Monetary Policy

Fed cuts rates by 25 basis points. Powell: a December cut is not a foregone conclusion

10 votes in favour and two against. From 1 December, sales of portfolio securities will stop

by Riccardo Sorrentino

Il presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell parla durante una conferenza stampa, dopo la pubblicazione della dichiarazione del Federal Open Market Committee sulla politica dei tassi di interesse, a Washington, D.C., Stati Uniti, 17 settembre 2025. REUTERS/Elizabeth Frantz/File Photo

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Another cut, as widely expected. The Federal Open Market Committee (FOMC), the Federal Reserve's monetary policy committee, has decided - with 10 votes in favour and two against - to cut interest rates by 25 basis points to 3.75%-4%, from 4-4.25%. This is the second cut in a row and the second in 2025. The decision was not unanimous: voting against, as expected, was Donald Trump's economic advisor Stephen I. Miran, who would have preferred a 50 basis point cut; but also, and in the opposite direction, the president of the Kansas City Federal Reserve, Jeffrey R. Schmidt, who would have preferred to keep rates steady, probably to gauge the trend of inflation, which is still relatively stubborn.

Insufficient data

Il Fomc ha dovuto prendere le sue decisioni in assenza dei dati sull’inflazione Pce, previsti per il 30 ottobre (se lo shutdown lo permetterà). Il presidente della Fed Jerome Powell ha rivelato in corrispondenza che le indicazioni disponibili mostrano un aumento dell’indice complessivo del 2,8%, soprattutto a causa dei rincari dei beni manifatturieri - quelli interessati dai dazi - mentre hanno rallentato i prezzi dei servizi. Non ci sarebbero dunque progressi rispetto ad agosto. Senza tener conto dell’effetto delle tariffe, l’incremento potrebbe però essere del 2,3-2,4 per cento.
Anche il comunicato ufficiale emesso immediatamente dopo la riunione risente della relativa assenza di nuovi dati: la diagnosi complessiva dell’economia è poco variata, ma è stata inevitabilmente riferita al medio periodo e non agli eventi più recenti. I dati «disponibili» mostrano un’attività economica in «moderato» sviluppo - spiega la nota - mentre gli aumenti dei posti di lavoro hanno rallentato «quest

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Weakest supply and demand for labour

Powell ha ripetuto, come nelle precedenti occasioni, che le indicazioni disponibili mostrano un basso livello di assunzioni e licenziamenti. «Quello che è successo è che l’offerta di lavoratori è diminuita in modo molto, molto marcato, principalmente a causa dell’immigrazione, ma anche per il calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro. Questo significa che c’è meno bisogno di nuovi posti di lavoro, perché non c’è più quel flusso costante di persone che entrano nel mercato del lavoro e cercano un’occupazione. Semplicemente, oggi non ci sono quei lavoratori: non si presenta una nuova offerta di manodopera disponibile. Inoltre, anche la domanda sta calando, e il calo della partecipazione alla forza lavoro riflette in questo caso non solo una tendenza strutturale, ma anche un segnale di indebolimento della domanda. Penso quindi che si stia osservando un certo rallentamento». Con un mercato del lavoro così debole, la bilancia dei rischi è cambiata. Il successivo passo verso un livello

Decision in December not taken for granted

È quindi «difficile dire cosa potrà accadere a dicembre», in termini di nuovi tagli. «Se c’è un livello molto alto di incertezza, allora questo potrebbe essere un argomento a favore della prudenza nel procedere. Ma dovremo vedere come si evolverà la situazione», ha aggiunto. »Cosa fai - ha detto ancora, riferendosi alla carenza di dati - se stai guidando nella nebbia? Rallenti. Quindi, questo potrebbe avere un effetto oppure no. Non so come influirà sulle cose». Un’eventuale pausa a dicembre non sarebbe però legata soltanto alla carenza di dati. La politica monetaria, ha spiegato Powell, «si trova nella fascia compresa tra il 3 e il 4%, dove si collocano molte delle stime del tasso neutrale, tra il 3% e il 4%. Ora siamo lì» anche se su questo punto le valutazioni dei diversi governatori divergono. È forse una conferma di queste differenze di vedute la scelta di due governatori che hanno votato, in modo opposto, contro la decisione di tagliare i tassi di 25 punti base: una scelta è legata,

Fed balance sheet reduction suspended

The FOMC also decided - as it had planned - to suspend as of 1 December 'the reduction of its portfolio' of financial assets, an operation that had been initiated in 2022 and that led to the reduction of the balance sheet by more than two billion dollars: from a high of 8,965 billion in January 2022, the Fed's total assets dropped to 6,590 billion; from 35 per cent of GDP to the current 21 per cent. The portfolio reached the level that the Fed considers 'consistent'. The mortgage-based securities (Mbs) that reach maturity will be reinvested, but in Treasury securities, which also offer lower duration. The level of the portfolio will remain 'frozen' at the 1 December level.

No bubbles on AI

Rispondendo alle domande Powell ha anche escluso analogie tra l’attuale situazione di Borsa attorno alle aziende all’Intelligenza artificiale e la bolla degli anni 90. «La situazione è diversa - he detto - nel senso che le aziende oggi così altamente valutate hanno effettivamente utili e modelli di business concreti. Se torniamo agli anni 90, all’epoca della bolla delle dot-com, si trattava più di idee che di vere imprese. Lì sì che c’era una bolla evidente. Non farò nomi specifici, ma queste aziende oggi hanno utili, modelli di business e profitti: è quindi davvero un fenomeno diverso». Né ci sono problemi in vista se gli investimenti dovessero rallentare. «Gli investimenti che stiamo vedendo in attrezzature, in particolare in tutto ciò che serve a creare data center e alimentare l’intelligenza artificiale, rappresentano chiaramente una delle principali fonti di crescita dell’economia. Anche i consumi, però, hanno continuato a crescere, smentendo le previsioni negative, e stanno cont

Credit under close monitoring

Similarly, he ruled out problems in the credit sector, despite some negative signs. "We have been monitoring credit conditions very closely: for some time now we have been observing an increase in defaults in subprime lending. We are now seeing several companies offering subprime auto loans making significant losses, and some of these losses are appearing on banks' balance sheets. We are analysing the situation carefully and following it closely. At the moment, I do not see a wider insolvency problem. It does not seem to be something extensive or systemic in nature that affects all financial institutions.

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