Nautica

Ferretti, «Nel 2025 cresceremo con acquisizioni»

Il ceo Galassi: «Abbiamo tre dossier sul tavolo. Siamo certi di completare un’operazione di acquisto entro l’anno, spero già nel primo semestre»

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Per Ferretti group, quello in corso è «l’anno della crescita per acquisizioni». Lo ha detto Alberto Galassi, ceo del gruppo, nel corso di un incontro a Milano, sottolineando che «il 2025 è un anno di opportunità: abbiamo sul tavolo vari dossier» e ha aggiunto che auspica di chiudere un’operazione «entro il primo semestre», forte di «125 milioni di cassa, senza debiti con nessuno».

Nel mirino anche aziende di filiera

Entrando più nel dettaglio, ha affermato che «ci sono tre dossier» allo studio. «Nel corso degli ultimi due anni - ha chiarito - abbiamo esaminato tanti dossier, di società con dei multipli che abbiamo giudicati eccessivi. Quest’anno, invece, stiamo vedendo dei multipli ragionevoli e siamo certi di completare un’acquisizione entro la fine del 2025; mi piace pensare già entro la fine di questo semestre».

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Galassi ha aggiunto che nel mirino è inquadrato un «business complementare» ai due segmenti, composite yachts e made-to-measure yachts. Potrebbe, quindi, trattarsi sia di una società che di un cantiere ma anche di un produttore di motori o arredi. Quanto ai risultati per quest’anno, il ceo vede «una crescita ragionevole. I numeri del primo trimestre sono rassicuranti».

Possibile un buyback fino al 10%

Intanto il gruppo, quotato a Milano e a Hong Kong, è al lavoro su un possibile buyback di azioni. Un piano che va in quella direzione «è ancora oggetto di discussione in cda», ha affermato Galassi, a dispetto dello stop al progetto di riacquisto di azioni proprie arrivato ad aprile 2024.

«All’epoca - ha chiarito il ceo - non fu possibile perché Hong Kong imponeva l’annullamento obbligatorio delle azioni». Oggi, invece, «la normativa è stata modificata e per questo è in considerazione il buyback», fino «a un massimo del 10%» delle azioni del gruppo. Il cda, ha proseguito, «non ha ancora deliberato, ma il buyback è ancora oggetto di discussione». Bisognerà trovare un equilibrio, ha spiegato. tra la liquidità da impegnare per le acquisizioni e quella, eventualmente, per il buyback; ma con un riacquisto fino al massimo 10% «sono fattibili entrambi».

Per quanto riguarda, invece, i movimenti nell’azionariato e la possibile uscita del socio cinese Weichai (al 37,5%), «non ho la più pallida idea se usciranno - ha chiosato Galassi - osservo solo che sono passati da una quota dell’89% (prima dell’ipo a Hong Kong, ndr) al 37,5%».

E riguardo ai rumors relativi a un interesse di Lvmh, il ceo risposto: «Noi non ne sapevamo niente. Sono relazioni che non passano da noi. Sicuramente, avremmo voglia di avere una collaborazione con un gruppo del genere, ma non si è mai parlato di interesse nell’azionariato. Sappiamo che siamo interessanti per molte aziende».

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