Feudi di San Gregorio adotta la sostenibilità «certificata» B Corp
La società irpina ha adottato un contratto di filiera con 300 coltivatori, utilizza fonti energetiche alternative e tutela i territori
di Vera Viola
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certificazione B Corp per Feudi di San Gregorio, l’azienda vitivinicola leader del Sud Italia e uno dei principali marchi del vino italiano.
Il riconoscimento misura e premia le imprese sulla base delle loro performance sociali e ambientali, di trasparenza e responsabilità. In altre parole, seleziona quelle che si impegnano a generare un impatto positivo verso i dipendenti, la comunità di riferimento e l'ambiente e le valuta con rigore: su oltre 200.000 aziende ad oggi misurate, solo il 3% ha soddisfatto i requisiti stabiliti da B-Lab, ente internazionale che conferisce la certificazione. In Italia, le aziende B Corp sono circa 150.
«Il raggiungimento della certificazione B Corp rappresenta un grande incoraggiamento per continuare a lavorare in diverse direzioni – commenta Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio – nel rispetto dei nostri fornitori e dei nostri clienti, del nostro lavoro quotidiano e degli obiettivi economici e sociali dell’azienda. È anche il riconoscimento del nostro impegno per un’azione sostenibile, in termini ambientali, sociali ed economici, cercando di preservare la bellezza del territorio e l’integrità della comunità al fine di lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato».
L’azienda ha sviluppato diversi progetti negli ultimi anni. Consuma solo energia da fonti rinnovabili, assicura ai propri dipendenti welfare, formazione. Ha introdotto numerose donne nelle prime file aziendali. Inoltre, investe sulla sostenibilità del packaging («usiamo carta riciclata e poco legno», precisa Capaldo), etichette e tappi solo biodegradabili. È allo studio un’ipotesi di utilizzo del vetro a rendere.
Altro aspetto su cui si misura la sostenibilità è il rapporto con la filiera. Feudi produce nelle proprie vigne il 65% delle uve che utilizza e ne acquista il rimanente 35% da circa 300 piccoli produttori locali. Con questi è stata costituita una filiera: i rapporti di fornitura sono regolati da contratti pluriennali che indicano il prezzo, fissano tecniche di produzione che puntano alla qualità del prodotto e alla tu+tela delle vigne: Aglianico, Greco, Fiano, Falanghina i vini irpini.



