Fca-Psa spinge i gruppi rivali verso il target di 15 milioni
L’aggregazione altera i rapporti di forza: pressing su Toyota e Volkswagen
di Mario Cianflone
3' min read
3' min read
Ferdinand Piech, il grande ingegnere austriaco che comandava Volkswagen aveva un sogno: creare un mega gruppo automobilistico. Il più grande di tutti, con decine di marchi e una copertura globale in termini di prodotti e mercati. Un colosso vero e proprio.
Ferdinand Piech ci riuscì: portò il gruppo Volkswagen a diventare il primo o il secondo costruttore di auto al mondo a seconda degli anni.
Piech morì tre mesi fa, il 25 agosto, e il mondo dell'auto ne piange ancora la scomparsa, ma di lui, in questi tempi tumultuosi per l'automobile, è rimasta una lezione importante: l'idea che è possibile fondare una realtà automobilistica solida e potente, in grado di generare profitti grazie a sinergie industriali in un mondo dove questi si riducono costantemente.
Ed è un'eredità che altri, magari manager come Carlos Tavares potrebbero raccogliere: costruire il più grande gruppo della storia.
Del resto con la prospettata fusione tra Fca e Psa si viene a costituire una nuova entità che altera gli equilibri attuali ponendosi di prepotenza, con 9 milioni di auto, al 3 o 4 posto al mondo (dipende dalla prospettiva) e potenzialmente anche più in alto e insidiare l'equilibrio del club dei 10 milioni di autoveicoli prodotti. Nella classifica mondiale, troviamo infatti nelle prime due posizioni i gruppi Volkswagen e Toyota a contendersi il primo posto per meno di 100mila macchine. Con i tedeschi nel 2018 a quota 10.830.625 e i giapponesi a 10.520.655. Il terzo posto è di GM con 8.786.987 milioni mentre il gruppo Hyundai è poco sopra 7.5 milioni.

