In Costa Azzurra

FAMM: a Mougins apre il nuovo Museo per le artiste

Il collezionista Christian Levett ha chiuso il Museo d’Arte Classica, dismettendone le opere e aperto la nuova istituzione esponendo 100 artiste

Lavori impressionisti al FAMM

4' min read

4' min read

Il piccolo borgo medievale di Mougins, a poca distanza da Cannes in Costa Azzurra, luogo già reso famoso da artisti come Picasso che vi abitò lungamente, dal 21 giugno offre un’ulteriore ragione per una visita, oltre al Centro della Fotografia, è possibile visitare il FAMM, Female Artists of the Mougins Museum, istituzione privata destinata a mostrare al pubblico la collezione di Christian Levett, collezionista inglese che da tempo vive fra la località francese e Firenze.Opere selezionate

Opere selezionate

Per il suo debutto, la direttrice del museo Leisa Paoli ha selezionato 100 opere sulle 500 presenti nella collezione al femminile, disposte in ordine cronologico nei 4 piani del piccolo edificio in pietra tradizionale situato all’ingresso pedonale del borgo antico.

Loading...

Nonostante la disponibilità di opere di alcune artiste della pittura classica a cavallo fra il ‘600 e l’ 800, l’opera più datata in mostra risale al primo Impressionismo, un ritratto della madre dell’artista Eva Gonzales, cui si accompagnano altri tre ritratti femminili di due grandi nomi dell’impressionismo, Berthe Morisot e Mary Cassatt, oltre a due paesaggi di Blanche Hoschedé-Monet, fortemente ispirati alle opere di suo genero Claude.

Anche la sezione surrealista presenta una serie di nomi noti ai professionisti, forse meno al grande pubblico, come Dorothea Tanning, Leonora Carrington e Leonor Fini, una delle preferite del collezionista, omaggiata da ben tre dipinti che provengono dalla galleria milanese di Tommaso Calabro, fra cui il mitologico ed erotico ‘Les Etrangeres’. Presente anche un busto dipinto di Frida Kahlo, mentre al momento non vi sono opere di Remedios Varo, altra nota artista latino-americana.

Il piano dedicato all’Espressionismo Astratto è particolarmente importante: una parte delle 150 opere disponibili sono già state richieste da diversi musei e saranno oggetto di una mostra itinerante in diverse istituzioni americane a partire dall’anno prossimo.

Si tratta di grandi tele di Elaine de Kooning, Lee Krasner, Joan Mitchel, Helen Frankenthaler e Maria Helena Vieira da Silva, che dal punto di vista del valore economico rappresentano probabilmente il picco della collezione, pur raggiungendo prezzi ancora relativamente contenuti rispetto agli altri protagonisti del movimento, fra cui i mariti delle prime due, Willem de Kooning e Jackson Pollock.

Collage con fotografie delle artiste rappresentate al FAMM

Le italiane presenti

Carla Accardi e Dadamaino con lavori ottici e geometrici e un riratto di Giosetta Fioroni. Sebbene la gran parte delle opere siano di pittura, è presente una selezione di una decina di sculture, fra cui opere di Barbara Hepworth, Louise Nevelson e Louise Bourgeois, oltre alle contemporanee Rachel Whiteread e Sarah Lucas, con una caratteristrica figura allungata su una sedia, e un neon di Tracy Emin ‘Always More’, forse involontario commento sulla psicologia del collezionista sempre alla ricerca di nuove opere e stimoli.

Fra le artiste contemporanee si alternano dipinti milionari di grandi nomi come Cecily Brown, con un lavoro figurativo del 2003 ‘Couple’, e Jenny Saville con ‘Generation’ del 2012-14, a giovani artiste come la 32enne australiana Kansas Smeaton con un allusivo dipinto saffico, o la foto di Dauphie Diallo nelle vesti seducenti e minacciose della dea Kali, le cui quotazioni sono nelle decine di migliaia di euro.

L’artista Delphine Diallo davanti alla sua opera ‘L’apparizione de Kali’ (2018) presentata al FAMM

Sempre in ambito fotografico si sono opere di artiste note come Nan Goldin, Marina Abramovic, Shirin Neshat e Carrie Mae Weems, mentre non vi sono opere video.

La logica cronologica favorisce un approccio didattico orientato al grande pubblico, che puo’ beneficiare anche di una giuda stampata delle opere esposte che affollano gi spazi intimi del museo.

L’ampiezza della collezione si presta ad esposizioni future di natura tematica, che permettano sviluppi curatoriali anche verso artiste contemporanee o di comparazione col passato, altra passione del proprietario-collezionista.

Il collezionista Christian Levett: dal classicismo all’arte al femminile

Il nuovo Museo infatti prende il posto del Museo d’Arte Classica promosso per 12 anni dallo stesso collezionista nello stessso luogo, chiuso nell’agosto del 2023.

Una selezione importante delle opere che ne hanno fatto parte sono ora poste in vendita in un totale di 6 aste presso Christie’s, fra cui due si sono già tenute rispettivamente a Londra nel dicembre 2023 ricavando 4,3 milioni di sterline (commissioni incluse) e a fine gennaio 2024 a New York, dove il realizzo di 6,6 milioni di dollari ha ampiamente superato le aspettative.

I cataloghi rimanenti saranno dispersi entro la fine dell’anno, con ogni probabilità superando l’obiettivo di oltre 20 milioni di realizzo.

Complessivamente la collezione di Christian Levett supera i 2.000 lavori, di cui un quarto opere di artiste; il mecenate inglese ha da tempo lasciato le stanze della finanza internazionale, cui deve la sua ricchezza, per dedicarsi alla sua passione per l’arte che condivide con la sua famiglia.

Il collezionista Christian Levett con alcuni lavori del suo museo

Il FAMM rappresenta quindi una nuova fase della storia del collezionista che coniuga la sua passione per l’arte con la condivisione col pubblico con una finalità educativa e di scoperta che dovrebbe aiutare la familiarizzazione con l’arte al femminile, le cui quotazioni di mercato hanno avuto un sensibile incremento degli ultimi anni, insieme alla crescente attenzione istituzionale di cui il nuovo mueso fa parte a pieno titolo.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti