False partite Iva, la stretta delle Entrate: 6mila chiusure d’ufficio nel 2024
Il neodirettore delle Entrate Vincenzo Carbone ha fatto il punto sulle attività di contrasto all’evasione nel corso di Telefisco 2025
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Forte accelerazione nel contrasto alle partite Iva “apri e chiudi”. E rafforzamento del contrasto alle compensazioni di crediti fittizi. Sono alcuni dei punti toccati dal neodirettore dell’agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, nel corso del suo intervento a Telefisco 2025.
«Sulle partite Iva apri e chiudi - ha spiegato Carbone - abbiamo impresso una forte accelerazione: nel 2024 ne abbiamo cessato d’ufficio quasi 6mila rispetto alle 2.400 circa del 2023». Un altro filone del contrasto all’evasione «riguarda i crediti Iva fittizi che alimentano le indebite compensazioni. Grazie a una procedura automatizzata possiamo bloccare in tempo reale gli F24 che presentano un elevato profilo di rischio e nel 2024 in questo modo abbiamo impedito l’utilizzo in compensazione di oltre 3 miliardi di falsi crediti, di cui 400 milioni di crediti Iva».
Contenzioso in riduzione
Quanto al contenzioso - ha proseguito Carbone -, «se consideriamo il contenzioso complessivo relativo a tutti gli atti di agenzia delle Entrate-Riscossione (quindi cartelle, preavvisi di fermo e d’ipoteca, atti di pignoramento) l’indice di impugnazione nel 2024 è stato inferiore allo 0,5 per cento. Se, invece, consideriamo le sole cartelle di pagamento, la percentuale di impugnazione è quasi la metà: lo 0,26 per cento. In pratica, solo una cartella ogni 400 emesse è divenuta oggetto di contenzioso». Appena un paio di anni fa il tasso di impugnazione complessivo, rispetto a oggi, era superiore di oltre il 60% e quello delle cartelle era praticamente il doppio dell’attuale.
Oltre 24,2 miliardi di rimborsi nel 2024
Il 2024 è stato un anno positivo per i rimborsi. «Abbiamo restituito a cittadini e imprese - ha detto Carbone - oltre 24 miliardi e 200 milioni, circa 2 miliardi in più rispetto al 2023. Siamo consapevoli del fatto che queste somme possono fare la differenza, non solo per le famiglie o le partita Iva, ma per tutto il Paese perché si tratta di risorse che vengono di fatto immesse nel circuito economico». Anche i pagamenti sono cresciuti, «di circa il 15%, e sono stati oltre 3 milioni e 900mila, mezzo milione in più rispetto all’anno precedente. La gran parte (96% del totale) ha riguardato come sempre l’Irpef, con oltre 3 miliardi rimborsati. Quelli più cospicui sono invece relativi all’Iva, con più di 19 miliardi rimborsati a fronte di circa 100 mila pagamenti».
De Nuccio: «Rivedere il calendario fiscale»
Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio è tornato su un tema ricorrente: il calendario fiscale. «Dobbiamo - ha detto -affrontare le cause del problema, non gli effetti. Sono gli adempimenti che vanno razionalizzati e tagliati». Su questo punto, è sotto esame il termine per l’adesione al concordato preventivo. «La scadenza del 31 luglio è incompatibile con l’attività di noi professionisti. Necessario, quindi, spostare la scadenza al 31 di ottobre, come abbiamo proposto». Allo stesso tempo, «le scadenze fiscali di agosto andrebbero spostate al 16 di settembre».



