid, che aveva dato uno stop molto severo all’organizzazione di questo gran premio, fermo per quattro edizioni consecutive. Tanto è cambiato rispetto al passato: di sicuro non c’è più la Red Bull dominante come lo scorso anno. Allora Verstappen vinceva con oltre 13 secondi di vantaggio su Norris e sul podio c’era ancora Perez, prima che si disperdesse e crollasse, con Ferrari quarta e quinta. Precedentemente, il re di questa pista è stato Hamilton con sei sigilli, non concedendo agli avversari di replicare per più di due volte.

Squalificate le Ferrari di Leclerc e Hamilton

La Ferrari perde però tutti i punti conquistati nel gp della Cina. Entrambe le monoposto sono state squalificate al termine dei controlli post gara: quella di Charles Leclerc, che aveva chiuso quinto, è stata trovata sottopeso mentre per Lewis Hamilton (sesto) la sanzione è scattata dopo che il pattino posteriore della sua Ferrari è risultato essere al di sotto dello spessore minimo richiesto dal regolamento tecnico.

Una sprint memorabile, la prima in rosso è di Hamilton

Per fortuna il feeling con questo tracciato non è mancato e l’istinto per Lewis si è visto sia venerdì sia sabato con due sessioni maiuscole e memorabili: miglior tempo nella qualifica e vittoria nella gara Sprint, la prima per Ferrari e per la SF-25. Un bell’inizio per un week-end che segna il gran premio numero 1100 nella storia del cavallino rampante. Un grande inizio di stagione per il primo Cavaliere Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico al volante di una rossa in questo secolo, che molti davano già per ‘decotto’ o ‘sulla via della pensione’: invece, come piace definirlo alla stampa inglese, è stato ancora Hammer Time, cioè si è visto Hamilton segnare i migliori tempi in qualifica e gara e record del circuito (durato poco perché in seguito abbassato da Piastri nella Q3 per definire la griglia della domenica). In soli due weekend è importante aver dimostrato a tutti che Sir Lewis non è a Maranello per vendere cappellini ma vuole ancora vincere: era superiore nella prima parte del weekend, oggi evidentemente era più in forma Leclerc, ma resta un buon inizio.

Una gara piatta con poca storia

La suspence più alta questa domenica grigia cinese l’ha data in partenza, quando Hamilton è stato tamponato senza essersi accorto nemmeno da chi, come si è dedotto dalla radio: era Leclerc e poteva andare incontro a una foratura. Fra l’altro due ferraristi si erano già scornati in partenza da questa pista: era il 2016 e Raikkonen aveva subito danni importanti. Si sa: in una curva uno così ampia più traiettorie vanno bene, ma quando arriva il punto di corda le monoposto si devono inevitabilmente stringere e non tutti possono avere la meglio. Così i due ferraristi hanno avuto contatto con Leclerc che ha avuto la peggio, danneggiando parzialmente la sua ala anteriore sinistra che è rimasta storta per tutta la gara.

Nel gioco dei sorpassi, il primo che salta è Russell, subito catturato da Norris: i ‘papaya’ hanno avuto quello che ottenevano, cioè un altro trenino in posizione uno-due che sembrano meritare sin dall’Australia, da dove cioè hanno fatto capire di avere la macchina che già da inizio stagione 2025 sembra decisamente più forte.

Problemi seri per l’auto di Alonso, con i freni a fuoco già al quarto giro, poi ritirato: con le Formula 1 sempre più affidabili, il “no brakes” via radio è diventato uno dei guasti più ricorrenti. Peccato per il veterano della Formula 1 che, delle 32 vittorie totalizzate in una lunga carriera, 2 sono proprio nella pista di Shanghai: nel 2005 con la Renault e nel 2013 in Ferrari. Per lui l’ultimo successo in rosso su questa pista e personalmente risulta ancora il secondo ‘miglior’ vincitore del gran premio di Cina, a quota 2 come Rosberg.

Al quattordicesimo di cinquantasei giri Hamilton e Verstappen i primi a cambiare gomma, chiaro segno di strategia su due stop. C’è da dire che al quarto posto, il sette volte campione in rosso iniziava un po’ a faticare e per radio si era sentito perfino lamentarsi Leclerc di una possibile perdita di tempo sugli avversari, nonostante avesse l’ala mobile rotta. Tant’è che poco dopo si è fermato anche lui, senza però sostituire il musetto, e a ruota Norris, che tuttavia rientra in pista con grande traffico. Finisce soprattutto dietro a Russell, grazie al ‘gioco’ dell’undercut che resta uno degli ‘strumenti’ più rapido ed efficace del muretto per dare ogni tanto una boccata d’ossigeno a gare potenzialmente noiose con l’aiutino della matematica. Ma dura poco: la McLaren è veramente più forte.

Per il resto, la gara è stata una grande, lunga, attesa. L’unico ‘thrill’ è stato un annuncio di possibile arrivo della pioggia agli ultimi tre giri proprio allo scoccare di metà gara, quando cioè anche le scuderie orientate a una sosta sola, anziché pensare alla sola gestione delle gomme, si sono dovute preoccupare di questa nuova variabile. Che, a ben vedere, poteva creare più stress a chi aveva già cambiato invece a un terzo di gara, visto che non potevano aspettare così tanto per chiudere il secondo stint, causa usura eccessiva delle coperture, dovuta a una giornata molto calda e umida.

Multe da brivido per nuove paranoie

La ‘colpa’ è di aver messo stress in materia lo scorso anno da parte di McLaren: e così sul tema della flessione delle ali e di vantaggi importanti in una zona grigia del regolamento ci sarà ancora molto da scrivere. Questo weekend quindi la ‘povera’ Williams viene sanzionata con dieci mila euro di multa perché nelle prove libere una delle telecamerine dedicate allo scopo (non per uso televisivo) era priva di schedina di memoria e quindi la federazione non aveva potuto verificare l’andamento dell’ala posteriore. Uno stress che pare assurdo ma è segno dei tempi. Con altri quarantamila euro sospesi con la condizionale se l’episodio si ripetesse da qui a fine anno.

Nonostante questa brutta notizia, almeno oggi la Williams può festeggiare un pilota a punti, Albon, che celebra così bene il suo ventinovesimo compleanno: al contrario, Carlos Sainz, è solo tredicesimo, a bocca asciutta. Fra gli ex piloti ancora in vita, oggi compiono gli anni anche Riccardo Zonta (49, Brasile), Karun Chandok (41, India) e Jonathan Palmer (69, Regno Unito).

Galassia Red Bull, Verstappen tiene botta e Hadjar ancora meglio di Lawson

Dopo un secondo in griglia nella Sprint e un terzo alla bandiera a scacchi, anche se a quasi dieci secondi dalla Ferrari, non si può dire che Verstappen non ci sia: semplicemente fa quello che può con un’auto che non ha più il vantaggio tecnico di Adrian Newey. Ma si toglie la non trascurabile soddisfazione di arrivare davanti a entrambe le Ferrari. Ancora male, molto male, il giovane Lawson. Lo dovranno aspettare ancora, visto che anche nella seconda gara la sua prestazione è stata modesta sia nelle qualifiche sia nelle gare, mentre Hadjar gli ha messo sempre il muso davanti e può vantare un bellissimo settimo posto in qualifica. Purtroppo non ha preso punti in gara ma almeno ha finito a pieni giri e a oltre due secondi al giovane Lawson.

Verstappen quindi è nuovamente da solo a tirare i bibitari: nel mondiale però è già secondo, dietro a Norris (44) di otto punti e davanti a Russell di uno. Piastri a due punti e quinto Antonelli, a parito merito con Leclerc a quota 18 e un punto davanti a Hamilton.

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