Fbi perquisisce uffici dell’avvocato di Trump che ha pagato la pornostar
di Marco Valsania
3' min read
3' min read
NEW YORK - Il procuratore speciale Robert Mueller e l’Fbi hanno fatto una escalation delle indagini sugli scandali che attanagliano Donald Trump: agenti del Federal Bureau of Investigations hanno perquisito ieri pomeriggio gli uffici e la stanza d'albergo a New York dell'avvocato personale del presidente, Michael Cohen. Il legale è nel mirino per aver pagato segretamente e irregolarmente l'attrice porno Stormy Daniels alla vigilia delle elezioni del 2016, comprando il suo silenzio su una relazione extraconiugale con Trump. Gli agenti, da quanto si è appreso, nel corso dell'operazione hanno sequestrato documentazione aziendale, dichiarazioni fiscali e e-mail, oltre a documenti legati al versamento di 130mila dollari a Daniels, il cui vero nome è Stephanie Clifford. L'attrice ha anche affermato di essere stata minacciata.
Cohen è adesso al centro di una indagine per truffa aperta dalla procura federale di Manhattan. Ma la vicenda è diventata soltanto la più recente delle piste che cercano di far luce sui controversi comportamenti di Trump o dei suoi più stretti collaboratori: la richiesta di perquisizione e sequestro è partita direttamente da Mueller, il cui principale incarico è indagare sul Russiagate, cioè le intrusioni di Mosca nelle elezioni americane e le ipotesi di collusione della campagna Trump. Mueller ha tuttavia ormai ampliato sempre più il suo raggio d'azione, prendendo in esame un intreccio di vicende oscure e potenziali reati.
La reazione di Trump alla notizia della perquisizione ai danni del suo avvocato non si è fatta attendere ed è stata durissima, un attacco contro il suo stesso Dipartimento della Giustizia, dal quale sia l’Fbi che Mueller dipendono. «È una disgrazia, c'è sempre questa caccia alle streghe nei miei confronti», ha detto parlando ai giornalisti e aggiungendo che le inchieste rappresentano in realtà un «attacco al Paese». Ha poi definito la perquisizione alla stregua di un «furto con scasso».
Trump si è spinto a indicare che potrebbe decidere di cacciare Mueller: «Molti mi hanno detto che dovrei licenziarlo». Una decisione che, se presa, potrebbe far precipitare una profonda crisi interna, con numerosi repubblicani che hanno a loro volta messo finora in guardia il presidente dal sabotare un'inchiesta indipendente. Trump considera invece la squadra di inquirenti di Mueller come «il gruppo di persone più pieno di pregiudizi immaginabile».
Il legale di Cohen, Stephen Ryan, ha da parte sua dichiarato la nuova azione delle autorità come «del tutto inappropriata e non necessaria». Gli agenti hanno eseguito il mandato di perquisizione dietro regolare autorizzazione dalla magistratura, recandosi al Rockefeller Center, dove Cohen ha un ufficio, e presso l'albergo Loews Regency su Park Avenue, dove l’avvocato di Trump vive mentre il suo appartamento viene ristrutturato.
