Un Paese sempre più vecchio e sempre più ignorante
di Francesco Billari
di Andrea Marini
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Il 74,5% delle piccole e medie imprese edili del Lazio non ha registrato ricadute in merito ai progetti legati al PNRR, il 2,1% lamenta addirittura ricadute negative (dispersione di risorse e lavoro per partecipare a bandi per commesse). Solo il 10,6% segnala ricadute fortemente positive e il 12,8% ricadute positive. Il dato emerge dall’analisi effettuata dall’Osservatorio Edilizia luglio 2023 di Federlazio, associazione di piccole e medie imprese.
Se da un lato è prevedibile che le opportunità derivanti dall'attuazione del Pnrr siano colte dalle realtà di maggiore dimensione, evidenzia Federlazio, dall'altro costituisce forse una “sorpresa” positiva il fatto che percentuali non irrilevanti di piccole realtà con fatturato fino a 1 milione di euro e un numero ridotto di addetti siano riuscite a partecipare e presentare progetti che hanno contribuito a far crescere il proprio giro d'affari. La percentuale più alta di aziende che non ha avuto ricadute dal PNRR è tra le aziende con fatturato di 1-5 milioni e con 6-20 addetti (rispettivamente 87,5% e 88,9%). Percentuale che scende al 66,7% per chi ha un fatturato fino a 1 milioni (in questa fascia però l’11,1% lamenta ricadute negative) e scende all’80,0% per chi ha fino a 5 addetti.
Molto più ampia la platea delle piccole e medie imprese che si è potuta avvalere dei vantaggi derivanti dal Superbonus 110%: sono state più della metà del campione intervistato, composto da un ampio ventaglio di realtà produttive sia di grande che di piccola dimensione. In particolare va sottolineato quel 60% di imprese fino a 5 addetti e quel 20% tra i 6 e i 20 addetti che grazie a tale misura hanno registrato un incremento del proprio giro d’affari superiore al 50%.
Il saldo delle valutazioni sull'andamento complessivo dell'attività aziendale nel 2022, registra Federlazio, è superiore a quello registrato nel 2021 e conferma la crescita del settore. Il saldo di opinioni (+62%) è di 19 punti superiore a quello riferito al 2021 e potrebbe essere destinato a crescere qualora si concretizzassero tutte le potenzialità connesse al PNRR e non si arrestasse quel diffuso impegno, da parte di piccoli e grandi proprietari di immobili che è stato profuso nel passato biennio, nella riqualificazione energetica e nell'ammodernamento degli edifici del territorio. In particolare sono il 71% le aziende che segnalano una crescita rispetto al 2021 e il 9% quelle che registrano contrazioni dei livelli di attività. Il 20%, invece, indica una sostanziale stabilità delle proprie attività.
Rispetto al quadro riferito al 2022, le aspettative per il 2023 sembrano meno ottimistiche. Se il saldo di opinioni riferito al 2022 è stato pari a +62%, quello riferito al 2023 si attesta a su un valore meno elevato anche se positivo (+34%), ma in riduzione rispetto a quello delle aspettative espresse nella passata indagine (+45%). Le aspettative sull'occupazione restano positive con un saldo di opinioni pari a + 22,0% in continuità con il +21,3% registrato lo scorso anno.